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IL BAMBINO A CUI È STATO TRAPIANTATO UN CUORE “BRUCIATO”, A NAPOLI, NON È PIÙ TRAPIANTABILE. L’ESITO DELLA CONSULENZA DEI MEDICI DEL BAMBIN GESÙ DI ROMA: “HA UN’INFEZIONE, UN’EMORRAGIA CEREBRALE E PROBLEMI AGLI ORGANI. NON CI SONO LE CONDIZIONI” – L’EQUIPE DELL’OSPEDALE NAPOLETANO MONALDI, CHE HA ESEGUITO IL PRIMO TRAPIANTO, LASCIA ANCORA APERTA LA POSSIBILITÀ. E TE CREDO: SONO LORO AD AVER COMMESSO IL TRAGICO ERRORE CHE HA DANNEGGIATO L’ORGANO – IL CUORE È STATO TRASPORTATO IN UN BOX-FRIGO COMUNE, USATO SOLITAMENTE PER LE BIBITE, CON GHIACCIO SECCO INVECE DEL GHIACCIO TRADIZIONALE. COSÌ LE TEMPERATURE SONO SCESE BEN SOTTO I -4 GRADI PREVISTI E LE FIBRE DEL MUSCOLO CARDIACO SI SONO BRUCIATE...

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L’INFEZIONE, L’EMORRAGIA, I RENI: PERCHÉ IL BAMBINO CON IL CUORE BRUCIATO NON È PIÙ TRAPIANTABILE

Estratto dell’articolo di Alessandro D’Amato per www.open.online

 

il piccolo tommaso con la madre patrizia

Il bambino dal cuore bruciato non è più trapiantabile perché ha un’infezione, un’emorragia cerebrale e problemi agli organi tra cui reni e polmoni. La consulenza dei medici del Bambino Gesù di Roma Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti spiega perché per il piccolo di due anni e tre mesi operato all’ospedale Monaldi non è possibile effettuare un nuovo trapianto. Mentre gli esperti dicono che un cuore artificiale biventricolare impiantabile «è riservato preferenzialmente a un adulto in attesa di trapianto. In un bambino così piccolo è pressoché impossibile anche in ottimali condizioni cliniche».

 

[…] Nel secondo parere dell’ospedale di Roma gli specialisti non ravvisano «le condizioni per un nuovo trapianto di cuore». E indicano una serie di controindicazioni a causa dell’elevatissimo rischio di mortalità post-operatoria e per l’insufficienza multiorgano avanzata per polmoni, rene e fegato.

 

trapianto di cuore

Secondo il Monaldi invece «il piccolo è ricoverato in terapia intensiva sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale e di consulenze specialistiche. Allo stato il paziente permane in lista trapianto fino a nuova valutazione». […]

 

[…] Intanto il Mattino racconta che l’Azienda dei Colli ha acquistato nel 2023 uno strumento per il trasporto degli organi dall’azienda Paragoni Technologies. Un contenitore a temperatura controllata che non necessità del ghiaccio. Mentre quello del bambino è stato trasportato in un comune contenitore di plastica rigida. E si è rivelato danneggiato forse a causa dell’uso del ghiaccio secco. E non si capisce perché l’équipe napoletana abbia portato a Bolzano un contenitore comune.

 

[…] L’inchiesta della procura di Napoli è condotta dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e dall’aggiunto Antonio Ricci. Per ora sono iscritti nel registro degli indagati sei tra medici e paramedici.

 

il piccolo tommaso con la madre patrizia

«Il paziente presenta controindicazioni contingenti (emorragia cerebrale e infezione in atto) associato ad un quadro di condizioni sistemiche incompatibili con il trapianto simultaneo combinato e a fattori clinici di prognosi altamente sfavorevoli per il ritrapianto precoce», si legge nella sintesi degli esperti romani.

 

Anche perché «dalla relazione clinica in nostro possesso si evince che una vera e propria finestra neurologica non è stata effettuata e si attende anche il referto dell’elettroencefalogramma», scrivono. Per questo «un evento emorragico intracranico recente rappresenta una controindicazione maggiore a trapianto d’urgenza per l’elevato rischio di aggravamento emorragico».

 

patrizia mercolino a domenica in

[…] Si parla anche di una infezione da Pseudomonas aeruginosa forse contratta dal paziente. Ma i dottori criticano «una non disponibile documentazione dettagliata su eventuale stato setticemico, terapia antibiotica e risposta clinico-microbiologica» e dunque «la presenza di un’infezione attiva non controllata costituisce altra controindicazione assoluta al trapianto per l’elevatissimo rischio di mortalità precoce post-operatoria in regime di immunosoppressione intensiva».

 

 Il bimbo ha anche un’insufficienza renale severa (è in dialisi, potrebbe essere necessario un trapianto combinato cuore-rene). E ha anche un’insufficienza epatica grave, «che aumenta significativamente il rischio di coagulopatia, sanguinamento, sepsi e mortalità precoce; e insufficienza respiratoria significativa, compatibile con una polmonite severa, il che ulteriormente rappresenta ulteriore rischio perioperatorio critico».

 

[…]

macchinario ecmo - cuore artificiale

 

«In base alla nostra esperienza, l’Ecmo dopo 2-3 settimane inizia a dare effetti collaterali molto gravi», spiega a Repubblica Carlo Pace Napoleone, che dirige la cardiochirurgia pediatrica del Regina Margherita di Torino.

 

I suoi colleghi che lavorano a Roma valutano prima di tutto le caratteristiche generali di trapiantabilità. Con un ipotetico reimpianto potrebbe verificarsi un’altra emorragia. La sintesi conclusiva non lascia dubbi: il paziente ha un quadro incompatibile con un trapianto combinato (cioè se si volesse fare con rene e cuore) e fattori di rischio che danno una prognosi «altamente sfavorevole» per un ritrapianto.

 

[…]

 

«Per il cuore c’è scarsità di donazioni. Quindi se esegui un trapianto su chi non è in condizioni di riceverlo, togli l’organo a un’altra persone che sta male. Il sistema si deve impegnare ad usare sempre il cuore nel migliore dei modi», conclude Napoleone. Intanto l’indagine torna sul trasporto dell’organo.

 

macchinario ecmo - cuore artificiale

Che veniva da Moritz, 4 anni, il 15 dicembre annegato nella piscina comunale a Curon Venosta e morto una settimana dopo all’ospedale San Maurizio di Bolzano. Sono stati i Nas di Trento a scoprire che il cuore è stato trasportato in un contenitore di plastica comune. Il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, ha anche espresso perplessità sul fatto che, nel caso ci sia la possibilità di un nuovo trapianto, a eseguirlo possa essere lo stesso professionista che è indagato e sospeso (ma che resta competente per questo caso).

 

[….]

 

A parlare dell’impianto di un cuore artificiale è invece il cardiochirurgo e chirurgo vascolare Carmine Minale. L’esperto spiega a Repubblica che «il cuore da trapiantare deve essere tenuto a circa 4 gradi, il ghiaccio secco è a temperatura più bassa, trovo improbabile che sia stato utilizzato. Ma non conosco ovviamente i fatti. Posso solo dire che può capitare che il cuore trapiantato possa non ripartire immediatamente con una contrattilità sufficiente anche per altri fattori contingenti».

 

trapianto di cuore

[…] Sul possibile nuovo trapianto, Minale premette: «Non conosco i documenti clinici. Un nuovo trapianto è teoricamente e tecnicamente possibile ma non praticabile con le complicanze che lei ha elencato, infezioni, emorragie, insufficienze multiorgano solitamente legate, alla protratta assistenza in Ecmo».

 

E infine, sul cuore artificiale: «È quello che ha attualmente in forma esterna. Un cuore completo biventricolare impiantabile è riservato preferenzialmente a un adulto in attesa di trapianto. In un bambino così piccolo è pressoché impossibile anche in ottimali condizioni cliniche».

 

ANSIA PER TOMMASO, I MEDICI: “HA EMORRAGIE E INFEZIONI” LA MADRE SI APPELLA AL PAPA

Estratto dell'articolo di Manuela Galletta per “La Stampa”

 

[…] Tommaso è in Terapia intensiva dal 23 dicembre, quando gli è stato trapiantato il cuore danneggiato in fase di espianto. […]

 

macchinario ecmo - cuore artificiale

Patrizia, la madre di Tommaso, non vuole rassegnarsi: «Spero che il Bambino Gesù si sbagli», dice, e lancia un appello: «Chiedo aiuto a tutti, anche al Papa». Intanto l'avvocato Petruzzi ha chiesto all'ospedale partenopeo di reperire un terzo parere presso una struttura europea e conferma l'apertura di un canale con il professor Claudio Russo del Niguarda di Milano per valutare la sussistenza delle condizioni per impiantare un cuore artificiale che consentirebbe al bambino di staccarsi dall'Ecmo.

 

La via di Russo l'ha tracciata Giovanni Gravili, presidente dell'associazione "I Nodi d'Amore" (con sede a Siena) che si occupa di disabilità, ricerca sperimentale, inclusione sociale e tematiche sanitarie: «Russo è l'unico in Italia a utilizzare un cuore artificiale a 360 gradi - spiega Gravili -. Il professore si è detto disponibile a valutare il caso, ma solo dopo aver esaminato l'intera documentazione clinica, con particolare attenzione alla situazione neurologica».

 

trapianto di cuore

[...] Tanti se, tanti forse in una storia dove la trasparenza ha fatto difetto sin dalle sue fasi più delicate, ossia da quanto accaduto in sala operatoria quel 23 dicembre. «Io ricordo benissimo che quella mattina Tommaso è entrato in sala operatoria intorno alle 9,30/10 e che il cuore è arrivato intorno alle 14,30 - dice la madre -. Dopo molte ore, cinque o sei, mi chiamarono e mi dissero che l'intervento non era andato bene perché il cuore non partiva. Ricordo bene che Tommaso era ancora in sala operatoria quando mi comunicarono questa notizia».

 

Solo un mese dopo Patrizia ha saputo che il cuore non era partito perché danneggiato durante la fase dell'espianto: «L'ho saputo dai giornali».

 

Il punto centrale dell'inchiesta è la fase dell'espianto, effettuato a Bolzano da parte di un'équipe del Monaldi. Il cuore sarebbe stato collocato in una box - un frigo (di plastica dura) isotermica portatile, di quelli usati comunemente per trasportare le bibite - contenente ghiaccio secco anziché ghiaccio tradizionale: temperature inferiori ai -70 gradi lo avrebbero congelato rendendolo inutilizzabile.

 

patrizia mercolino con il figlio in attesa del trapianto di cuore

Come e quando il ghiaccio secco è finito nella box dovranno stabilirlo gli inquirenti. I carabinieri del Nas di Trento hanno raccolto le cartelle cliniche del donatore (un bimbo di quattro anni annegato in una piscina comunale in provincia di Bolzano) e identificato i presenti in sala operatoria a Bolzano. […]

 

IL CUORE VIAGGIÒ IN UN BOX DI PLASTICA «IL BIMBO È GRAVE, HA UN’EMORRAGIA»

Estratto dell'articolo di Dario Sautto per il “Corriere della Sera”

 

[…] Il box-frigo è stato sequestrato nei giorni scorsi dai carabinieri del Nas, nel corso degli accertamenti delegati dalla Procura. Il cuore, però, sarebbe stato lesionato solo a causa delle temperature troppo basse: a determinare i danni sarebbe stato l’utilizzo di ghiaccio secco, che arriva fino a -80 gradi, invece del ghiaccio tradizionale.

il bimbo a cui e stato trapiantato il cuore bruciato

 

Questo utilizzo avrebbe fatto scendere le temperature ben sotto i -4 gradi previsti per questa tipologia di trasporti e bruciato una parte delle fibre del muscolo cardiaco, rendendolo inutilizzabile. Probabilmente, sarà necessaria una perizia tecnica per stabilire questi aspetti, anche perché vanno valutati i tempi di trasporto e linee guida seguite dall’espianto fino all’impianto avvenuto a Napoli.

 

Degli aspetti legati al ghiaccio secco, infatti, si stanno occupando anche i carabinieri del Nas di Trento, competenti sull’ospedale San Maurizio di Bolzano, dove quel giorno non si è recata solo l’équipe partenopea, ma anche medici provenienti da altre località per il prelievo di diversi organi espiantati dal piccolo donatore. Possibile che, durante l’espianto multiorgano, prima dell’estrazione del cuore possa essere terminato il ghiaccio tradizionale, poi sostituito accidentalmente con quello secco.  […]

 

QUELLE TRE ORE AL GIORNO TENENDO LA MANO DEL PICCOLO «MIO FIGLIO STA PEGGIORANDO CHIEDO AIUTO ANCHE AL PAPA»

Estratto dell’articolo di Roberto Russo per il “Corriere della Sera”

 

patrizia mercolino la mamma del bimbo a cui e stato trapiantato il cuore bruciato

Due ore all’andata e due ore al ritorno con i mezzi pubblici. Oltre quattro ore di viaggio ogni giorno per trascorrere tre ore accanto a suo figlio di due anni e mezzo che è in coma farmacologico con un cuore «bruciato» nel petto, all’ospedale Monaldi di Napoli. Va così da cinquantacinque giorni la vita di Patrizia Mercolino: originaria di Buscate, nel Milanese, si è trasferita a Nola dove ha conosciuto Antonio Caliendo e con lui ha costruito una famiglia.

 

E adesso continua a lottare con i giorni che passano inesorabili. Uno stillicidio di dolore da tenere a bada perché in casa, dove vive con il compagno e altri due figlioletti, un maschio e una femmina, bisogna comunque mostrare ottimismo.

 

trapianto cuore 2

[…] «Vivo per i miei figli» scrive lei sul suo profilo social su cui abbondano le foto di momenti felici con quei bambini che non lascerebbe soli nemmeno per un istante. [….]

 

[…]  «Ho accantonato tutto — ha raccontato ieri pomeriggio a Domenica in su Rai1 — ora vivo solo di dolore e tanta voglia di avere il mio bambino a casa. Cerco solo un cuoricino nuovo, certo non desidero che muoiano altri bimbi ma che mi aiutino a trovarlo. Lo chiedo a tutti quelli che possono aiutarmi, mi appello anche al Papa».

 

[…] Tre ore al giorno è il tempo che le viene concesso per sedersi accanto al lettino di Francesco che deve rimanere in isolamento. L’ospedale le ha assegnato un permesso speciale perché il tempo di visita per i familiari in Rianimazione si limita a un’ora al giorno. Invece Patrizia può entrare poco dopo mezzogiorno e uscire verso le tre e mezza del pomeriggio. Prima c’è una procedura fondamentale: la donna deve lavarsi interamente e spogliarsi dei vestiti. Solo dopo aver indossato camice, calzari e cuffia sterili può avvicinarsi al lettino.

trapianto cuore 3

Sabato scorso lei è arrivata con un grande orso di peluche sotto il braccio: voleva comunque portare un po’ di colore in quella stanza dove tutto inevitabilmente è condizionato dalla tecnologia, la stessa che consente al suo terzo figlio di restare con lei dopo così tanti giorni, sia pure in coma farmacologico.

 

patrizia mercolino la mamma del bimbo a cui e stato trapiantato il cuore bruciato

La mamma gli mostra quel grande pupazzo, gli accarezza la mano. Ma il bimbo appare ogni giorno più pallido ai suoi occhi. «Peggiora ogni giorno» «Mio figlio prima del trapianto stava bene, nonostante i problemi di cuore, giocava e sorrideva», ha ripetuto Patrizia. È stato così fino a quel 22 dicembre poco prima dell’intervento che ha trasformato la gioia dell’attesa del cuore nuovo nel più crudele degli incubi.

 

«Mio figlio si sta aggravando»,ripete lei, consapevole di come sia fondamentale una svolta in tempi rapidissimi. «È una donna fortissima, una grande madre con il senso della famiglia ed è concentrata solo su quella creatura», commenta un frate camilliano, l’Ordine religioso dedito all’assistenza degli ammalati che nell’ospedale Monaldi porta conforto a centinaia di ricoverati di ogni età e in ogni condizione clinica.

 

trapianto cuore

Del resto un post di Patrizia la dice lunga sull’amore per i suoi cari:  «La famiglia non è questione di sangue, è questione di chi ti tiene la mano quando ne hai più bisogno». La stretta del cardinale Sabato pomeriggio è arrivata a sorpresa la visita del cardinale di Napoli Domenico Battaglia.

 

Il presule è entrato nella stanzetta insieme con Patrizia e i due si sono riuniti in preghiera. Lui tenendo a lungo la sua mano su quella del bimbo come per infondergli energia. Il cardinale e Patrizia sono rimasti quasi un’ora intera a parlarsi senza che vi fosse nessun altro attorno a loro. I medici e gli infermieri hanno visto le loro sagome dietro il vetro opacizzato, più imponente quella del cardinale, più minuta la madre: alla fine si sono abbracciati per una manciata di secondi che è sembrata interminabile.

patrizia mercolino la mamma del bimbo a cui e stato trapiantato il cuore bruciato

 

Una scena che ha commosso tutti all’interno del reparto dove anche i familiari di altri pazienti in gravi condizioni continuano a chiedere notizie di «quel bambino» e chiedono se «arriverà in tempo il cuore per salvarlo». Ma dopo la visita è stato sempre il porporato di Napoli a dedicare a Francesco una preghiera speciale nella Basilica del Buon Consiglio a Capodimonte, in occasione del 168esimo anniversario della prima apparizione della Madonna di Lourdes: «È proprio in circostanze come queste che la presenza della Chiesa si veste di significato», ha sottolineato il cardinale, invocando l’aiuto della «madre celeste».

trapianto cuore