cristiana lauro

BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO - C’È STATO UN TEMPO IN CUI, PER BERE UN BUON VINO, BASTAVANO UNA BOTTIGLIA E LA VOGLIA DI STARE INSIEME. OGGI RISCHIAMO DI AVER BISOGNO ANCHE DI UN FORMAT. MA NON TUTTE LE BOTTIGLIE DEVONO LASCIARE UN SEGNO INDELEBILE. ALCUNE POSSONO SEMPLICEMENTE CONTRIBUIRE A UNA BELLA SERATA - BEN VENGANO LE CANTINE APERTE, I PERCORSI SENSORIALI, I CALICI STUDIATI. PURCHÉ RESTINO POSSIBILITÀ, NON OBBLIGHI. IL VINO NON DEVE RINUNCIARE ALLA SUA STORIA, MA NON È TENUTO A RECITARLA OGNI VOLTA CHE QUALCUNO STAPPA UNA BOTTIGLIA. OGNI TANTO POSSIAMO LASCIARGLI IL RUOLO PIÙ SEMPLICE, OVVERO QUELLO DI ESSERE VINO...

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PER GODERSI UN BICCHIERE DI VINO NON C’È BISOGNO DI UN FORMAT (SOPRATTUTTO SE DIVENTA UNA MESSA IN SCENA)

Estratto dell’articolo di Cristiana Lauro per www.ilsole24ore.com

 

cristiana lauro

C’è stato un tempo in cui, per bere un buon vino, bastavano una bottiglia e la voglia di stare insieme. Oggi rischiamo di aver bisogno anche di un format. Il produttore racconta, l’esperto introduce, il sommelier spiega, il calice è selezionato con cura e la degustazione promette di coinvolgere tutti i sensi. Se possibile, anche l’anima. Perché ormai non si stappa soltanto una bottiglia, si costruisce un’esperienza. E, naturalmente, si fa storytelling.

 

[...] Il vino, che di storie ne ha sempre avute parecchie, si è trovato a suo agio in questa nuova economia dell’attenzione. Forse fin troppo.

 

bottiglie di vino

Del resto, il vino si presta moltissimo alla narrazione. Ha paesaggi, personaggi, tradizioni, famiglie, annate difficili, cambiamenti climatici, scelte coraggiose e qualche inevitabile leggenda. È un prodotto culturale prima ancora che commerciale, e raccontarlo è parte del suo fascino. Il problema nasce quando, per venderlo meglio, non basta più fare un buon vino: bisogna anche confezionargli una storia seducente. [...]

 

Prendiamo le degustazioni, ad esempio. Un tempo si assaggiavano vini, si facevano domande, si discuteva. Oggi ci si può avventurare in percorsi sensoriali, esplorazioni emozionali e viaggi immersivi. [...]

 

CALICI PER IL VINO

Anche il calice è protagonista di una piccola rivoluzione. Forma, dimensione, apertura, spessore: ogni dettaglio può fare la differenza, e non di rado la fa. Poi, però, arriva il momento in cui la tavola sembra attrezzata per un congresso di cristalleria. Si cambia bicchiere, si osserva, si versa, si attende mentre qualcuno, nel frattempo, ha già finito il vino.

 

Non sono qui a rimpiangere un passato in cui tutto era più semplice, anche perché spesso era soltanto meno consapevole e non necessariamente migliore. Col tempo, la conoscenza tecnica ha migliorato il servizio, la comunicazione ha avvicinato produttori e consumatori e le esperienze in cantina hanno aperto luoghi prima accessibili solo a pochi appassionati. Sarebbe assurdo negarlo. Ma un conto è aggiungere valore al vino, un altro è convincerci che, senza tutto questo, gli manchi qualcosa.

 

CRISTIANA LAURO 3

Il vino possiede una grande qualità che non possiamo commettere l’errore di sottovalutare: sa inserirsi nella vita senza chiederci di fermarla.

 

Può accompagnare una conversazione senza interromperla, stare a tavola senza diventarne il tema centrale e rendere piacevole una serata senza trasformarla in un’occasione irripetibile. Non tutte le bottiglie devono lasciare un segno indelebile. Alcune possono semplicemente contribuire a una bella serata, che ricorderemo magari per una battuta, una persona o una bella notizia inattesa. Il vino fa la sua parte, il contesto pensa al resto.

 

In fondo, la convivialità ha anche questo pregio: non tutto deve essere programmato, spiegato e valorizzato. Anzi, non di rado le cose migliori accadono proprio quando smettiamo di cercare di farle accadere.

 

BOTTIGLIE DI VINO

Ben vengano, dunque, le cantine aperte, i percorsi sensoriali, i calici studiati e i racconti appassionati. Purché restino possibilità, non obblighi. Il vino non deve rinunciare alla sua storia, ma non è tenuto a recitarla ogni volta che qualcuno stappa una bottiglia.

 

Ogni tanto possiamo lasciargli il ruolo più semplice, ovvero quello di essere vino. E concederci il piacere, sempre più raro, di non dover trasformare sempre tutto in qualcos’altro.

CALICI PER IL VINO