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BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – “IL VINO NON VIVE DI SOLA ETICHETTA MA ANCHE, E SOPRATTUTTO, DEL CONTENITORE CHE LO OSPITA. TRA TUTTI I FORMATI, IL PIÙ AMATO DAGLI APPASSIONATI RESTA IL MAGNUM. NON SOLO PER UNA QUESTIONE SCENOGRAFICA, MA PER UN MOTIVO TECNICO PRECISO: NEI GRANDI FORMATI IL VINO EVOLVE PIÙ LENTAMENTE E SPESSO MEGLIO, GRAZIE A UN RAPPORTO PIÙ FAVOREVOLE TRA LIQUIDO E OSSIGENO. ALL’ESTREMO OPPOSTO SI COLLOCANO LE MEZZE BOTTIGLIE E I FORMATI PICCOLI, A LUNGO CONSIDERATI MINORI E OGGI FINALMENTE RIVALUTATI. PERFETTI PER CHI BEVE POCO, PER CHI VUOLE ASSAGGIARE SENZA ECCESSI, O PER…”
Estratto dell’articolo di Cristiana Lauro per www.ilsole24ore.it
Il vino non vive di sola etichetta ma anche, e soprattutto, del contenitore che lo ospita. Eppure nel mondo del vino si discute di tutto – territori, vitigni, lieviti, affinamenti, punteggi – quasi mai dei formati. Un errore, perché è proprio lì che spesso il vino vince o perde la sua partita con chi lo beve.
[…] il formato del vino racconta molto più di quanto si pensi, su come lo produciamo, lo vendiamo e, soprattutto, lo consumiamo.
Non è sempre stato così. L’Europa, nel tempo, ha adottato misure standard che hanno poi influenzato il resto del mondo. Oggi la quasi totalità delle bottiglie prodotte e vendute è nel formato da 0,75 litri, ma nel corso dei secoli sono nati formati di ogni dimensione. […] Si va dal minuscolo “Benjamin” da 20 cl fino ai giganti monumentali come il “Goliath”da 27 litri, senza dimenticare il leggendario “Midas” da 30 litri, l’equivalente di quaranta bottiglie. […]
I VARI FORMATI DELLE BOTTIGLIE DI VINO
La standardizzazione del formato ha origini commerciali molto concrete. La spiegazione più convincente è legata all’egemonia dei mercanti inglesi che si rifornivano a Bordeaux, dove il vino veniva venduto in barrique da 225 litri, pari a 50 galloni o 300 bottiglie esatte. […]
Tra tutti i formati, il più amato dagli appassionati resta il magnum. Non solo per una questione scenografica, ma per un motivo tecnico preciso: nei grandi formati il vino evolve più lentamente e spesso meglio, grazie a un rapporto più favorevole tra liquido e ossigeno. […] il magnum funziona […] per tutte le tipologie, dai rossi ai bianchi fino alle bollicine.
Diverso il discorso per i formati ancora più grandi, dal Jeroboam a salire, […] il rischio è che si trasformino in complementi d’arredo, condannate all’attesa di un’occasione che non arriva mai. Il vino c’è, l’occasione no.
All’estremo opposto si collocano le mezze bottiglie e i formati piccoli, a lungo considerati minori e oggi finalmente rivalutati. Perfetti per chi beve poco, per chi vuole assaggiare senza eccessi, per una cena in due o in solitaria, raccontano un’idea di consumo più consapevole e libera dall’ansia di finire tutto solo perché la bottiglia è aperta. […]
Negli ultimi anni il dibattito sui contenitori si è intrecciato sempre di più con quello sulla sostenibilità quindi non solo come si coltiva l’uva, ma anche come il vino viene confezionato e trasportato. Le bottiglie di vetro alleggerito rappresentano oggi una delle soluzioni più interessanti. Quando una bottiglia standard pesa quanto una Jeroboam, il sospetto è legittimo: spesso, se si dà troppa importanza al contenitore, è il contenuto a non reggere il confronto.
Si stanno esplorando anche materiali alternativi al vetro, come l’alluminio o il tetrapack. È una strada ancora lunga perché il vino ha i suoi tempi e le sue liturgie, esattamente come è successo con i tappi alternativi che in Italia faticano ancora a essere accettati per motivi culturali. Difficile immaginarli per vini di grande pregio, ma sempre più sensati per quelli quotidiani da bere senza troppe sovrastrutture (per quanto, anche a me non convincono molto).
In fondo, il contenitore del vino non è un dettaglio, ma una dichiarazione d’intenti. Dice molto di chi quel vino lo produce, di come immagina che venga bevuto e di chi lo acquista. […]
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