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Francesco Persili per Dagospia
Un «meteorite» vintage piovuto dal cielo di fine anni Novanta. Residenti e flâneur l'hanno ribattezzato il «biscotto» di Ponte Milvio. Il Winner Taco è tornato, e si vede. Una gigantesca installazione dello snack troneggia a pochi metri dalla Torretta Valadier e dal ponte in cui Moccia incatenò l'amore di Step e Babi. Dai lucchetti di âTre metri sopra il cielo' al maxi-gelato di inverno. Una «provocazione» fuori stagione che se la batte con âo cuorno' piazzato davanti alla Reggia di Caserta per l'opera più futile e inutile di questi mesi.
Daje di Taco, daje di punta: tira aria di revival per il gelato dell'orso. Arrivato in Italia alla fine dei Novanta sull'onda del successo americano, lo «snack all'ennesima potenza» - come da spot stracult - ebbe una fama paragonabile a quella del Cremino, anche se era sprovvisto del baglioniano legnetto da succhiare, e fu ritirato dal mercato dopo pochi anni. Ma le strategie aziendali non avevano fatto i conti con la potenza di fuoco dei social network. «Ridateci il Winner Taco».
In cima a una forsennata campagna in Rete con tanto di boicottaggio e petizioni on-line, l'Algida ha deciso di rimetterlo in commercio per la gioia di nostalgici e devoti del gelato alla vaniglia variegato al caramello. «Abbiamo fatto così tanto da risvegliare un orso polare in letargo». L'estetica da baretto applicata al web, la prosecuzione della democrazia ludica con altri mezzi, e già immaginiamo nuove campagne di guerrilla marketing del nostalgismo più sfrenato: dopo il Winner Taco, perché non riavere indietro anche il karaoke, e già che ci siamo anche Fiorello con la coda?
Dal virtuale al reale: il gelato di inverno piace? Come l'hanno presa l'installazione vintage dalle parti dell'antico Ponte Mollo, quello che vide Costantino vincere su Massenzio e Garibaldi difendere la Repubblica romana? Basta farsi un giro tra gli ohh di stupore e lo smarrimento di chi guarda il maxi-snack per la prima volta. «Ma quanto è brutto?», e via con gli scuotimenti di capo, i sospiri, i giramenti di balle e gli alti lai. Uno scempio. Un oltraggio. Ok, abbiamo capito, un'altra occasione di scontro politico.
Già perché i consiglieri di centrodestra hanno chiesto l'immediata rimozione dell'installazione sventolando la risoluzione del Consiglio del XX municipio che impegnava a non autorizzare iniziative di carattere commerciale e pubblicitario a Ponte Milvio e negli spazi ad essi adiacenti. «Tutto in regola», hanno ribattuto dall'agenzia pubblicitaria mentre il mini-sindaco del XX municipio ha replicato ricordando che la stessa zona ospitò il âpallone' del Grande Fratello e la maxi-installazione della Mini durante l'amministrazione Alemanno. Quando i consiglieri di centrosinistra, all'epoca all'opposizione, tuonavano contro «eventi commerciali privi di qualsiasi attinenza storico-culturale con la realtà che li circonda».
Non si capisce oggi quale sia l'attinenza storico-culturale dell'installazione con Ponte Milvio e cosa c'entri questo reperto del nostalgismo bamboccione con la Torretta Valadier considerato âmonumento di importanza nazionale'. Si vede che qualcosa è cambiato. Il centrosinistra non è più all'opposizione nel XX municipio, e il vincitore, as usual, prende tutto (anche le zone off limits). The winner takes it all. O meglio, The Winner Taco it all. E a Ponte Milvio stanno ancora a lamentarsi del âbiscotto'.
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