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TIENI IL PORCELLONE, SCARICA CHI LO ACCUSA - LA DIREZIONE DI "CNEWS", DEL GRUPPO DI BOLLORÉ, HA DECISO DI BLINDARE IL 60ENNE JEAN-MARC MORANDINI, CONDANNATO PER ABUSI SU MINORI - LA GIORNALISTA SONIA MABROUK, CHE AVEVA DETTO ALL'AZIENDA "O ME O LUI", E' STATA COSTRETTA ALLE DIMISSIONI - MORANDINI E' STATO CONDANNATO PER AVER PORTATO UN 16ENNE A CASA SUA PER UN PROVINO: GLI HA MOSTRATO "UN VIDEO CON SCENE PORNOGRAFICHE VIOLENTE, GLI HA CHIESTO DI SPOGLIARSI, PER FOTOGRAFARLO NUDO, E GLI HA CHIESTO DI MASTURBARSI". IL CONDUTTORE HA INVIATO 41 MESSAGGI A UN 15ENNE, CHIEDENDOGLI INFORMAZIONI SULLE SUE EREZIONI, LA DESCRIZIONE DELLE SUE PARTI INTIME, E PRETENDENDO FOTOGRAFIE...
Estratto dell'articolo di Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera”
Tra il presentatore-produttore pluricondannato per corruzione di minori e la giornalista star che minacciava di andarsene — «o lui o me» —, la direzione di CNews ha preferito il primo. Jean-Marc Morandini, 60 anni, ormai iscritto nell’elenco degli autori di infrazioni sessuali e colpito dal divieto definitivo di esercitare un’attività a contatto con i minori, resta uno dei personaggi di punta della tv del gruppo di Vincent Bolloré, cuore dell’impero mediatico schierato a sostegno dell’estrema destra.
Sonia Mabrouk invece è stata di fatto costretta ad andarsene, dopo avere dichiarato in diretta il disagio per gli atti di Morandini e la sua presenza nella stessa tv. Tre giorni fa alle 8 del mattino, prima di andare in onda, la 48enne giornalista di origine tunisina ha ricevuto la visita in sala trucco del direttore di CNews , Serge Nedjar, fedelissimo di Bolloré: «Morandini resterà, costi quel che costi — avrebbe gridato Nedjar, secondo la ricostruzione della trasmissione Quotidien —. E chi non è contento può prendere la porta». Mabrouk ha seguito l’invito e ha lasciato la rete.
Il gruppo mediatico di Bolloré — la tv CNews , la radio Europe 1 , il settimanale Journal du Dimanche — è al centro delle polemiche, e non solo per il caso Morandini. La commissione di inchiesta parlamentare sui media audiovisivi convocherà Vincent Bolloré alla fine di febbraio per chiedergli conto della conferma in video di Jean-Marc Morandini, e più in generale del ruolo dei media Bolloré nel dibattito pubblico francese, alla vigilia di una delle campagne elettorali più importanti degli ultimi decenni per la Francia e per l’Europa, la corsa all’Eliseo del 2027.
Le forze anti-establishment lanciano da sempre accuse (non sempre infondate) contro le radio e le tv del servizio pubblico per avere rappresentato finora un ambiente più favorevole alla sinistra, poi al centro e magari anche alla destra classica, per tradizione e per sensibilità della maggior parte dei giornalisti.
I media Bolloré si pongono allora come un’alternativa, che dà voce — in modo ben più diretto, volutamente parziale — all’altra Francia, quella che si proclama ancora stufa dell’ormai defunto «politicamente corretto», e che sostiene le ragioni dei vari Jordan Bardella, Eric Zemmour, Marine Le Pen contro la globalizzazione, Bruxelles, gli immigrati, le minoranze e in generale la visione «woke» del mondo.
Il cattolico conservatore Bolloré sostiene i valori tradizionali — o meglio reazionari secondo i suoi critici — e gli ascolti sembrano premiarlo. In pochi anni CNews ha superato Bfm diventando il più seguito canale all news francese.
[…] Il presentatore-produttore è stato condannato in via definitiva per vari episodi, tra i quali l’avere convocato un sedicenne a casa sua per un provino, «mostrandogli un video con scene pornografiche violente, chiedendogli di spogliarsi, fotografandolo nudo e chiedendogli di masturbarsi», altrimenti non avrebbe avuto la parte.
Morandini è stato condannato anche per avere inviato 41 messaggi in meno di due mesi a un quindicenne, chiedendogli informazioni sulle sue erezioni, la descrizione delle sue parti intime, e pretendendo fotografie, sempre facendo balenare l’ingresso nel magico mondo della tv. […]
Sonia Mabrouk
VIncent bollore - vivendi
bollore xenia fedorova
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