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UNA BRUTTA STORIA TRA SCAMBISTI - A LECCE, UNA 26ENNE ACCUSA IL SUO EX COMPAGNO DI AVER PUBBLICATO ONLINE LE SUE FOTO HOT. L'UOMO SI DIFENDE: "ERA LEI A POSTARE GLI SCATTI" - I DUE FREQUENTAVANO ALCUNI CLUB PER SCAMBISTI E, DOPO LA FINE DELLA RELAZIONE, L'UOMO AVREBBE RUBATO IL TELEFONINO DELLA EX PER PUBBLICARE FOTO E VIDEO INTIMI SU ALCUNI SITI FREQUENTATI DA COPPIE IN CERCA DI "COMPAGNIA" - LA RAGAZZA, CHE HA PRESENTATO DENUNCIA, HA RACCONTATO DI AVER SUBITO MINACCE: "DEVI RIMANERE A CASA: SE TI VEDO IN GIRO TI SPARO!"
Estratto da http://www.corrieresalentino.it
Coppia di scambisti – lui leccese di 41 anni, lei, di 26, residente in un comune della provincia, – finisce in guerra dopo la fine della relazione quando alcune foto della giovane finiscono sul web alla mercé dei commenti e del dileggio. Il suo ex, però, si difende e rilancia: a suo dire, lei avrebbe continuato da sola a partecipare a incontri con altre coppie lasciando spontaneamente foto senza veli su alcuni siti.
La vicenda sarà ora oggetto di un processo: sul banco degli imputati è finito il suo ex (per questi fatti è stato anche arrestato e confinato ai domiciliari) per una serie di reati: furto, stalking, diffamazione aggravata, detenzione e diffusione di materiale con contenuti esplicitamente sessuali e illecita diffusione di contenuti generati con sistemi di intelligenza artificiale. Ma è convinto di poter dimostrare la propria innocenza, forte di una perizia di parte (di oltre 300 pagine) a firma dell’ingegnera Luigina Quarta.
Per ora, per ricostruire una torbida storia a luci rosse si deve ricorrere alla ricostruzione della presunta vittima. Racconta di essere stata vittima di una serie di ritorsioni subito dopo la rottura della relazione. L’ex – dice – le avrebbe rubato il telefonino (nonostante l’imputato racconti di averlo consegnato spontaneamente) per pubblicare foto e video intimi su alcuni siti per scambisti.
Lui, infatti, conosce le password e sblocca il cellulare, dalla cui memoria recupera 97 files di foto e screenshot che la ritraggono in pose nude, realizzati nel 2022 quando tra i due fidanzati vigeva un tacito accordo che il materiale sarebbe rimasto riservato. I due frequentano altre coppie.
Si spostano anche fuori provincia, raggiungo anche il Barese. Ma dopo la rottura, quello stesso materiale sarebbe diventato pubblico. Alcuni scatti e filmati sarebbero stati inseriti nel proprio stato condiviso di WhatsApp rendendoli visibili a una pluralità di contatti [...] Con tanto di minacce e insulti irriferibili.
Ma cosa ancora peggiore tramite un account l’uomo avrebbe pubblicato foto e filmati su alcuni siti di scambisti. In più, avrebbe creato un profilo pubblico su Instagram attribuendo una foto della vittima e sulla propria alcune “stories” dal contenuto offensivo per l’onore e la reputazione della donna. Un’umiliazione continua: una sequela di offese, insulti e minacce che avrebbero determinato un forte stato di paura e di ansia nella ragazza.
Che, racconta l’inchiesta coordinata dalla pm Maria Grazia Anastasia, avrebbe anche subìto diversi episodi di stalking. Minacce del tenore: “Se fai una cosa del genere la tua vita è finita” nel momento in cui avrebbe annunciato di non voler più convivere e di voler indirizzare una istanza all’Autorità giudiziaria per la modifica del domicilio; lui l’avrebbe accusato di averlo tradito adducendo come prova di avere installato nell’abitazione utilizzata dalla persona offesa un registratore e in tal modo asserendo di avere un costante controllo sulla privacy della ex compagna.
Avrebbe inoltrato alla vittima ossessive richieste di incontrarsi o di confrontarsi de visu anche preannunciando la restituzione – mai avvenuta – del cellulare, per poi offenderla e divulgare le foto private ritrovate nel cellulare sottratto (“mo pubblico le foto così le possono vedere tutti”); le avrebbe portato via anche l’auto per poi riconsegnarla e ostentare una presunta conoscenza di tutti gli spostamenti e le frequentazioni della vittima. [...]
Infine le minacce di morte. È il 27 ottobre 2025: “Visto che non mi vuoi togliere la denuncia, devi rimanere a casa: se ti vedo in giro ti sparo!”. Così dopo una denuncia, un’ulteriore integrazione, il sequestro del telefonino e la raccolta delle testimonianze di persone informate dei fatti, il 41enne è stato arrestato [...]
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