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BUBU, SETTA! - I CARABINIERI SEQUESTRANO I LOCALI DELLA SETTA DI BRUNO ANTONIO MALATESTA, SANTONE-PORCONE ACCUSATO DI AVER VIOLENTATO LE SUE SEGUACI - IN VAL DI SUSA, I MILITARI ACCOMPAGNANO GLI OSPITI DELLA STRUTTURA IN LUOGHI PROTETTI - MALATESTA AVEVA FONDATO LA COMUNITA' CON L'OBIETTIVO DI APPAGARE I SUOI APPETITI: RECLUTAVA LE SUE VITTIME, PERSONE PSICOLOGICAMENTE IN DIFFICOLTA' O MALATE, PROMUOVENDO CORSI DI YOGA E MEDITAZIONE, POI LE COSTRINGEVA A FARE SESSO - MALATESTA NOMINAVA DELLE "ANCELLE", CHE VIVEVANO INSIEME A LUI - IL SANTONE SI SAREBBE SERVITO DI TRE COLLABORATORI: UNA "MAESTRA" E UNA PSICOLOGA GESTIVANO LA SETTA DA UN PUNTO DI VISTA LOGISTICO, UN MASSOTERAPISTA ESEGUIVA INVECE TERAPIE SESSUALI A PAGAMENTO...
SETTA NEL TORINESE, SOTTO SEQUESTRO LA COMUNITÀ
CARABINIERI NELLA SETTA DI Bruno Malatesta
(ANSA) - TORINO, 01 OTT - I carabinieri del Comando provinciale di Torino stanno procedendo al sequestro della comunità della Bassa Val di Susa, ad Almese, dove questa mattina è stato arrestato Bruno Antonio Malatesta, il 59enne ritenuto responsabile di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.
A quanto si apprende contestualmente al sequestro della residenza dove aveva sede la presunta setta pseudo-spirituale, i militari dell'Arma stanno accompagnando gli ospiti della struttura che lo desiderano in luoghi protetti.
Il provvedimento è stato adottato per evitare il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Secondo l'accusa, Malatesta avrebbe sostenuto di possedere poteri soprannaturali e, dietro la facciata di corsi di yoga, meditazione e arti marziali, avrebbe avvicinato persone vulnerabili, reclutandole in un rigido sistema di assoggettamento psicologico caratterizzato da violenze, coercizione lavorativa e abusi sessuali.
LA COMUNITÀ-SETTA, LE «ANCELLE» SCHIAVE E LE VIOLENZE SESSUALI IN CARCERE IL SANTONE
Estratto dell'articolo di Alberto Giulini per il "Corriere della Sera"
Quando i carabinieri hanno fatto irruzione nella comunità, alle prime luci dell’alba, le persone presenti non riuscivano a comprendere il perché di quell’intervento. Soggiogate psicologicamente dal loro «maestro», non si rendevano conto di essere delle vittime. Lui, Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, invece, se ne rendeva perfettamente conto.
Ieri, lo hanno arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con le pesanti accuse di riduzione in schiavitù, maltrattamenti e violenza sessuale aggravata. Un’articolata indagine dei carabinieri del nucleo investigativo, avviata nella primavera del 2024, ha portato alla luce una vera e propria setta pseudo spirituale ad Almese, piccolo comune della bassa Val di Susa, nel Torinese.
Malatesta reclutava le sue vittime promuovendo corsi di yoga, meditazione e difesa personale. L’uomo, avvicinatosi alle arti marziali fin dall’infanzia, ha conosciuto lo yoga direttamente in India. Nel 1989 ha incontrato gli insegnamenti del suo guru, Paramahansa Yogananda, e due anni più tardi ha ricevuto l’iniziazione al Kriya Yoga. Per anni ha viaggiato tra Italia, India e California e, sui monti himalayani, ha studiato i miti e le sacre scritture indiane in compagnia di yogi-sadhu indiani.
Esperienze che ha riproposto ai «clienti» di Almese. Non tutti i frequentatori della struttura, la fondazione «Fiore della pace», finivano per sottomettersi al «maestro», come si faceva chiamare il 59enne. C’era chi si limitava a frequentare i corsi e chi, invece, risultando particolarmente vulnerabile, finiva tra le grinfie del guru. [...]
Malatesta non si sarebbe limitato a dare speranza ai malati: «Se non ti sottoponi alla terapia, ti imbatterai in un brutto male», avrebbe riferito ad alcuni clienti. E quando le problematiche non si risolvevano, la soluzione prospettata era sempre la stessa: «Se non è bastato quel trattamento, dobbiamo passare allo step successivo». Che comportava un esborso sempre più elevato.
Le «terapie» erano svariate: consegna di cristalli, bagni con i sali e persino ore di attesa nudi sulla terra. Tra i clienti c’erano anche uomini, ma le attenzioni di Malatesta si sarebbero rivolte in particolare alle donne. Le «monache» erano costrette a fare voto di obbedienza e povertà, versando tutti i loro averi in favore del maestro in cambio di terapie che avrebbero dovuto alleviare sofferenze e guarire. Malatesta nominava «ancelle» che vivevano assieme a lui nelle villette a schiera di Almese. Gli adepti vestivano tutti allo stesso modo, indossando tuniche arancioni, ed erano costretti a svolgere lavori domestici che potevano anche superare le dodici ore al giorno e a dormire per terra.
In caso di errori le punizioni erano di vario tipo: percosse, divieto di lavarsi per una settimana o capelli rasati. Il 59enne avrebbe abusato sessualmente di diverse donne, presentando gli atti di violenza come «terapie purificatrici». Tra le vittime è stata certificata dagli investigatori anche la presenza di un ristretto numero di ragazze minorenni, di età comprese tra i 16 e i 17 anni.
Malatesta si sarebbe servito di tre collaboratori: una «maestra» e una psicologa professionista gestivano la setta da un punto di vista logistico, un massoterapista eseguiva invece terapie sessuali a pagamento. I tre sono stati denunciati a piede libero e la loro posizione è oggetto di ulteriori accertamenti. Le indagini dei carabinieri — che hanno raccolto segnalazioni e denunce ricevute dal 2017 in avanti — proseguono per ricostruire la portata della setta: sono state accertate decine di vittime ma il numero potrebbe aumentare notevolmente.
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