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IL BUSINESS PRIMA DI TUTTO: TRUMP SAPEVA DELLA “HONEY TRAP” CINESE IN CUI ERA CADUTO JENSEN HYANG? – PER I MEDIA USA, IL TYCOON ERA AL CORRENTE CHE ALICE HUANG, PRESUNTA AMANTE DEL BOSS DI NVIDIA (SUA OMONIMA), ERA STATA RECLUTATA DA PECHINO PER SPIARE SUL COLOSSO DEI SEMICONDUTTORI, MA DECISE DI TENERE RISERVATA L’INFORMAZIONE PERCHÉ NON VOLEVA AUMENTARE LA TENSIONE CON LA CINA IN VISTA DEL VERTICE CON XI JINPING – ALICE HUANG, IL CUI VERO NOME È HUANG LE, È UNA TOP MANAGER DI “MEGASPEED”, SOCIETÀ DI SINGAPORE CHE AVEVA STRETTI RAPPORTI COMMERCIALI CON NVIDIA, CHE NEL 2024 E’ STATA ACCUSATA NEL 2024 DI AVER TRASFERITO ILLEGALMENTE SEMICONDUTTORI AMERICANI AL DRAGONE, AGGIRANDO LE SANZIONI DI WASHINGTON…
Estratto dell’articolo di Guido Santevecchi per www.corriere.it
Una agente segreta di Pechino infiltrata nel cuore (letteralmente) della sfida tra Stati Uniti e Cina per la supremazia tecnologica.
Jensen Huang, il grande capo di Nvidia, colosso dei microprocessori per Intelligenza artificiale più avanzati al mondo […] è stato vittima di un’azione di spionaggio da parte cinese.
La punta di lancia dell’operazione di intelligence è stata identificata nella imprenditrice cinese Alice Huang (solo omonima del re dei microchip), dirigente di una società di Singapore entrata in rapporti commerciali con Nvidia. Ma ora è stato rivelato che tra la donna e il fondatore e amministratore delegato del colosso tecnologico americano si era stabilita una «relazione romantica».
Secondo l’indagine, Alice Huang era stata reclutata e preparata alla missione dal Ministero della Sicurezza statale di Pechino, la centrale che coordina lo spionaggio mandarino. È possibile che l’intelligence cinese sia intervenuta «in corso d’opera», sfruttando il rapporto sentimentale inatteso e imponendo alla donna di collaborare passando informazioni riservate.
I sospetti sul tentativo cinese di controllare Jensen Huang circolavano a Washington fin dalla primavera scorsa. Un rapporto era stato inviato a un gruppo ristretto di funzionari dell’Amministrazione Trump e anche il presidente era stato informato. La Cia avrebbe deciso di non mettere subito al corrente il miliardario per non rischiare di mettere in guardia anche la donna che lo spiava.
[…] Trump, secondo la ricostruzione che ora circola sulla stampa americana, decise di tenere riservata l’informazione, perché si stava preparando a volare a Pechino per il primo vertice con Xi Jinping e non voleva rovinare l’atmosfera di disgelo politico. Tra i punti del grande contenzioso ci sono le restrizioni americane alla cessione di semiconduttori avanzati all’industria cinese.
Su Alice sono state diffuse poche informazioni. Sappiamo solo che il suo nome cinese è Huang Le: Alice se lo è scelto per l’attività internazionale, come decine di migliaia di compatrioti che hanno rapporti con l’estero. Dopo aver lavorato a Shanghai era stata nominata dirigente di punta di Megaspeed, una società costituita a Singapore diventata cliente di Nvidia.
E Megaspeed nel 2024 era stata accusata dalle autorità di Washington di aver trasferito clandestinamente semiconduttori made in Usa alla Cina, in violazione delle restrizioni imposte per motivi di sicurezza nazionale.
L’inchiesta interna di Nvidia aveva concluso che non c’era stato coinvolgimento da parte della propria catena decisionale. Eppure, il collegamento tra la società basata a Singapore e Pechino doveva essere evidente, perché Megaspeed era una «spin-off», scorporata nel 2023 da un’azienda cinese di videogiochi ed entrata rapidamente nel business dei data center che alimentano le attività dell’Intelligenza artificiale.
Sempre nel memorandum consegnato anche alla Casa Bianca in primavera era riportato che Megaspeed nel 2024, proprio nel periodo in cui erano spuntate le foto di Jensen e Alice insieme, aveva comperato microchip avanzati di Nvidia per diversi miliardi di dollari, aveva cominciato a costruire data center nel Sudest asiatico, fuori dalla Cina, e aveva affittato la propria capacità ad Alibaba, il gigante tecnologico fondato da Jack Ma.
Una triangolazione complessa ma forse basata su una classica «trappola al miele»: una spia che sfrutta l’innamoramento della vittima. Se sono veri i sospetti degli investigatori americani, il Ministero della Sicurezza statale di Pechino aveva preparato la misteriosa Alice Huang Le ad entrare nel cuore di Jensen Huang.
[…] Un gruppo di deputati repubblicani del Congresso ha chiesto al ceo di Nvidia di presentarsi per un’audizione privata di fronte alla Commissione Cina per rispondere a domande sul caso di spionaggio ai propri danni. Dovrà fornire spiegazioni sui protocolli di sicurezza del colosso dei microchip.
L’ambasciata della Repubblica popolare a Washington ha negato le voci pubblicate dalla stampa americana, sostenendo che si tratta della solita «narrazione sullo spionaggio cinese».
jensen huang ceo e fondatore di nvidia
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xi jinping e donald trump foto lapresse 6
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