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C’AVETE ACCISE! – GIORGETTI “MANI DI FORBICE” FRENA SULLA PROROGA DEL TAGLIO DELLE ACCISE, CHE SCADE DOMENICA E FINORA È COSTATO DUE MILIARDI DI EURO – IL FONDO DEL BARILE È STATO RASCHIATO PIÙ VOLTE E, IN CONSIGLIO DEI MINISTRI, IL RESPONSABILE DEL TESORO HA MESSO LA MISURA IN STAND-BY IN ATTESA DEI DATI SULL’EXTRAGETTITO DELL’IVA, PER CAPIRE SE CI SIANO I FONDI NECESSARI – UNA MANO AL GOVERNO ARRIVA DAL CALO DEL PREZZO DEI CARBURANTI…
Estratto dell’articolo di Paolo Baroni per “La Stampa”
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse 8
Il quarto decreto del governo sul taglio delle accise sta per scadere e per il governo, che in questa partita finora ha impegnato circa 1,6-1,7 miliardi, si ripresenta ancora una volta il problema delle risorse col conto totale che potrebbe arrivare anche a 2 miliardi di euro se non di più.
Il fondo del barile è stato raschiato più volte, sono stati tagliati a più riprese i fondi ai ministeri, sono state attinte risorse dalle multe dell'Antitrust e dai certificati Ets sulle emissioni di Co2 per mettere sul piatto oltre 400 milioni di euro col primo decreto, 500 col secondo altri 400 col terzo e 300 col quarto intervento.
Trovare altre risorse da aggiungere all'extragettito prodotto Iva, già utilizzato in questi mesi per finanziare una quota degli sconti sui carburanti, insomma è sempre più difficile. Ieri tutti si aspettavano che il Consiglio dei ministri adottasse un altro pacchetto di misure, si parlava di altri 500 milioni di euro, ma poi non se ne è fatto nulla.
[…]
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti continua a muoversi con cautela rispetto ai nuovi interventi da mettere in campo. Dopodomani scade il quarto decreto sul taglio delle accise (5 centesimi in meno sulla benzina e 10 sul gasolio) ed il titolare del Mef vuole aspettare l'ultimo minuto utile per vedere quanto ha in cassa e decidere cosa fare.
giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse 2
Ieri durante il question time alla Camera Giorgetti, dopo aver premesso che a suo parere lo shock energetico potrebbe non avere ancora manifestato tutti i suoi effetti, ha confermato che il governo interverrà di nuovo col meccanismo delle accise mobili - e che come in precedenza non servirà un passaggio in Cdm ma basterà emanare un nuovo decreto ministeriale - ma «dobbiamo effettivamente valutare quant'è la disponibilità; fino al 6 non abbiamo il quadro per motivi tecnici. In base a quello vedremo, date anche le condizioni di mercato, potremo prorogare» questi aiuti».
GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS
In pratica si tratta di capire a quanto ammonterà l'extragettito Iva relativo all'ultimo mese e vedere poi come spartirlo. [...]
Intanto va detto che prosegue il calo quotazioni dei carburati e questo certamente agevola le prossime scelte. Stando alle rilevazioni dell'Osservatorio prezzi del Mimit, ieri i prezzi medi alla pompa in modalità self service lungo la rete stradale nazionale si attestavano infatti ancora al di sotto dei 2 euro al litro, registrando un valore pari a 1,930 euro al litro per la benzina (1,934 il prezzo di mercoledì) e 1,988 euro per il gasolio conro 1,994.
BENZINA E CARO CARBURANTI - VIGNETTA BY STEFANO ROLLI
Insomma, almeno sulla benzina qualche margine per cancellare gli sconti e risparmiare un poco, volendo, il mercato lo offre. Il governo non decide ed il Pd che col responsabile economico Antonio Misiani attacca: «Tra 2 giorni scade il taglio delle accise ma il governo naviga a vista e gli italiani non sanno ancora cosa troveranno alle pompe di benzina». «Il governo ha deciso di non decidere» incalza a sua volta il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia.
Ed i 14 miliardi di extradeficit in tre anni che ci ha concesso l'Europa, allora, a cosa serviranno? Da Bruxelles hanno subito fatto sapere che vanno indirizzati verso investimenti produttivi e non certo impegnati in altri sussidi.
Quanto all'Italia, ha spiegato sempre ieri il ministro, la Commissione europea ha «riconosciuto la possibilità - su richiesta degli stati interessati e ricordo che sarà necessario un passaggio parlamentare in cui si discuterà quantum e destinazione - di estendere la flessibilità, già prevista nell'ambito del quadro di governance fiscale per le spese volte a rafforzare la capacità di difesa, alle misure volte a rafforzare la resilienza del sistema energetico europeo e accelerare la transizione dai combustibili fossili». [...]
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