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CON QUESTO CALDO, È IL MOMENTO DI UN... COLD CASE! - SONO STATE RIAPERTE LE INDAGINI SULLA MORTE DI FRANCESCA ERCOLINI, GIUDICE 51ENNE DECEDUTA NEL DICEMBRE DEL 2022 A PESARO: SONO INDAGATI SUO MARITO LORENZO RUGGIERI E UN POLIZIOTTO, AMICO DI FAMIGLIA - LA DONNA SI SAREBBE IMPICCATA NEL SUO APPARTAMENTO, UNA VERSIONE A CUI LA MADRE NON HA MAI CREDUTO - CI SONO MOLTE COSE CHE NON TORNANO: A PARTIRE DAL SOLCO SUL COLLO DELLA VITTIMA, FINO AI SEGNI SUL CORPO, COMPATIBILI CON PERCOSSE, E LA DINAMICA DEL SUICIDIO NON TORNA - LE LITI IN FAMIGLIA E LE BOTTE CHE LA DONNA RICEVEVA IN CASA DA PARTE DI SUO FIGLIO E SUO MARITO...
Estratto dell'articolo di Amelia Esposito per il "Corriere della Sera”
Un padre, un figlio, un ispettore amico di famiglia. E una donna morta. Impiccata alla ringhiera interna dell’appartamento. Ventisei dicembre 2022, interno giorno in una casa borghese di Pesaro. Avvocato civilista lui, presidente della seconda sezione civile del tribunale di Ancona lei.
«La giudice si è ammazzata», corre veloce la voce fra i vicini, che conoscono quella donna alta e mora, in gamba, un po’ schiva. Qualcuno, intervistato nelle prime ore, dirà di averla vista «un po’ giù» nell’ultimo periodo.
Per tutti Francesca Ercolini, 51 anni, si è suicidata. È ciò che racconta il marito Lorenzo Ruggieri, 56 anni. Non c’è ragione per dubitare.
Neppure la Procura della città marchigiana lo fa. Ma un po’ più a sud lungo la linea dell’Adriatico, nel posto in cui Francesca è cresciuta, un’intera famiglia non crede a questa versione.
Da Campobasso, sua madre ingaggia una silenziosa quanto tenace battaglia legale. Facendo riaprire il caso. Tre anni e mezzo dopo, l’ipotesi investigativa è omicidio. Gli indagati sono Ruggieri e l’ex ispettore. [...]
Questo ragazzo, qualunque ruolo abbia quel giorno, è pur sempre il nipote di chi sta chiedendo giustizia. Ed è l’unico figlio dell’uomo accusato di omicidio e anche di depistaggio. Ruggeri, insieme a quattro poliziotti (fra cui l’amico suddetto) e al medico legale che fece la prima autopsia, avrebbe fatto in modo che gli accertamenti della prima ora venissero sviati e insabbiati. A favore di chi, se di se stesso o del figlio, è forse l’interrogativo più grande di questa storia.
Impiccagione, c’era scritto nel verbale di ritrovamento del cadavere. Ma il solco sul collo di Francesca racconta altro. È una riga netta, rossa e sottile, come lasciata da una corda, un laccio, un cavo. Non un foulard. Ne è persuaso il medico legale Vittorio Fineschi, che ha redatto ben 450 pagine di perizia per conto del gip dell’Aquila Marco Billi. [...]
Quando è stato riesumato, il corpo di Ercolini era in buone condizioni e ciò ha permesso di «leggervi» molte informazioni. Non solo quel solco. Il cadavere, ipotizza Fineschi, presenta diversi segni compatibili con percosse.
Le immagini Non è il medico legale a pronunciare per primo la parola percosse. Lo fa in tempi non sospetti la signora Fusco. Ha in mano foto e video che mostrano il volto di sua figlia con i segni delle botte che, a sua detta, riceveva in casa. La giudice inviava tutto a sua madre, si disperava con lei per i maltrattamenti e le umiliazioni che le avrebbero inflitto padre e figlio.
La signora Fusco era talmente preoccupata che, due settimane prima che accadesse l’irreparabile, aveva mandato una lettera anonima alla Questura di Pesaro chiedendo di intervenire in quell’appartamento borghese. [...]
Un anno fa, il primo colpo di scena: la Procura dell’Aquila indaga per i depistaggi. Anche qui, a fornire spunti investigativi, è Carmela Fusco che, assistita dall’avvocato Giuseppe Lattanzio, ha messo in fila in un secondo esposto le cose che non tornano sulla scena del crimine.
La posizione del cadavere: per essersi impiccata dove Ruggieri e il figlio sostengono di averla trovata, Francesca si sarebbe dovuta arrampicare su una ringhiera e qui, stando in equilibrio, avrebbe dovuto legarsi il foulard attorno al collo, per poi lasciarsi andare.
Possibile? Di sicuro molto difficile. E poi, perché all’arrivo dei soccorsi la donna era già stesa sul pavimento? Incaricati dal gip, i Ris effettuano una serie di sopralluoghi nella casa anche in cerca dell’«arma del delitto». Si imbattono in due cavi elettrici appartenenti a due lampade. Uno dei quali, però, è fuori posto. I cavi vengono sequestrati e, due giorni fa, raffrontati col solco sul collo della vittima. [...]
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