"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE…
IL CALVARIO DEI SOPRAVVISSUTI AL ROGO DEL "CONSTELLATION" - FATE LEGGERE AI CONIUGI MORETTI, PROPRIETARI DEL LOCALE DOVE SONO MORTE 41 PERSONE, LE STORIE DEI RAGAZZI CHE, DALLA NOTTE DI CAPODANNO, SONO RICOVERATI ALL'OSPEDALE "NIGUARDA" DI MILANO - SOLO ORA, DOPO SEI MESI, ALCUNI DI LORO POSSONO METTERE IL NASO FUORI DAL REPARTO USTIONATI. MA NON È FINITA: IN FUTURO, I GIOVANI DOVRANNO SOTTOPORSI AD ALTRI TRAPIANTI DI PELLE - GLI AVVOCATI DELLE FAMIGLIE DELLE VITTIME: "I RAGAZZI SONO MORTI PER ASFISSIA. LE LORO TRACHEE ERANO NERE COME LA PECE"
Estratto dell'articolo di Rosario Di Raimondo, Tiziana De Giorgio per "la Repubblica"
Kean venerdì ha finalmente lasciato il Niguarda e ha trascorso le primissime notti in camera sua. Manfredi dovrà subire un altro trapianto di pelle ma sorrideva quando, pochi giorni fa, ha preso da solo un pullman che l'ha portato da Roma a Foggia per un compleanno, perché non gli pareva vero.
Filippo la prossima settimana andrà al mare in Toscana dove lo raggiungeranno tre amici che portano le stesse inconfondibili cicatrici che ha lui. Nessuno dei loro corpi potrà vedere i raggi del sole. Francesca e Leonardo si accontenterebbero di guardare il cielo, ancora schermato dai vetri del Centro ustioni dove sono ricoverati da gennaio.
FILIPPO, UNO DEI RAGAZZI SOPRAVVISSUTO AL ROGO DELLA DISCOTECA LE CONSTELLATION A CRANS MONTANA
Sono passati sei mesi dall'incendio di Crans-Montana e da quella notte in cui decine di giovani cercavano sollievo infilando le mani nella neve, con i vestiti sciolti addosso e ustioni su tutto il corpo, mentre 41 volti da quel locale non sono più riemersi. Un disastro con cui convivono 115 feriti, alcuni ancora in ospedale. Provano, insieme alle loro famiglie, ad andare oltre le cicatrici. Cercando di riprendersi quella vita sospesa dal primo dell'anno.
Dei dodici sopravvissuti portati al Niguarda dopo Capodanno, è la lettera di dimissioni di Kean l'ultima firmata dai medici. Un percorso lungo e duro, quello del giovane studente del Virgilio che nella vita sogna di fare il calciatore e ha compiuto i suoi 17 anni in un letto di ospedale. [...]
«Un nuovo inizio», ha detto, senza nascondere l'emozione. E mentre Kean prova a riprendere le misure con la vita fuori, con tutta la fatica e la prospettiva di un percorso lungo, il pensiero non smette di tornare a quel reparto che per sei mesi è stato casa.
Dentro ci sono ancora Leonardo e Francesca, suoi compagni di classe insieme a Sofia, già dimessa, che pochi giorni fa ha deciso di mostrarsi scoperta, senza la parrucca e senza nascondere le ferite ovunque, «perché la gente deve sapere cosa stiamo passando tutto noi. E quanto ancora dobbiamo lottare».
il constellation dopo l incendio 3
A Leonardo, anche lui calciatore, i medici hanno dato un pallone per tornare a dare i primi calci, ha raccontato Franz Baruffaldi Preis, il primario del Centro ustioni che lavora, insieme a decine di medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi, per curare e ridare dignità a giovani che hanno subito danni gravissimi, non solo al corpo. Le sue dimissioni non sembrano lontane.
Non arriveranno probabilmente prima di Ferragosto quelle di Francesca, la più grave: per festeggiare il suo compleanno, il 14 giugno, sono arrivati a decine sotto le sue finestre. I compagni di scuola, gli amici dell'oratorio. Ma anche i coetanei già dimessi, feriti nel rogo come lei.
«Se ripenso a come stava mio figlio sei mesi fa, l'evoluzione è stata incredibile. Dunque cerchiamo di gioire di ogni piccola cosa», racconta Umberto Marcucci, papà di Manfredi. I segni, però, restano. La fatica pure. La strada per la ripresa è ancora lunga per tutti, nonostante la voglia di andare avanti: «Filippo sopporta con pazienza i nuovi interventi e tutto quello che c'è da fare, ma sa che che non sarà breve e non è semplice», racconta il papà, Stefano.
Gli avvocati delle famiglie delle vittime chiedono con forza di non dimenticare. E al Governo di fare di più. Tra loro, Antonio Bana che segue, con il collega Stefano Cassamagnaghi, i genitori di Achille Barosi, morto a sedici anni a Crans-Montana. «Quei ragazzi sono morti per asfissia, per aver respirato fumi cancerogeni. Le loro trachee erano nere come la pece. Le famiglie si aggrappano a noi». [...]
SERGIO MATTARELLA AL NIGUARDA - 1
ospedale niguarda trapianti di pelle
JACQUES E JESSICA MORETTI
ospedale niguarda trapianti di pelle
INCENDIO AL MEMORIALE PER LE VITTIME DI CRANS-MONTANA
il constellation dopo l incendio 9
"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE…
FLASH! - QUANDO MELONI DICHIARA: “UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI DESTRA POTREBBE NON ESSERE PIÙ…
DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE…
DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE…
DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA…
DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE…