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Franco Grilli per "il Giornale"
Novità sul fumo: il decreto Istruzione cancella il divieto di utilizzo della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici, introdotto a giugno con il decreto Iva-Lavoro. Come ha anticipato l'agenzia di stampa Public Policy gli amanti del fumo elettronico potranno riprendere la loro abitudine anche nei luoghi dove, invece, permane il divieto per le sigarette tradizionali: uffici, ristoranti, cinema, mezzi pubblici e bar.
Rimangono escluse, invece, le scuole (come previsto dall'articolo 4 dallo stesso decreto Istruzione) dove le e-cig non potranno essere utilizzate né all'interno né all'esterno degli edifici, al pari dei tabacchi.
Questa novità è contenuta in un emendamento inserito alla Camera nel decreto Istruzione (ormai convertito in legge) e passato inosservato, con il quale le sigarette elettroniche sono state escluse dal divieto di "svapo" nei luoghi pubblici. Il dl Iva-Lavoro, infatti, aveva allargato anche alle sigarette elettroniche le norme restrittive contenute nella legge Sirchia del 2003 (con la quale è stato introdotto in Italia il divieto di fumo nei luoghi pubblici).
L'emendamento è stato presentato dal presidente della commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan (Pdl), durante l'esame del dl Istruzione, ed è stato approvato dai deputati il 23 ottobre scorso. Con la modifica viene stralciata l'ultima parte del comma 10-bis dell'articolo 51 della legge Sirchia (introdotta con il dl Iva-Lavoro di giugno), con la quale sono state applicate alle sigarette elettroniche le norme "in materia di tutela della salute dei non fumatori" previste per i tabacchi.
Alle sigarette elettroniche - si legge nella parte ora cancellata - "si applicano le disposizioni vigenti per i tabacchi lavorati in materia di divieto pubblicitario e promozionale, nonché di tutela della salute dei non fumatori (previste dalla legge Sirchia, ndr)". Eliminato anche il divieto assoluto di pubblicità delle sigarette elettroniche. Le nuove "bionde" potranno essere di nuovo pubblicizzate a condizione che gli spot riportino la dicitura "presenza di nicotina" e "l'avvertimento sul rischio di dipendenza".
Il divieto di pubblicità delle e-cig rimarrà "all'interno di programmi rivolti ai minori e nei quindici minuti precedenti e successivi alla trasmissione degli stessi", in particolar modo per tutti i programmi dalle 16 alle 19, "nei luoghi frequentati prevalentemente dai minori", sulla stampa periodica e quotidiana (dedicata agli under 18) e nelle sale cinematografiche "in occasione della proiezione di film destinati prevalentemente alla visione da parte dei minori".
Previsto inoltre che "entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto", radio, tv, agenzie pubblicitarie e produttori debbano adottare "un codice di autoregolamentazione sulle modalità e sui contenuti dei messaggi pubblicitari relativi alle ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina". Tutte le pubblicità - precisa l'emendamento - non potranno "rappresentare minori intenti all'utilizzo di sigarette elettroniche" e non potranno attribuirle "efficacia o indicazioni terapeutiche". Le violazioni saranno punite con sanzioni da 5mila euro a 25mila.
Giancarlo Galan
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