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IL CASO GENNY-BOCCIA MEGLIO DI UN CINEPANETTONE! – DAGLI ATTI DEPOSITATI NEL PROCESSO CHE VEDE IMPUTATA PER STALKING E LESIONI MARIA ROSARIA BOCCIA, EMERGE CHE IL 2 LUGLIO 2024 SANGIULIANO, PROMETTENDO ALL’EX AMANTE LA NOMINA A SUA CONSIGLIERA, LE INVIÒ LO SCREENSHOT DI UN SMS IN CUI ENRICO VANZINA GLI CHIEDEVA DI INDICARGLI UNA PERSONA A CUI ESPORRE IL PROGETTO DI UN FESTIVAL CINEMATOGRAFICO A POMPEI. L’EX MINISTRO: “DESIGNERO’ TE A PARLARE CON LUI” – TRA I 33MILA MESSAGGI SCAMBIATI DAI DUE PICCIONCINI: “SEI BRAVA, POTRAI VENIRE ANCHE ALL’ESTERO”. “SOLO SE POSSO VENIRE CON TE” – LA POMPEIANA METTE DA PARTE I MODI DECISI E SI MOSTRA PRUDENTE: “SAI CHE SE ESCE QUESTA COSA SEI NEI GUAI A CASA E NEL LAVORO”. MA GENNY TIRA DRITTO: “SAREMO PRUDENTI AL MASSIMO...” – QUANDO LA VOCE DELLA RELAZIONE INIZIO’ A GIRARE, UN NOTO NUTRIZIONISTA INVIÒ UN SMS A BOCCIA: “SEI L’AMANTE DI SANGIULIANO?”
Estratto dell’articolo di Vincenzo Bisbiglia per “il Fatto Quotidiano”
maria rosaria boccia gennaro sangiuliano
Dall’atto depositato nel processo per stalking e lesioni, che inizierà a ottobre, nei confronti dell’imprenditrice, si apprende che il 2 luglio 2024 l’allora ministro della Cultura, promettendo a Boccia la nomina a sua consigliera, le invia lo screenshot di un sms in cui Vanzina gli chiede di indicargli una persona a cui esporre il progetto di un festival cinematografico a Pompei. “Infatti pensavo che appena fatto designo te a parlare con lui”, diceva Sangiuliano a Boccia.
Dal racconto dei messaggi selezionati dagli investigatori tra i 33.741 scambiati dalla coppia tra l’8 aprile e il 30 agosto 2024, emerge un dato che ha rilevanza politica: l’attuale consigliere di FdI in Campania ha insistito molto, e più volte, con Boccia per nominarla consigliera. Anche quando lei sosteneva di poterne fare a meno.
FERITA SULLA TESTA DI GENNARO SANGIULIANO - FOTO ESCLUSIVA DI REPORT
“Potrei nominarti mio consigliere. Atto ufficiale – le scrive l’ex ministro il 4 giugno – Nel qual caso puoi venire anche all’estero”. Entusiasta la risposta della donna: “Solo se posso venire con te”. Lui: “(...) sei brava (...) Sei consigliere del ministro per la comunicazione”. “Quindi posso venire per produrre contenuti?” chiede lei. Sangiuliano insiste: “Tu fai un lavoro più alto. Organizzi eventi. Dobbiamo fare G7, 800 anni di San Francesco, Giubileo e tanti altri”. [...]
L’ex deputata Melania De Nichilo Rizzoli, che nei momenti di contrasto pare assumere un ruolo di mediatrice, sentita come testimone il 7 ottobre 2024, ai pm racconta: “Lei mi diceva che non voleva passare per la ‘zoccola’ che era stata con il ministro per ottenere una nomina (...) voleva che lui lasciasse la moglie, voleva diventare la compagna ufficiale e ottenere la nomina”.
E infatti l’idea della nomina parte proprio da Boccia: “Ho trovato la soluzione – scrive lei a Sangiuliano il 30 maggio – quando prendo le ferie vengo a ‘lavorare’ per te (...) così forse riusciremo a pranzare insieme (...) Sostituisco Dario”, inteso come Renzulli, collaboratore del ministro.
Sangiuliano assicura: “Ottima idea. Procedo”. Il giorno dopo, annotano i carabinieri, “Boccia riprendeva l’attività di discredito sui collaboratori di Sangiuliano”. E gli parlava anche “delle avances ricevute dagli stessi, provocando la reazione del ministro”.
Ma la voce della relazione inizia a girare. L’8 giugno un noto nutrizionista invia un sms a Boccia: “Sei l’amante di Sangiuliano?”. La notte tra il 10 e l’11 giugno i due chattano, parlando della loro relazione. Boccia: “Se facciamo qualcosa insieme devo avere il terrore che finisca anche quello che mi sono impegnata a fare? (...) Allora propongo di non lavorare insieme. Così non faccio brutte figure”. [...]
Ma non è finita. Boccia vuole l’incarico. Il 4 luglio, visti i ritardi del ministero, scrive: “Se hai problemi lascia perdere. Sappi che non me la prendo”. Ma è lui a insistere: “Non ne parliamo fammi fare”. La donna lo avverte: “Sai che se esce questa cosa vai nei guai a casa se in imbarazzo a lavoro”. Ma lui non cede: “Saremo prudenti al massimo (...) Questa cosa agevola la possibilità di vederci”.
MARIA ROSARIA BOCCIA - GENNARO SANGIULIANO
Il resto è storia nota. Il ministro firmerà la nomina, ma il documento non sarà valido perché ritirato prima della controfirma digitale. Seguiranno la presunta aggressione, con tanto di ferita alla testa refertata al Gemelli, la notte tra il 16 e 17 luglio in un hotel di Sanremo (“a un certo punto ho davvero pensato di saltare dalla finestra anche se potevo farmi molto male”, scriverà lui a lei), il pressing di lei per farsi regalare la famosa chiave d’oro consegnata al ministro a Pompei.
C’è di più. Di fronte alla presunta gravidanza di Boccia – riferita a Sangiuliano e a De Nichilo Rizzoli – i carabinieri di Roma effettuano ricerche negli archivi del servizio sanitario nazionale e sentono i medici di una clinica privata a Pompei, senza mai trovare riscontri.
Boccia e Sangiuliano continuano a sentirsi, anche il 3 settembre 2024, quando il politico è a un passo dalle dimissioni. “Che cosa hai detto oggi a Giorgia (Meloni, ndr)?”, le chiede lei. E lui: “Non abbiamo parlato mica di te, assolutamente”. Per gli investigatori, si legge negli atti, Boccia ha “compiuto un’attività mirata a condizionare la volontà del Sangiuliano tentando (...) di interferire (...) sulla libertà di autodeterminare le proprie azioni”.
sequenza di selfie di gennaro sangiuliano con la ferita alla testa le iene 4
boccia sangiuliano
l audio della telefonata tra gennaro sangiuliano e maria rosaria boccia report 5
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