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A MILANO I "MARANZA" SI SONO "ALLEATI" CON I ROM - UNA MAXI-OPERAZIONE, IN CUI SONO FINITE IN MANETTE 50 PERSONE (18 MINORENNI), HA SGOMINATO DIVERSE BANDE COMPOSTE DA GIOVANISSIMI NORDAFRICANI CHE RUBAVANO COLLANINE, OROLOGI E CELLULARI IN METRO E SI RIVOLGEVANO A UNA FAMIGLIA ROM DI RICETTATORI (NOME IN CODICE "MAMMA ROMANIA") PER VENDERE IL "BOTTINO" - IL MODUS OPERANDI DEI BORSEGGIATORI: I RAGAZZI STRAPPAVANO I GIOIELLI AI PASSEGGERI DELLA METRO A VOLTE USANDO SPRAY AL PEPERONCINO PER CREARE IL CAOS
Estratto dell'articolo di Cesare Giuzzi per il "Corriere della Sera"
«C’ho una collana qua, non si capisce se è vera o falsa. Grande e pesante. Ti mando una foto?». La parola in codice nelle chiamate era «Mamma Romania». Così i «maranza» delle rapine contattavano i ricettatori. Una famiglia di rom che aveva occupato abusivamente un appartamento di San Siro, cuore del quartiere-ghetto delle case popolari.
Era qui che confluivano senza sosta i bottini dei colpi. Rapine di collanine, orologi e cellulari che per la maggior parte avvenivano in metropolitana. Non un’unica banda ma gruppi diversi, sempre composti da giovanissimi nordafricani, che imperversavano nelle notti milanesi.
Cinquanta gli arresti della squadra Mobile, 18 minorenni e 32 maggiorenni, alcuni ancora ricercati. In meno di un anno di indagini — partite a luglio dell’anno scorso — gli inquirenti hanno ricostruito 26 rapine. Nel mirino turisti stranieri, pendolari e tanti giovani stranieri.
Colpi spesso di poco conto, con qualche eccezione tra orologi di valore (Rolex e Cartier) e collier da 8 mila euro. Ad agire erano sempre ragazzi di seconda generazione, in particolare originari dell’Egitto, che colpivano sul metrò. Quando le porte si aprivano, i ragazzi si avvicinavano e strappavano i gioielli ai passeggeri per poi scappare a piedi. A volte usavano spray al peperoncino.
Le indagini dei poliziotti diretti da Alfonso Iadevaia e Michele Scarola sono partite proprio da uno dei colpi. Tutto inizia il 9 luglio quando una volante ferma per un controllo tre nordafricani. Non hanno documenti e vengono portati in questura. Lì, controllando il cellulare, gli agenti scoprono la foto di un orologio Cartier «Montre Pasha». [...]
È l’indizio decisivo perché porta gli investigatori alla famiglia romena dei Florea e all’appartamento-ufficio di via Ricciarelli 24 a San Siro. L’intuizione degli agenti, coordinati dalla pm Rosaria Stagnaro (che ha firmato i 32 provvedimenti di fermo per i maggiorenni), è giusta e le intercettazioni e le telecamere mostrano il continuo via vai di giovani nordafricani ma anche l’attività abusiva di compro oro messa in piedi dalla famiglia.
I gioielli venivano «esportati» in Romania dalla famiglia (sette accusati di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio) anche con viaggi in aereo. Come quando a settembre i Florea vengono fermati alla dogana di Orio al Serio. [...]
rissa tra borseggiatrici in metro 3
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