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IL RITROVAMENTO DEL DNA DI ANDREA SEMPIO SOTTO LE UNGHIE DI CHIARA POGGI PUO' RIBALTARE IL CASO GARLASCO - INIZIALMENTE SI IPOTIZZO' CHE IL DNA DI SEMPIO FOSSE FINITO SULLE MANI DELLA RAGAZZA PER L'USO CONDIVISO DI UN PC - ORA LA DIFESA DEL 37ENNE  PROVA A CORRERE AI RIPARI IPOTIZZANDO CHE IL "TRAMITE" POSSA ESSERE STATO UN TELECOMANDO - L’AVVOCATO DI SEMPIO IPOTIZZA: “ACCENDEVA LA TV SOTTO LA QUALE C’ERA LA PLAYSTATION. È UN PUNTO DI CONTATTO COMUNE” - LA LEGALE DI ALBERTO STASI TROVA UN OTTIMO SPUNTO POLEMICO E RILEVA L'ATTEGGIAMENTO ANOMALO DELLA FAMIGLIA POGGI: “NON SI VEDE IN LORO LA STESSA SPINTA IN QUESTO PROCEDIMENTO, RISPETTO A QUELLA AVUTA SU ALBERTO STASI. È UN DATO DI FATTO, CHE FRANCAMENTE NON CAPISCO…”

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1 - GARLASCO, BATTAGLIA SUL DNA L'AMAREZZA DI SEMPIO "NON HO UCCISO CHIARA"

Estratto dell'articolo di Carmine r. Guarino per “la Repubblica”

 

ANDREA SEMPIO

[…] il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi fosse compatibile con il profilo del nuovo indagato per il delitto di Garlasco, Andrea Sempio. […] «Ribadisco la mia innocenza», fa sapere Sempio, che si dice «amareggiato» per le indiscrezioni.

 

Attorno a lui consulenti e legali sono al lavoro per smontare quella che la genetista Albani ha definito «alta concordanza» tra il Dna nucleare Y sulle unghie di Chiara Poggi e quello dei parenti in linea maschile dell'indagato, messo a confronto con i 39.150 profili presenti nelle banche dati europee. Il dato, per ovvie ragioni investigative, porterebbe allo stesso Sempio, con un match tra dodici marcatori su sedici.

PROVETTE DEL MAXI INCIDENTE PROBATORIO SUL DELITTO DI GARLASCO

 

Eppure «così com'è per noi non significa niente», argomenta Angela Taccia, una dei suoi difensori. «Sono meri dati biostatistici ed è un Dna misto, non si sa lasciato quando», aggiunge il suo collega Liborio Cataliotti. Che comunque aveva «preso in considerazione questa possibilità» e adesso studia con l'intero pool come dimostrare che, se quel Dna è di Sempio, non è per contatto diretto tra la vittima e l'amico di Marco Poggi.

 

 «Il nostro consulente Armando Palmegiani, che curerà un elaborato difensivo, ha già individuato tra i quindici e i venti punti di contatto», dove Chiara potrebbe aver raccolto il Dna di Sempio nella villetta di Garlasco.

 

Come? «L'ipotesi che a noi è sembrata più evidente — teorizza Cataliotti — è il telecomando che accendeva la tv sotto la quale c'era la Playstation. E per un dato banalissimo.

andrea sempio chiara poggi alberto stasi

La tv era accesa ed è stata accesa la mattina dell'omicidio. Quello è un punto di contatto comune che inevitabilmente la ragazza ha toccato». E poco conta se, almeno a suo dire, Sempio non è entrato in quella casa dopo il 4 agosto 2007, nove giorni prima dell'omicidio: «Il Dna su una superficie può durare anche ventisette anni, lo ha ben chiarito De Stefano». Cioè il perito che in Appello bis, undici anni fa, bocciò come non utilizzabile il Dna della discordia.

 

[…] Agli antipodi il Guardasigilli Carlo Nordio: «Io rilevo un vizio d'origine in tutta questa storia dice — tu non puoi essere condannato se le prove non vanno al di là di un ragionevole dubbio. E allora o sono irragionevoli i giudici, e andrebbero cacciati via, oppure c'è qualcosa di sbagliato nel sistema».

 

VENDITTI - NOTTE PRIMA DEL RIESAME - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

2 - IL DNA DI SEMPIO SU CHIARA LA DIFESA: IL CONTATTO FU INDIRETTO MA GLI INQUIRENTI: C’È IL MOVENTE

Estratto dell’articolo di Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”

 

[…] Il risultato delle analisi compiute sul Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi dalla perita Denise Albani […] riporta a una cerchia così ristretta da rendere quel risultato genetico un elemento quasi unico. Anche perché circoscritto il campo del «cromosoma Y» individuato dalla genetista nella linea paterna della famiglia Sempio, il conto è presto fatto. L’unico che ha certamente messo piede nella villetta di via Pascoli è, appunto, l’oggi 37enne amico del fratello della vittima, Marco Poggi.

PIZZINO TROVATO IN CASA DI ANDREA SEMPIO

 

Il Dna non è la «pistola fumante» del caso Garlasco, ma un elemento che oggi — il risultato dell’incidente probatorio avrà valore di prova in un eventuale processo — rischia di pesare come una montagna.

 

Per anni, e venne anche messo nero su bianco nelle carte dell’indagine del 2017, si è detto che quei dati sul Dna non erano utilizzabili per qualsiasi tipo di comparazione. Oggi sappiamo che non è così, e gli esiti dell’incidente probatorio smentiscono il lavoro del perito del processo d’appello Francesco De Stefano, il genetista che estrasse (e consumò per intero) il materiale genetico dalle unghie di Chiara.

 

Nel 2014 era stata la parte civile, ossia la famiglia Poggi, a pretendere quell’accertamento nella convinzione che «lì ci fosse il Dna dell’assassino». Poi accertato il mancato match con quello di Alberto Stasi (condannato a 16 anni), l’avvocato Gian Luigi Tizzoni e il genetista Marzio Capra hanno sempre sostenuto l’inutilità di quei dati. Tesi ribadita anche ieri: «Un dato scientifico non attendibile».

 

IMPRONTA 33 ATTRIBUITA AD ANDREA SEMPIO - DELITTO DI GARLASCO

Per i legali dei Poggi si tratta di valori «non consolidati», ossia non replicati come prevedono le procedure dall’allora perito De Stefano.

Tuttavia su questo tema c’è un giallo nel giallo: per i magistrati di Pavia, diretti da Fabio Napoleone, e per i carabinieri di Milano, all’epoca il perito non fece due repliche identiche, ossia con lo stesso quantitativo, come venne scritto nella sua relazione. Al variare del quantitativo, i risultati non potevano che essere diversi.

 

Angela Taccia - legale di Andrea Sempio - sopralluogo nella villetta del delitto di Garlasco

Nel 2017 De Stefano venne sentito dall’allora pm Mario Venditti — che poi archiviò rapidamente Sempio in un’inchiesta oggi sotto la lente dei magistrati di Brescia — ma non disse mai di questa anomalia. Venditti, oggi indagato per corruzione con il padre di Sempio, ieri ha ribadito la sua posizione: «Il colpevole è uno ed è Stasi, è scritto nelle sentenze».

 

Per contraddire un dato scientifico ricavato da una perizia «terza» serviranno ora argomentazioni robuste. […]

Per gli inquirenti «lui era sulla scena del crimine» e lo confermerebbero altri elementi investigativi: dalla impronta 33 sul muro delle scale, alle chiamate a casa Poggi, alla «bufala» del ticket di Vigevano, oltre alla Bpa, l’analisi delle tracce di sangue, e alla consulenza medico legale affidata a Cristina Cattaneo. I magistrati di Pavia ritengono di aver ricostruito nel dettaglio anche il movente. Per questo gli inquirenti parlano di «plurimi indizi contro Sempio». Tutti elementi che verranno svelati in primavera.

 

ANDREA SEMPIO

L’orientamento dei pm è di chiudere le indagini all’inizio del nuovo anno e procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. Poi gli stessi magistrati pavesi potrebbero inviare le carte alla procura generale di Milano per valutare la revisione alla condanna di Stasi. Il «biondino dagli occhi di ghiaccio» passerebbe così da colpevole, a vittima del più clamoroso errore giudiziario della storia italiana.

 

3 - L'AVVOCATA "STASI È TRANQUILLO QUESTA INCHIESTA DIMOSTRA CHE NEL 2017 AVEVAMO RAGIONE"

Estratto dell’articolo di Massimo Pisa per “la Repubblica”

 

MARIO VENDITTI E ANDREA SEMPIO

Cominciò tutto da loro e dalla consulenza con cui provarono a far riaprire il caso. E all'epoca, inverno 2017, ricevettero solo strali: «Quel lavoro di Linarello sul Dna non fu solo criticato e stigmatizzato da Procura e gip di Pavia, ma demolito. Le sue conclusioni definite scientificamente insostenibili e infondate». All'avvocato Giada Bocellari e ai colleghi dello studio Giarda piovve addosso pure una querela, poi archiviata. «Adesso — sospira la storica legale di Alberto Stasi — ci aiuta anche la biostatistica che all'epoca non c'era e restituisce un risultato più oggettivo. Non tanto per noi, quanto per la verità, la cosa più importante».

andrea sempio

 

E questo passo annunciato dal perito dell'incidente probatorio, Denise Albani, per Bocellari — oggi affiancata da Antonio De Rensis — cambia lo scenario: «I suoi dati corrispondono alle consulenze della Procura e nostra. Adesso aspettiamo le sue conclusioni, che terranno conto di altre caratteristiche di quel Dna: è solo un Y, è parziale, non è consolidato. Ma fino ad ora contava quanto aveva stabilito il professor De Stefano, che in appello bis aveva concluso per la degradazione di quel Dna. C'è differenza. Questa sarà una prova a tutti gli effetti, poi toccherà alla Procura doverla valutare, e a noi capire meglio il quadro».

 

chiara poggi

La fine del lunghissimo incidente probatorio è in vista e sta per consegnare altre certezze a Bocellari: «[…] non risultano altre tracce digitali o genetiche di Sempio in casa Poggi: la frequentava abitualmente, ma l'unica altra impronta presente è la 33 sul muro, che assume un significato preciso».

 

Ma non ci saranno fughe in avanti nella richiesta di revisione della condanna, precisa l'avvocato: «È giusto e rispettoso attendere di avere un quadro completo, e a chiusura dell'inchiesta valutare tutti gli elementi. Poi, eventualmente, procederemo. […]». E a proposito di detenuti: «Alberto? Lo aggiorniamo noi avvocati, la sua reazione è molto razionale e pacata, senza sussulti né salti in avanti». […] Quanto alla freddezza della famiglia Poggi verso la nuova inchiesta, l'avvocato sottolinea: «Non si vede in loro, lo dico con massimo rispetto, la stessa spinta in questo procedimento rispetto a quelli su Alberto Stasi. È un dato di fatto, che francamente non capisco».

STASI - MEME BY EMILIANO CARLI

 

4. L’AMAREZZA DELL’INDAGATO: «SONO INNOCENTE» UNA NUOVA MEMORIA SUI MOVIMENTI IN CASA POGGI

Estratto dell’articolo di Pierpaolo Lio per il “Corriere della Sera”

 

«Sono innocente». L’ennesimo «giorno dopo» dell’infinito giallo di Garlasco, Andrea Sempio decide di passarlo senza esporsi.

[…] Così, l’unica reazione del 37enne alla notizia della conferma della compatibilità dell’«aplotipo Y» trovato 18 anni fa sulle unghie della vittima con la linea maschile del suo profilo biologico sono allora quelle poche sue parole che fanno trapelare i legali.

marco panzarasa - alberto stasi - chiara poggi - londra 2007

 

E cioè quel suo «ribadire la mia innocenza». […]

Il suo pool difensivo, in realtà, aveva provato a prepararsi anche a un possibile esito sfavorevole degli accertamenti genetici. Tanto da definirsi ieri «né sorpresi né preoccupati». «Le indiscrezioni riguardano meri dati biostatistici e non una perizia completa», spiegano i legali, invitando quindi alla prudenza: «Potrebbero rivelarsi fuorvianti».

 

E «anche ove fossero stati correttamente interpretati, sarebbe solo confermato quanto sostenevano, cioè che non è una comparazione individualizzante e, soprattutto, che il Dna è misto». Quest’ultimo aspetto, sottolinea l’avvocato Liborio Cataliotti, «come è compatibile con un omicidio commesso da una sola persona? Non avrebbe già per questo valore probatorio».

Alberto Stasi con Rita Preda, Giuseppe e Marco Poggi (alle loro spalle Ermanno Cappa, padre delle gemelle Paola e Stefania

 

Quel Dna, poi, è un «aplotipo parziale misto, degradato e di bassa intensità», prosegue.

E comunque «avevamo affrontato il tema» dell’eventuale attribuzione a Sempio «anche nelle nostre recenti riunioni a Roma. La conclusione era stata che, anche in quel caso, bisognerà valutare se quella traccia è da contatto diretto tra i due corpi, oppure — ed è quello su cui punterà la difesa — mediato da un oggetto che possono aver maneggiato sia Chiara sia il nostro assistito». Per questo «siamo al lavoro su una memoria sui luoghi della casa frequentati da Sempio e quelli frequentati dalla vittima la mattina dell’omicidio».

LO SCONTRINO DEL PARCHEGGIO DI ANDREA SEMPIOchiara poggi 4chiara poggi 7chiara poggi 2chiara poggi 1chiara poggi 6chiara poggi 3meme su alberto stasi by 50 sfumature di cattiveria