ceuta migranti

CI SARÀ UN NUOVO ASSALTO DI MIGRANTI A CEUTA E MELILLA? - IL GOVERNO SPAGNOLO NON CAPISCE SE DAVVERO SI STA PREPARANDO UNA SECONDA ONDATA DI DISPERATI VERSO LE RETI DI CONFINE DELLE EXCLAVI SPAGNOLE IN MAROCCO - SU FACEBOOK, TIKTOK E WHATSAPP ANCHE IERI SONO STATI INTERCETTATI APPELLI ALLA MOBILITAZIONE: POSSONO ESSERE MITOMANI SENZA SEGUITO O MESSAGGI DI CHI STA SPINGENDO VERSO UNA NUOVA CRISI UMANITARIA - GLI INQUIRENTI SPAGNOLI HANNO SCOPERTO CHE ALCUNI DEGLI ACCOUNT CHE HANNO SPINTO I MIGRANTI VERSO CEUTA FACEVANO CAPO A TELEFONI NON SOLO MAROCCHINI, MA ANCHE DI EGITTO, ALGERIA, TUNISIA, LIBIA E PERSINO DI PAESI LONTANI COME USA E SENEGAL…

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Estratto dell’articolo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

migrante tenta di entrare a ceuta con il parapendio 4

[…] Alle frontiere calde […] delle exclavi spagnole in Africa di Ceuta e Melilla, non c’è niente di così semplice. Il governo di Madrid continua a non capire se davvero si sta preparando un secondo assalto alle reti di confine. Su Facebook, TikTok e WhatsApp anche ieri sono stati intercettati appelli alla mobilitazione. Possono essere mitomani senza seguito, possono invece essere messaggi di chi sta avvicinando un’altra ondata umana.

 

Stupisce gli inquirenti spagnoli che alcuni degli account facessero capo a telefoni non solo marocchini, ma anche di Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e persino di Paesi lontani come Usa e Senegal. D’altra parte, l’idea che la marea degli 80 mila fosse coordinata dal Marocco è del 47% degli spagnoli.

 

migranti a ceuta 1

I rinforzi delle forze dell’ordine inviati a Ceuta non tornano a casa. L’allerta resta alta. Oltre a una nuova eventuale emergenza ci sono ancora due problemi aperti dalla crisi del 30 luglio: i minori non accompagnati e i subsahariani.

 

La quasi totalità dei 70-80 mila marocchini che era arrivata a Ceuta è rientrata appena ha capito di essere stata ingannata dal tam tam online e che non c’erano visti facili per tutti. Le autorità spagnole hanno accolto i minori e ne cercano le famiglie in Marocco. I minori sono 1340 registrati, ma ce ne sarebbero altri 5mila che vagano nell’exclave. I posti disponibili per loro a Ceuta solo un centinaio. Quindi tutti gli enti per l’infanzia sono mobilitati soffocando ogni attività per i residenti.

 

migranti a ceuta 2

Ceuta vorrebbe distribuirli in altre Comunidad spagnole, ma i governi di destra locali si oppongono. Per il premier Pedro Sánchez è una corsa a tempo. Spostare poche centinaia di ragazzini potrebbe dar fiato alle destre spagnole ed europee. Cadrebbe la tesi finora sostenuta secondo cui chi arriva a Ceuta resta a Ceuta. Se trasferiti, i ragazzini entrerebbero effettivamente in area Schengen, anche se senza libertà di movimento. Infine, se non si ricongiungono con le famiglie entro tre mesi, hanno diritto a restare in Spagna.

 

A consigliare prudenza al premier socialista anche il sondaggio del quotidiano El Mundo . Il 46% degli elettori non è favorevole a una redistribuzione dei migranti contro solo il 30% che è molto o abbastanza d’accordo. A pagare le liti politiche i più deboli: quel migliaio di minori accatastati alla peggio.

migranti a ceuta 3

 

Il secondo problema di Sánchez sono i subsahariani rimasti. Erano senza documenti per stare in Marocco, lo sono anche a Ceuta. Di solito il Marocco fa da barriera esterna all’Unione europea e blocca sul suo territorio l’immigrazione dall’Africa nera.

Secondo il «sindaco» di Ceuta sarebbero 11 mila. Molti arrivati anche prima del 30 luglio.

 

Sono accampati nelle boscaglie e circa 1.500, i più fotografati, su una spiaggia. Costruiscono capanne, accendono fuochi sulla sabbia, si sono organizzati in squadre per tenere pulito l’arenile. Ospiti modello. Li aspetta la trafila della domanda di asilo che potrebbe richiedere anni. Anche loro, andranno prima o poi redistribuiti. Dal Marocco arrivano segnali di maggiore collaborazione.

migranti a ceuta

 

Se è vera l’ipotesi che interpreta l’ondata del 30 luglio come la ritorsione di Rabat per l’avvicinamento di Madrid all’Algeria sulla questione del Sahara Occidentale, allora pare che il re Mohammed VI si ritenga ormai soddisfatto. Un tribunale marocchino ha condannato 7 taxisti per aver trasportato aspiranti migranti verso Ceuta. Sei mesi di prigione ciascuno e mille dollari di multa.

 

Proteste del sindacato unitario per un sentenza «dura e ingiusta» contro lavoratori che hanno semplicemente fatto il loro mestiere. Il messaggio della condanna sembra però essere che il muro marocchino contro le partenze verso l’Europa si sta ristabilendo.

Può aiutare a rasserenare il clima di collaborazione […]

Migranti fermati in Marocco per traffico verso Ceuta