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COME È FINITO IN PROCURA IL PAPELLO DI 36 PAGINE CON I NOMI DI 19 PM PER CUI GIAN GAETANO BELLAVIA HA LAVORATO NEGLI ANNI? IL MISTERO DEI FILE SOTTRATTI AL CONSULENTE DI “REPORT” E DI MOLTE PROCURE SI INFITTISCE: IL DOCUMENTO SAREBBE STATO REDATTO DOPO AVER LETTO UNA SERIE DI EMAIL INTERNE ALLO STUDIO FERRADINI-BELLAVIA. CHI LE HA UNITE E REDATTE RENDENDOLE UNA NOTA ORGANICA? L’APPUNTO METTE IN CONNESSIONE DIRETTA LE AGENZIE DI INVESTIGAZIONE PRIVATA PER CUI AVREBBE COLLABORATO VALENTINA VARISCO, EX COLLABORATRICE DI BELLAVIA POI CACCIATA, CON GIULIANO TAVAROLI, EX CARABINIERE, GIÀ RESPONSABILE DELLA SICUREZZA PIRELLI E TELECOM E COINVOLTO NELLO SCANDALO TELECOM-SISMI
DAGOSINTESI
Nel fascicolo processuale relativo a Valentina Varisco è comparso un appunto di 36 pagine privo di firma, data e timbro di deposito in Procura. Il documento, come scritto da Nicola Borzi e Gianni Barbacetto per "Il Fatto Quotidiano", elenca i nomi di 19 magistrati per cui il commercialista Giangaetano Bellavia ha lavorato negli anni e di oltre cento soggetti citati in atti giudiziari copiati illecitamente dal suo studio.
Secondo quanto ricostruito, l’appunto nasce dalla collazione di diverse email interne allo studio Ferradini-Bellavia, inviate nel maggio 2025 all’avvocato Gianni Tizzoni dopo la scoperta del furto di oltre un milione di file riservati. Le email contenevano ipotesi e valutazioni informali in vista di possibili azioni di parte civile nei confronti di Varisco e di altri soggetti in contatto con lei.
Non è chiarito chi abbia raccolto queste comunicazioni riservate, le abbia organizzate in un documento unitario e le abbia fatte confluire nel fascicolo gestito dalla pm Paola Biondolillo.
L’appunto non si limita a elencare nomi, ma mette in connessione le agenzie di investigazione privata con cui Varisco avrebbe collaborato dopo l’allontanamento dallo studio – Argo, Dogma e Axerta – con Giuliano Tavaroli, già coinvolto in passato in indagini sui dossieraggi illegali legati alle strutture di sicurezza di Telecom e Pirelli.
gian gaetano bellavia - report
Nel documento si legge che Argo e Dogma sarebbero riconducibili, direttamente o indirettamente, a Tavaroli e che tali agenzie sarebbero legate ad attività di dossieraggio “secondo la voce di investigatori sul territorio”. Le affermazioni sono state smentite: fonti di Italia Viva negano collegamenti con Matteo Renzi, mentre Tavaroli respinge l’ipotesi di un controllo occulto di Dogma.
Alcune delle società citate non hanno risposto alle richieste di chiarimento; altre hanno fornito versioni limitate ai rapporti professionali intercorsi. I nomi di Tavaroli, Argo, Dogma e Axerta non compaiono negli articoli de Il Giornale, che hanno invece concentrato l’attenzione solo su una parte limitata del contenuto delle 36 pagine.
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