“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO…
COME SI STROZZA UNA “GOLA PROFONDA” - UN OREFICE DI 70 ANNI, EX COLLABORATORE DI GIUSTIZIA ORIGINARIO DEL CATANESE, È STATO UCCISO A CHIAVARI, IN PROVINCIA DI GENOVA, CON UN COLPO DI PISTOLA ALLA NUCA – L’UOMO ERA STATO UN IMPORTANTE TESTIMONE NEI PROCESSI DI MAFIA E AVEVA RICOSTRUITO LA STORIA DELLE COSCHE ETNEE, LA LATITANZA DI NITTO SANTAPAOLA E I RAPPORTI CON LA POLITICA…
Orazio Pino, il 70enne originario di Misterbianco ucciso a Chiavari, era un ex collaboratore di giustizia e aveva rappresentato una delle "gole profonde" più importanti nei processi di mafia che aveva ricostruito la storia delle cosche etnee, la latitanza di Nitto Santapaola e i rapporti con la politica.
Pino aveva un pedigree criminale antico e costellato, come lui stesso aveva affermato, da decine di agguati. Era uno dei referenti della città di Misterbianco in netta contrapposizione con Nicotra e con Ferlito. Dopo le deposizioni in svariati processi era uscito, da circa un decennio, dal programma di protezione e aveva cercato di rifarsi una vita in Liguria, tramite l'apertura di alcune gioiellerie.
Come afferma Pino, durante una delle deposizioni nei processi, aveva conosciuto il boss Santapaola nel 1981 e frequenti erano gli incontri che tenevano nell'autosalone di proprietà del capoclan etneo. Orazio Pino si era affermato all'ombra di Giuseppe Pulvirenti, detto u Malpassotu e aveva un ottimo rapporto con Santapaola.
Venne arrestato nel 1981 e poi, uscito nel 1986, aveva incontrato alcune volte il latitante Santapaola. In particolare Pino ha raccontato ai magistrati di aver visto almeno due volte il boss latitante a San Giovanni La Punta, all'interno di una falegnameria, dove gli aveva portato dei soldi, proventi delle tangenti sugli appalti.
Pino è stato anche uno dei collaboratori di giustizia che ha parlato nel processo sul voto di scambio che ha coinvolto Salvo Andò. "L'ho conosciuto nella discoteca Medea 5 di Catania, avevo il soggiorno obbligato e gli ho chiesto di aiutarmi", aveva dichiarato.
Per l'ex deputato e ministro della difesa quel processo, iniziato per l'accusa di voto di scambio con il clan Santapaola, è poi terminato con l'assoluzione e la sentenza ha smontato le affermazioni fatte fai vari pentiti.
La prefettura di Genova, recentemente, aveva messo gli occhi sulla nuova attività di Pino emanando una interdittiva antimafia per via della presenza dell'ex collaboratore di giustizia etneo all'interno dei quadri della società specializzata nella vendita di gioielli.
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