DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI -…
ORA IL COMPAGNO MARCO RIZZO AVRA’ PIU’ TEMPO PER DEDICARSI AL MOVIMENTO “FIGA” (FARE L’ITALIA GRANDE ANCORA”) - IL ROSSOBRUNO, EX DEPUTATO COMUNISTA, ANNUNCIA LE SUE DIMISSIONI DALLA CARICA DI COORDINATORE NAZIONALE DI "DEMOCRAZIA SOVRANA E POPOLARE" - MERLO: "È TROPPO FACILE RIDERE DEL TRAGICOMICO RIZZO CHE, PIÙ VANNACCIANO DI VANNACCI, È STATO ORA CACCIATO AL GRIDO DI "CAMERATA, CAMERATA / FREGATURA ASSICURATA" DAL PARTITO CHE AVEVA FONDATO. HA LA CERTEZZA CHE MAI DIVENTERÀ PROTAGONISTA RESTANDO A SINISTRA. E PERCIÒ SI BUTTA SEMPRE PIÙ A DESTRA. E INFATTI ORA HA ANNUNCIATO UN NUOVO PARTITO PIÙ PUTINIANO, PIÙ SOVRANISTA, PIÙ FASCISTA, MA ANCHE SEMPRE PIÙ COMUNISTA…”
RIZZO LASCIA DSP, "L'ITALIA HA IL DOVERE DI TUTELARE I CITTADINI ITALIANI"
(ANSA) - "Cari iscritti, ho deciso di lasciare Democrazia Sovrana Popolare e di rassegnare, con effetto immediato, le mie dimissioni dall'incarico di Coordinatore Nazionale. È una scelta sofferta, ma inevitabile.
Non è più possibile proseguire un percorso comune con chi ha scelto di allontanarsi dal progetto originario, assumendo posizioni ambigue sui processi della globalizzazione liberista, sull'immigrazione incontrollata, sulla sicurezza e sul ruolo dei lavoratori delle forze dell'ordine. Il tema dell'immigrazione e della sicurezza è fondamentale. L'Africa deve essere libera, sovrana, governata dagli africani e non sfruttata da potenze straniere e interessi predatori". Lo scrive Marco Rizzo in una lettera in cui annuncia le sue dimissioni dalla carica di coordinatore nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare.
"Ma l'Italia ha il dovere di tutelare i cittadini italiani, soprattutto le classi più deboli: anziani, donne, bambini, lavoratori e famiglie delle periferie. So bene che chi affronta questi argomenti rischia di essere etichettato come 'di destra'.
Marco Rizzo e Francesco Toscano
Non mi interessa. Io non ragiono per etichette, ma per verità politica. Il conflitto reale oggi non è tra destra e sinistra, ma tra popolo ed élite, tra sovranità e globalizzazione, tra chi vuole difendere l'Italia e chi la vuole consegnare a interessi esterni. Non mi impressionano piccoli numeri riuniti fuori da ogni autentica legittimità politica.
Nella storia contano le idee, le prospettive, le traiettorie. E io credo che nei prossimi mesi il quadro politico italiano possa cambiare profondamente. Il mio obiettivo è quello di impedire il declino dell'Italia.
Serve un'Italia sovrana, libera, sicura, giusta. Un'Italia che difenda il lavoro, la produzione nazionale, l'identità del nostro popolo e la pace. Un'Italia non subalterna a Bruxelles, alla NATO, alla finanza internazionale o alle mode ideologiche del momento. Serve un'Italia del futuro. Serve l'Italia del Domani. Sono pronto a ricominciare, libero da ambiguità e zavorre, con chi vorrà costruire un percorso serio, coerente e popolare per restituire dignità e sovranità alla nostra Nazione", conclude.
REIETTO ANCHE DAI SOVRANISTI TROPPO FACILE RIDERE DEL TRAGICOMICO RIZZO
Francesco Merlo per “la Repubblica” - Estratti
È troppo facile ridere di Marco Rizzo che, più vannacciano di Vannacci, è stato ora cacciato al grido di "camerata, camerata / fregatura assicurata" dal partito che aveva fondato e del qual era sino a ieri il leader massimo: Democrazia Sovrana Popolare.
Finirebbe insomma nel lungo elenco degli svitati sbullonati, macchiettoni della politica italiana questo fasciocomunista Rizzo, se non fosse che in lui agonizza nelle pozzanghere del pittoresco ciò che rimane della "rude razza pagana", che è la famosa definizione che Mario Tronti diede della classe operaia «nel nostro tempo – diceva – senza epoca».
Dunque, Rizzo non è solo uno dei tanti spostati della politica, fenomeni sì, ma senza volerlo, "svitati" come i comici surreali che piacevano a Dario Fo e Jannacci, tutti allievi del più sbullonato di tutti, Karl Valentin del Tingeltangel che saliva su una scala poggiata al cielo.
(...)
Relegato negli anfratti dei palinsesti, non ancora tra le pubblicità delle dentiere e degli integratori alimentari, Rizzo ha la certezza che mai diventerà protagonista restando a sinistra. E perciò si butta sempre più a destra, come Totò. E infatti ora ha annunciato un nuovo partito più putiniano, più sovranista, più fascista, ma anche sempre più comunista.
La verità è che immalinconisce la sua sostanza di rimasuglio, di residuo, di frattaglia, di friche, direbbe lo stesso Rizzo che ha scritto "Biografia di periferia," un romanzo che presenta oggi all'Aquila insieme al nuovo partito della classe operaia, «senza ideali, senza fede e senza morale», diceva Mario Tronti che era lo zio di Renato Zero, l'autore di "Periferia è casa mia":«Qui tutto fa colore / rifiuti e povertà / qui non è mai Natale / la noia qui non ha pietà». («Solo il nipote capisce lo zio» canta Paolo Conte).
«Sono uno sconfitto, non un vinto», disse Tronti nello "Straparlando" di Antonio Gnoli. Rizzo è la parodia sia dello zio sia del nipote: «Sono un uomo che vuole restare scomodo mentre gli altri stanno nei tavoli giusti», «combatto il mainstream», «il mio sovranismo non è di cartone», « io sono contro». Ma contro chi, contro che cosa? «Contro tutti voi».
UNA BIOGRAFIA DI PERIFERIA - MARCO RIZZO
marco rizzo ALEXEY PARAMONOV
DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI -…
FLASH! – SE IERI È ANDATA IN SCENA L’INEDITA APPROVAZIONE DEL PIANO EDITORIALE DI UN DIRETTORE…
FRATELLI COLTELLI FLASH! – CHISSÀ A COSA MIRA IL PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA QUANDO…
DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN…
FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO…
DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A…