flydubai smit machchhar

LA COMPONENTE PIÙ INSTABILE DEGLI AEREI? I PILOTI - IL TENTATO DIROTTAMENTO DEL VOLO "FLYDUBAI", DA PARTE DEL PRIMO UFFICIALE, PREOCCUPA LE INTELLIGENCE DI TUTTO IL MONDO: CHI CONTROLLA LA SALUTE MENTALE (O L'EVENTUALE APPARTENENZA A UN GRUPPO TERRORISTICO) DI CHI È IN CABINA? - NEGLI ULTIMI ANNI, GLI INCIDENTI AEREI PIÙ GRAVI (GERMANWINGS NEL 2015, CHINA EASTERN NEL 2022, AIR INDIA NEL 2025) SONO STATI CAUSATI DA PILOTI CHE HANNO DECISO DI FAR SCHIANTARE I VELIVOLI - DOPO L'11 SETTEMBRE, PASSEGGERI ED EQUIPAGGIO NON POSSO ACCEDERE ALLA CABINA: SOLO CHI È DENTRO PUO' CONSENTIRE L'ACCESSO...

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1. ERIC SCHOUTEN - L’ESPERTO DI SICUREZZA: «I METODI DEI CONTROLLI NON SONO UNIFORMI»

Estratto dell'articolo di Leonard Berberi per il “Corriere della Sera”

 

SMIT MACHCHHAR pilota del volo flydubai dirottato

Molte domande, poche risposte, ancora meno certezze. E un timore: che nonostante i tanti filtri — sia antiterrorismo, sia di valutazione psicologica — qualcosa continui a sfuggire su una «popolazione» di 380 mila piloti oggi attivi.

 

L’incidente del volo Flydubai agita l’intelligence israeliana e spinge le autorità omologhe d’Europa, dell’Asia e del Nord America ad alzare la soglia di attenzione, mentre chi si occupa della salute di comandanti e primi ufficiali s’interroga sull’efficacia dei sistemi di controllo nei vari Paesi, in particolare dopo le diverse tragedie degli ultimi anni causate dai piloti: Germanwings nel 2015, China Eastern nel 2022, Air India nel 2025. In mezzo il mistero dei misteri: il Boeing di Malaysia Airlines sparito nel nulla nell’Oceano Indiano nel 2014 (l’aereo non è stato trovato).

tentato dirottamento volo flydubai 2

 

«Se si tratta di un attentato sventato, quale era il movente del copilota? Stava agendo da solo? Cosa voleva fare con l’aereo? Come si è potuta verificare una simile falla in un Paese efficiente come gli Emirati?», si chiede un funzionario europeo che si occupa di sicurezza aerea.

 

«E se è stato il gesto di uno che voleva schiantarsi, nel deserto, chi e come non è stato in grado di intercettare il disagio mentale?». Il funzionario si aspetta nelle prossime settimane un inasprimento delle procedure di verifica da parte dei Paesi Ue nei confronti delle compagnie del Golfo e asiatiche che fanno massiccio ricorso a piloti di altri Stati.

 

i resti dell aereo germanwings

«Se confermata, questa è la classica “minaccia interna”. A partire dal post 11 settembre le porte blindate della cabina di pilotaggio tengono all’esterno gli aggressori», spiega al Corriere Eric Schouten, fondatore e ceo della società specializzata Dyami ed ex ufficiale di collegamento presso il Servizio generale di intelligence e sicurezza olandese (Aivd).

 

[...] Per Schouten quella di ieri è una situazione che «non si vedeva da tempo». Se si è trattato di un attentato fallito, per l’ex agente dell’intelligence va valutato l’impatto del «background check», le procedure di verifica sulla fedina penale e sui legami con altri soggetti di comandanti, primi ufficiali, assistenti di volo, addetti aeroportuali: «Queste variano da Paese a Paese».

 

aereo cabina piloti

In alcune aree si fanno soltanto una volta, in altri in modo continuo (ogni cinque anni). C’è anche il problema di quanto tempo indietro si va: dieci anni in alcuni Stati, molto meno o per niente in altri. «Così come influisce molto, sul risultato finale, se a occuparsene sono i servizi di sicurezza — che hanno una rete vasta di informazioni — o le forze di polizia, che hanno un raggio d’azione più limitato». [...]

 

2. “CONTROLLI STRETTISSIMI MA VIGILARE SUI PILOTI NON SEMPRE È POSSIBILE”

Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

PASSEGGERO INSAGUINATO SU VOLO FLYDUBAI

«Trent’anni fa a essere prese di mira erano le compagnie aeree israeliane, come l’El Al, i terroristi puntavano al dirottamento. Ora invece cercano di colpire i viaggiatori israeliani, qualsiasi sia la compagnia su cui volano.

 

Questo significa che un incidente può accadere ovunque nel mondo. E dopo il caso della Flydubai ci possono essere atti di emulazione». A parlare è il capitano Hagai Meyer, 60 anni, 10 mila ore di volo su apparecchi militari e civili. Tuttora in servizio, è da poco diventato presidente di Isralpa, l’associazione dei piloti di linea israeliani. [...]

 

Cosa vi può sfuggire?

«All’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv chiunque scenda da un velivolo atterrato deve passare i controlli di sicurezza. Quelli sono molto stretti e accurati. Ma a volte i piloti rimangono a bordo perché ripartono dopo poco. In quel caso non vengono controllati. E i fatti di ieri dimostrano che un problema esiste».

 

Si aspetta che le misure di sicurezza si irrigidiranno ulteriormente?

vishwash kumar ramesh cammina mentre il boeing 787 di air india esplode dietro di lui

«Qualcosa mi aspetto, sì. So che intelligence e responsabili della sicurezza, non solo israeliani, stanno valutando cosa fare. Anche se non penso che il problema possa essere risolto al cento per cento».

 

Gli air marshal, le guardie in borghese, sono presenti a bordo degli aerei delle vostre compagnie o su quelli che percorrono le rotte più a rischio per viaggiatori israeliani?

«È una domanda troppo delicata. Posso dire però che i nostri protocolli di sicurezza sono molto severi, ce ne sono da quando un passeggero entra nello scalo a quando scende dall’aereo. A volte, ne siamo consapevoli, non rendono comodo il viaggio».

 

Che idea si è fatto di quanto è successo sul volo FZ1073?

«Il co-pilota può aver agito o per motivi di odio nei confronti degli israeliani, per ideologia o per problemi mentali. Anche se dopo lo schianto dell’aereo della Germanwings nel 2015 gli ufficiali vengono sottoposti ad analisi psicologiche che dovrebbero impedire questo tipo di incidenti».

 

Venticinque anni dopo l’attacco all’America dell’11 Settembre, come funziona l’accesso alla cabina di pilotaggio di un volo di linea?

I soccorritori cercano le scatole nere

«La porta è ad alta sicurezza. L’equipaggio può aprirla con delle procedure particolari che sono, e devono rimanere, segrete. Però nella cabina di pilotaggio c’è un “pulsante di deny”: se viene premuto dal comandante o dal primo ufficiale, sigilla la porta. È una misura antiterrorismo, quando i terroristi sono tra i passeggeri. Azionato il pulsante, l’accesso è chiuso per tutti».

aereo Flydubai ricerche dopo lo schianto del boeing 737 china eastern 4boeing 737 china eastern quel che resta del boeing 737 china easternboeing china eastern si schianta nel guangxi 12Sumeet Sabharwal e Clive Kunder pilota e co pilota del volo air india