minerva – la scuola

LO STREAMING DEI GIUSTI – IERI SERA MI SONO VISTO LE PRIME PUNTATE DI “MINERVA – LA SCUOLA” CHE NELLE INTENZIONI DEI SUOI AUTORI E PRODUTTORI, DOVREBBE ESSERE IL NUOVO “MARE FUORI”, TUTTA AMBIENTATA IN UNA FITTIZIA SCUOLA MILITARE DI NAPOLI - PER PRENDERE LE DISTANZE DA QUALSIASI IDEOLOGIA MILITARE E DA QUALSIASI IDEOLOGIA MELONIANA, I PROTAGONISTI CI PARLANO CONTINUAMENTE DI “FASCISTI” E “FASCISTONI”, CHE OVVIAMENTE NON SONO LORO, MA GLI “ALTRI”. CHE SONO ANCHE RAZZISTI, RACCOMANDATI E UN PO’ STRONZI - NON È UN CAPOLAVORO, E I MECCANISMI SONO SPESSO RIPETITIVI, MA CREDO SIA UN BUON PRODOTTO SERIALE CHE I RAGAZZINI POSSANO VEDERE... VOLENTIERI… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

Minerva – La scuola

Che vediamo stasera? Io ieri sera, solo in casa, mi sono visto le prime puntate di quello che, nelle intenzioni dei suoi autori e produttori, il regista Ivan Silvestrini, il produttore di Picomedia Roberto Sessa, gli sceneggiatori Ivano Fachin, Giovanni Galassi, Tommaso Matano e Michela Straniero, dovrebbe essere il nuovo “Mare fuori”.

 

Parlo della serie teen tutta ambientata in una fittizia scuola militare di Napoli (eh… da Napoli non si esce…) “Minerva – La scuola”, otto puntate che trovate su Netflix e che, leggo, stanno funzionando benissimo anche all’estero, soprattutto in Spagna, e dove si intrecciano storie, amori, passioni di ragazzi, esattamente come in “Mare fuori”, solo che al posto del carcere di Nisida, trovate la scuola militare, durissima come in “Ufficiale e gentiluomo”.

Minerva – La scuola

 

Ma il mare di Napoli è lo stesso. E basta la faccia dura di Raiz come sergente, anzi maresciallo di ferro, per farci sentire a casa, assieme a quelle di Massimiliano Gallo, il direttore della scuola e il più alto in grado, Cristiana Capotondi come professoressa di Storia e Filosofia e l’Irene Maiorino, protagonista di “L’amica geniale”, vicecomandante e professoressa di strategia militare.

 

Minerva – La scuola

Per prendere le distanze da qualsiasi ideologia militare e da qualsiasi ideologia meloniana, i ragazzi protagonisti ci parlano continuamente di “fascisti” e “fascistoni”, che ovviamente non sono loro, ma gli “altri”. Che sono anche razzisti, raccomandati e un po’ stronzi. Ci fa piacere. E ci fa digerire il fatto che stiamo guardando una serie militare, anche se nessuno combatte e non si parte per nessun fronte.

 

Esattamente come le riprese, tutte uguali, dei droni sparsi nelle puntate, i personaggi sono costruiti secondo un chiaro schema seriale. C’è il ragazzo povero, Salvo Fusco, interpretato da Ciro Monopoli, cresciuto in una casa famiglia, che cerca di capire cosa è accaduto al suo miglior amico, scomparso mentre frequentava la scuola. E per farlo ha dovuto superare l’esame e farsi tagliare i riccioli.

 

Minerva – La scuola

C’è il figlio del militare, Vincenzo, interpretato da Biagio Venditti entrato nella scuola come tradizione di famiglia. E c’è la ragazza ricca e milanese, bella e bionda, Camilla, interpretata dalla già giovane star Margherita Buoncristiani, che farà perdere la testa a molti, che la vede come una sfida alla famiglia. Non è un capolavoro, certo, e i meccanismi sono spesso ripetitivi, ma credo sia un buon prodotto seriale che i ragazzini possano vedere volentieri. E i ragazzini protagonisti sono freschi e simpatici quanto basta.

 

Minerva – La scuola

 

Minerva – La scuola Minerva – La scuola

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