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“L’HO VIOLENTATA E STRANGOLATA, MA NON PENSAVO DI AVERLA UCCISA” – LA CONFESSIONE DI EMILIO GABRIEL VALDEZ VELAZCO, IL KILLER DI AURORA LIVOLI, LA 19ENNE DI LATINA TROVATA MORTA IN UN CORTILE CONDOMINIALE A MILANO LO SCORSO 29 DICEMBRE – IL 57ENNE PERUVIANO HA RACCONTATO DI AVER INCONTRATO LA RAGAZZA NELLA METROPOLITANA (DOVE POCO PRIMA AVEVA STRANGOLATO E CERCATO DI RAPINARE UNA CONNAZIONALE): “MI HA CHIESTO UNA SIGARETTA, LE HO RISPOSTO: ‘HO I SOLDI, SE VUOI ANDIAMO A COMPARLE’” – USCITI DALLA METRO, I DUE SI SONO DIRETTI NEL CORTILE DI VIA PARUTA, DOVE È AVVENUTO L’OMICIDIO: “LE HO STRETTO LE MANI AL COLLO. PENSAVO CHE...”

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Estratto dell’articolo di Carmine r. Guarino per “la Repubblica”

 

Emilio Gabriel Valdez Velazco

[...] Centottanta minuti per spiegare come ha ucciso una ragazza di 19 anni appena. Una giovane incontrata per strada a Milano, convinta a seguirlo con la scusa della «plata», i soldi, per comprare un pacchetto di sigarette. E poi violentata e ammazzata mentre provava a ribellarsi. Urla, richieste d'aiuto, che hanno mandato in «corto circuito» il cinquantasettenne Emilio Gabriel Valdez Velazco.

 

«Le ho stretto le mani al collo», ha detto. Una presa letale per Aurora Livoli, la ragazza sparita dalla sua casa di Monte San Biagio, in provincia di Latina, il 4 novembre e trovata morta la mattina di lunedì 29 dicembre nel cortile di un condominio di via Paruta a Milano. [...]

 

aurora livoli 5

L'uomo ha ricostruito il film del delitto anche grazie alle fotografie che gli hanno mostrato gli investigatori. Parlando per tre ore davanti ai carabinieri, al pm Antonio Pansa e all'aggiunto Letizia Mannella, ha giurato di aver capito soltanto la mattina successiva di aver ammazzato Aurora — «l'ho scoperto guardando la tv» — e ha ripercorso gran parte del suo raid omicida.

 

Iniziato in realtà prima ancora dell'incontro con la vittima, quando aveva aggredito nel metrò di Cimiano un'altra ragazza, 19 anni anche lei, stringendole una mano al collo e cercando di trascinarla in un luogo isolato. Subito dopo ecco l'incrocio con Aurora.

Emilio Gabriel Valdez Velazco e aurora livoli

 

Secondo la deposizione di Velazco, lei lo avrebbe avvicinato chiedendogli una sigaretta: «Ho la plata, se vuoi andiamo a comprarle», la risposta di lui, che aveva già bevuto e assunto cocaina. Così i due sarebbero scesi insieme nella stazione della metropolitana, la stessa teatro dell'aggressione di pochi attimi prima, dove lui si è inginocchiato davanti alla ragazza abbracciandole le gambe. «Le stavo facendo la corte», ha spiegato ieri l'indagato, per cui la procura ha già chiesto la custodia cautelare contestandogli la violenza sessuale e l'omicidio aggravato, e non il nuovo reato di femminicidio.

 

Usciti dal metrò, i due — con Aurora davanti — arrivano quindi nel cortile di via Paruta che diventerà teatro dell'omicidio. «Ci siamo seduti», i frame nella mente di Velazco che, secondo il suo legale Massimiliano Migliara, è vittima di una «rottura con il senso della realtà». È in quel momento, sotto i palazzi nella periferia nord di Milano, che abusa della vittima. L'assassino, già tre precedenti per violenza sessuale, l'ultimo di giugno scorso, le afferra il collo.

 

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La ammazza in pochi istanti: «L'ho strozzata». Poi va via una prima volta verso l'una di notte, ma torna — «avevo dimenticato il telefono» — e resta nel cortile per altre due ore. Un po' perché «ho sentito dei rumori e avevo paura di essere scoperto», un po' perché, a suo dire, non capisce che la diciannovenne è morta. «Pensavo si fosse assopita, l'ho coperta con il suo giubbotto», avrebbe messo a verbale. [...]

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