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“I MEDICI NON POTEVANO ACCORGERSI DELL’AVVELENAMENTO, IL LORO RUOLO NE ESCE FORTEMENTE RIDOTTO” – IL CONSULENTE INCARICATO PER GLI ACCERTAMENTI SULLA MORTE DI ANTONELLA DI IELSI E SARA DI VITA, MAMMA E FIGLIA MORTE IN PROVINCIA DI CAMPOBASSO DOPO ESSERE STATE AVVELENATE CON LA RICINA, SCAGIONA I MEDICI CHE LIQUIDARONO LE DUE PENSANDO CHE FOSSERO IN PREDA A UN’INTOSSICAZIONE ALIMENTARE E RILANCIA L’IPOTESI DI UN DOPPIO AVVELENAMENTO: “MADRE E FIGLIA E HANNO INGERITO LA RICINA A CENA IL 23: MA SE QUESTA SOSTANZA PORTA ALLA MORTE TRA LE 48 E LE 72 ORE, PERCHÉ QUELLE QUANTITÀ RILEVANTI INDIVIDUATE DALLE ANALISI A PAVIA HANNO UCCISO ADDIRITTURA QUATTRO GIORNI DOPO, COME NEL CASO DI ANTONELLA IL CUI DECESSO RISALE AL 28?"

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Estratto dell’articolo di Luca Pernice per il “Corriere della Sera”

antonella di ielsi e sara di vita

 

«Ci sono alterazioni compatibili con l’intossicazione acuta. Non ci sono segni specifici per una sostanza o per un’altra. Ma è confermata la compatibilità con la ricina». Ore 19. Benedetta Pia De Luca, il medico legale incaricato dalla Procura di Larino per gli accertamenti sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e di sua figlia Sara Di Vita, 15 (l’ipotesi di reato è duplice omicidio premeditato) esce dall’Istituto di anatomia patologica di Bari.

 

[…] Su fegato e pancreas ci «sono segni compatibili con l’intossicazione acuta» ma «solo l’insieme dei risultati tossicologici, istologici e dell’autopsia, dirà la causa del decesso» afferma la dottoressa che prevede la consegna dei risultati entro la fine di maggio.

 

antonella di ielsi

A visionare al microscopio i frammenti presi dagli organi c’erano avvocati e i consulenti di parti offese e dei 5 medici indagati per omicidio colposo. Ma esisteva la possibilità di individuare subito la ricina, quando al mattino del 25 dicembre Antonella e Sara si presentarono al Cardarelli di Campobasso con i primi sintomi?

 

«Dal mio punto di vista no, infatti il ruolo dei medici ne esce fortemente ridotto» dice perplesso Pietrantonio Ricci, medico legale incaricato da alcuni avvocati dei dottori sotto inchiesta, assistiti, tra gli altri, da Fabio Albino, Domenico Fiorda, Pietro Terminiello e Graziella De Rio.

 

sara di vita

Proprio questi ultimi due osservano: «Madre e figlia e hanno ingerito la ricina a cena il 23: ma se questa sostanza porta alla morte tra le 48 e le 72 ore — è il dubbio che prospetta un secondo avvelenamento, forse il 26 — perché quelle quantità rilevanti individuate dalle analisi a Pavia hanno ucciso addirittura quattro giorni dopo, come nel caso di Antonella il cui decesso risale al 28?».

 

[…] Gli investigatori scandagliano infine possibili dissidi familiari tra cui quello di una delle vittime con una parente. Hanno pure ascoltato le compagne di classe di Alice, la primogenita 18enne fuori per una pizza quel 23 sera. Infine viene setacciato il passato sentimentale di Gianni, descritto come un uomo charmant, che piace alle donne. Si parla di un movente tra gelosie e invidie. Forse la mano che ha portato la ricina a casa dei Di Vita è femminile. O forse no.

antonella di ielsi con il marito gianni di vita e le figlie la famiglia di vita