DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE…
E VAI CON IL CONTAGIO! - PRIMA DI IMBARCARSI SULLA NAVE "MV HONDIUS", LA COPPIA OLANDESE MORTA A CAUSA DELL'HANTAVIRUS AVEVA VIAGGIATO TRA CILE, URUGUAY E ARGENTINA, DOVE POTREBBE ESSERE ENTRATA IN CONTATTO CON I TOPI PORTATORI DELL'INFEZIONE - IL 6 APRILE, DOPO LA MORTE DI UN PASSEGGERO, 23 PERSONE SONO SBARCATE NELL'ISOLA DI SANT'ELENA PER TORNARE AUTONOMAMENTE A CASA (IL RISCHIO È CHE ABBIANO IMPESTATO ALTRE PERSONE), TRA QUESTI UNO SVIZZERO ORA RICOVERATO A ZURIGO. LA MOGLIE DELLA PRIMA VITTIMA È VOLATA IN SUDAFRICA, DOVE È DECEDUTA DUE GIORNI DOPO - "MV HONDIUS" RAGGIUNGERA' L'ISOLA DI TENERIFE ENTRO DUE GIORNI E L'EVACUAZIONE DEI PASSEGGERI INIZIERA' L'11 MAGGIO - TRE DEI 149 PASSEGGERI SONO MORTI E ALTRI QUATTRO SI SONO AMMALATI, TRA CUI IL MEDICO INGLESE DI BORDO, CHE È IN GRAVI CONDIZIONI (NON CI SONO ITALIANI A BORDO)
‘LA COPPIA MORTA DI HANTAVIRUS AVEVA VIAGGIATO TRA CILE, URUGUAY E ARGENTINA'
nave da crociera Mv Hondius - focolaio di hantavirus
(ANSA) - Le autorità argentine hanno ricostruito il viaggio della coppia olandese che per prima ha mostrato i sintomi da hantavirus a bordo della Mv Hondius determinando un itinerario compatibile con un contagio contratto in una delle zone endemiche del ceppo andino.
I coniugi avevano viaggiato tra Cile, Uruguay e Argentina prima di imbarcarsi sulla nave da crociera, ha dichiarato il ministero della Salute argentino. La coppia, marito e moglie, era arrivata in Argentina il 27 novembre, per poi recarsi in Cile e Uruguay prima di tornare in Argentina il 27 marzo e imbarcarsi sulla nave il primo aprile.
nave da crociera Mv Hondius - focolaio di hantavirus
"Secondo quanto emerso finora sono noti il loro ingresso e la loro uscita dall'Argentina ed è stato confermato che sono arrivati nel Paese il 27 novembre dello scorso anno e hanno viaggiato in auto per 40 giorni prima di entrare in Cile il 7 gennaio di quest'anno. Una volta lì - riferisce la nota - hanno continuato il loro viaggio in auto per altri 24 giorni.
L'itinerario, secondo quanto riferiscono le autorità sanitarie, ha incluso anche l'ingresso il 31 gennaio nella provincia di Neuquén - una delle zone endemiche del ceppo andino - e un'altra visita in Cile 12 giorni dopo.
"Da lì - prosegue la nota - hanno attraversato il confine con Mendoza, dove hanno iniziato un viaggio in auto di 20 giorni per raggiungere Misiones. Infine, il 13 marzo, hanno attraversato via terra il confine con l'Uruguay e il 27 marzo sono tornati nel Paese per dirigersi verso Ushuaia, da dove erano ripartiti il 1° aprile".
Il ministero della Salute argentino informa inoltre che "squadre tecniche dell'Istituto Malbrán si recheranno a Ushuaia per condurre operazioni di cattura e analisi di roditori nelle aree collegate agli spostamenti dei casi e per rilevare l'eventuale presenza del virus in serbatoi naturali".
"È importante sottolineare che, sebbene non sia confermato che l'infezione si sia verificata in Argentina, la Terra del Fuoco non ha registrato alcun caso di hantavirus da quando è iniziata la segnalazione obbligatoria dell'evento nel 1996", conclude il comunicato.
HANTAVIRUS, EVACUAZIONE DEI PASSEGGERI DA NAVE FOCOLAIO INIZIERÀ L'11 MAGGIO
(ANSA-AFP) - Una nave colpita da una letale epidemia di hantavirus raggiungerà l'isola spagnola di Tenerife "entro tre giorni", e l'evacuazione dei passeggeri inizierà l'11 maggio: lo ha annunciato il governo spagnolo. Il destino della MV Hondius ha suscitato allarme internazionale e il suo imminente arrivo alle Isole Canarie da Capo Verde avviene nonostante l'opposizione del governo regionale dell'arcipelago atlantico.
Il ministro della Salute Monica Garcia ha dichiarato in una conferenza stampa a Madrid che la nave colpita arriverà a Granadilla, a Tenerife, dove "sarà predisposto un sistema congiunto di valutazione sanitaria ed evacuazione per rimpatriare tutti i passeggeri, a meno che le loro condizioni mediche non lo impediscano". Fonti del Ministero dell'Interno hanno poi affermato che le evacuazioni inizieranno dall'11 maggio, con i paesi dell'UE che rimpatrieranno i propri cittadini.
La Commissione europea interverrà qualora un paese non fosse in grado di rimpatriare i propri cittadini, mentre l'evacuazione dei paesi extra-UE è ancora in fase di pianificazione, hanno aggiunto le fonti.
"Tutti i passeggeri rimarranno a bordo della nave da crociera fino all'arrivo dei loro aerei", hanno concluso. I 14 cittadini spagnoli a bordo della MV Hondius, tra cui un membro dell'equipaggio, saranno trasferiti all'ospedale militare Gomez Ulla di Madrid, ha dichiarato Garcia in conferenza stampa.
In precedenza, il capo del governo delle Isole Canarie, Fernando Clavijo, si era opposto a qualsiasi evacuazione di pazienti sull'arcipelago, citando una "totale mancanza di informazioni" da parte del governo centrale. Ma Garcia ha affermato di essere stata in "costante contatto" con Clavijo e che quest'ultimo avrebbe partecipato a tutte le riunioni.
HANTAVIRUS, PAURA E POLEMICHE LA CROCIERA SBARCA ALLE CANARIE GRAVE ANCHE IL MEDICO DI BORDO
Estratto dell'articolo di Sara Gandolfi per il "Corriere della Sera"
L’hanno già ribattezzata la Crociera dall’inferno. Partita il 1° aprile da Ushuaia, capitale della Terra del Fuoco, nell’estremo sud della Patagonia argentina, la nave di lusso che doveva placidamente seguire la migrazione primaverile degli uccelli marini in Antartide, per la gioia di ricchi turisti disposti a spendere diverse migliaia di dollari per l’avventura, si è trasformata in una trappola di morte e paura.
La crisi dell’hantavirus sulla MV Hondius della compagnia olandese Oceanwide Expeditions sembra la trama di una serie horror. Tre dei 149 passeggeri sono morti e altri quattro si sono ammalati, tra cui il medico inglese di bordo, in gravi condizioni. Fra i turisti di 23 diverse nazionalità non risultano italiani.
Il virus, che normalmente si trasmette dai topi, può causare insufficienza polmonare e renale. Difficilmente passa da uomo a uomo. Forse non questa volta. E anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sostiene che il rischio per la popolazione mondiale è «basso», l’incubo di una nuova epidemia è reale, pure fra i governi. [...]
Il 6 aprile un passeggero olandese ha iniziato a manifestare i primi sintomi durante la navigazione. Febbre, mal di testa, lieve diarrea. Poteva essere una banale influenza. Invece, ha iniziato a non respirare. Cinque giorni dopo è morto e la sua salma è rimasta a bordo, senza essere sottoposta ad alcun test microbiologico, fino al 24 aprile, quando la nave ha attraccato a Sant’Elena, l’isola remotissima dove fu spedito in esilio Napoleone, nel mezzo dell’Oceano Atlantico, a circa 2.000 chilometri dalla costa dell’Angola.
Lì, 23 passeggeri sarebbero scesi dalla nave per tornare autonomamente a casa, tra questi uno svizzero ora ricoverato a Zurigo. L’Oms è sulle loro tracce. La moglie della prima vittima è volata in Sudafrica, dove è deceduta due giorni dopo. È probabilmente lei la persona che ha tentato di imbarcarsi su un aereo della compagnia Klm, diretto da Johannesburg ad Amsterdam, ma è stata fatta scendere prima del decollo. Le autorità sanitarie olandesi hanno contattato uno a uno i passeggeri, «a scopo precauzionale».
La paura del contagio segue una scia di notizie ancora avvolte nel mistero. Il 27 aprile un altro passeggero, britannico, è stato ricoverato in Sudafrica e all’indomani un tedesco è deceduto a bordo. La sua salma sarà sbarcata solo alle Canarie, mentre gli altri passeggeri della nave restano in quarantena, chiusi e terrorizzati nelle cabine di lusso. Il 2 maggio è arrivata la conferma che si tratta del ceppo di Hantavirus diffuso nelle regioni andine di Argentina e Cile, l’unico tra i 38 conosciuti che si trasmette da uomo a uomo.
La nave è poi partita alla volta di Capo Verde, dove sono stati fatti sbarcare tre contagiati, subito evacuati in Olanda. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha tenuto ieri una riunione d’emergenza con la ministra della Salute Mónica García, la quale ha poi assicurato che tutti i passeggeri stranieri «saranno rimpatriati nei loro Paesi d’origine attraverso un meccanismo europeo di protezione civile» e che il loro sbarco «non rappresenterà alcun rischio per la popolazione e per la salute pubblica», anche grazie al supporto dell’Oms, della Commissione europea e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. [...]
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