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Manuela Messina per “la Stampa”
Vent' anni di reclusione complessivi per i tre blitz con l'acido e il tentativo di evirazione di cui è stata ritenuta responsabile. È scoppiata in lacrime dopo la sentenza Martina Levato, che si è vista applicare uno sconto di pena di otto anni dai giudici d'Appello di Milano nel processo per associazione a delinquere e lesioni gravissime nei confronti di Stefano Savi e Giuliano Carparelli, aggrediti nel novembre 2014. Riconosciuta dunque la continuazione dei reati, per effetto della quale la condanna si ferma a trent'anni, per poi essere ancora ridotta di un terzo grazie al rito abbreviato.
Per Andrea Magnani, bancario e presunto basista della "coppia dell' acido", i giudici di secondo grado hanno invece confermato la pena di 9 anni e 4 mesi. Il sostituto pg Maria Grazia Omboni aveva chiesto un aumento delle pene stabilite in primo grado. Il pm dell' inchiesta Marcello Musso si è detto però soddisfatto del verdetto, che ha visto una conferma dell' impianto accusatorio. In carcere da oltre due anni, la Levato è stata condannata in via definitiva a 12 anni per l' attacco all' ex compagno di scuola Pietro Barbini, avvenuto nel dicembre 2014, e a 16 anni per le altre aggressioni.
Da tempo si è assunta la responsabilità dei blitz, ma non ha mai ammesso un suo coinvolgimento nell' attacco a Stefano Savi, 25enne studente della Bocconi, aggredito per uno scambio di persona il 2 novembre 2014 (il vero obiettivo era Giuliano Carparelli).
Nelle scorse udienze la donna ha invece attribuito il ruolo di "regista" all' ex compagno Alexander Boettcher - già condannato a 14 anni per il caso Barbini e a 23 anni per le altre aggressioni. Lo scorso ottobre è stato sottratto ai genitori e dichiarato adottabile il figlio della coppia dell' acido, nato nell' agosto 2015. Nelle scorse udienze la Levato ha chiesto di potere tenere il piccolo con sé all' Istituto di custodia per madri detenute.
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