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Fabrizio Dragosei per il Corriere della Sera
Una morte liquidata subito come «ordinaria» quella dell' ex generale del Kgb e capo del dipartimento per la protezione dei segreti di Stato del Cremlino Oleg Erovinkin che sarebbe stato colpito da un attacco cardiaco il 26 dicembre mentre si trovava in macchina.
Alcuni particolari già allora non quadravano ma quelli erano giorni di festa e pochi approfondirono la questione.
Ora però esce fuori che probabilmente Erovinkin era la fonte del dossier segreto sui legami tra Donald Trump e Vladimir Putin. Un dossier definito subito fasullo dal presidente americano e senza fondamento dal Cremlino. La rivelazione della sua esistenza ha però spinto l' autore, l' ex agente dei servizi britannici Christopher Steele, a rendersi irreperibile. Questi dopo aver scritto che le notizie sui rapporti Trump-Cremlino gli erano arrivate da «uno stretto collaboratore del presidente della Rosneft e alleato di Putin Igor Sechin» che aveva parlato con un suo connazionale.
Si tratta del generale Erovinkin? Il sessantunenne militare aveva lavorato al Cremlino per diversi anni, come custode dei segreti di Stato. Poi era passato assieme a Sechin, allora braccio destro di Putin, alla società petrolifera pubblica Rosneft dove aveva un incarico di vertice. Secondo alcune fonti, era uomo di collegamento tra il presidente della compagnia e Putin.
Di sicuro, visti gli incarichi precedenti e l' ultimo lavoro, Erovinkin sapeva parecchie cose. Ma è ipotizzabile che le abbia passate a un agente britannico? Insomma, il generale era un traditore? Gli esperti escludono questa ipotesi. E lo stesso Steele parla di una fonte che avrebbe rivelato i fatti «a un connazionale». Vale a dire a un altro russo, magari fidatissimo e non a lui.
E chi potrebbe essere? Dopo l' uscita del dossier, il Wall Street Journal ha fatto il nome di un cittadino russo che ha subito smentito ogni cosa. Si tratta di Sergej Millian, presidente della Camera di commercio russo-americana. Millian, 38 anni, bielorusso e cittadino americano, dice nel suo curriculum di aver fatto da broker a Donald Trump per rapporti con russi. E in interviste ha parlato di contatti con collaboratori del presidente Usa. Ma non c' è traccia di suoi rapporti con il defunto generale del Kgb.
E veniamo alle circostanze della morte di Erovinkin, avvenuta attorno a mezzogiorno.
Qui le notizie sono contraddittorie. In un primo momento, secondo diversi siti Internet, il portale Life.ru, legato a doppio filo al Cremlino, aveva annunciato «l' uccisione» di Erovinkin. Poi la notizia sarebbe stata modificata: semplice «morte». E come? Trovato sul sedile posteriore della sua limousine dall' autista che, evidentemente, si era allontanato (ma nessuno ha spiegato perché).
Altre fonti, riportate ad esempio da Moskovskij Komsomolets , asseriscono che, secondo i testimoni, il generale era alla guida e dopo essersi sentito male aveva accostato il veicolo al marciapiede. Ma poi l' auto si era mossa all' indietro, «provocando anche un piccolo incidente». A quel punto l' autista avrebbe trovato Erovinkin morto. Ma se era il generale a guidare, allora l' autista da dove sarebbe spuntato?
In ogni caso, del decesso si è subito occupato l' Fsb, il principale successore del Kgb. Secondo i collaboratori del generale, non ci sarebbe alcun mistero perché l' uomo soffriva di cuore e aveva già subito un importante intervento chirurgico. Insomma, Erovinkin era notoriamente un cardiopatico. Ma se le cose stanno così, allora è curiosa pure la notizia riportata dal sito politonline.ru: «Gli esperti dell' Fsb hanno eseguito tutti gli esami, anche quelli che sono serviti a eliminare l' ipotesi di un avvelenamento di qualsiasi genere».
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