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SI RIPETE LA SOLITA STORIA: LA LOTTA TRA LA TECNOLOGIA CHE TRASFORMA E CHI TEME DI PAGARNE IL PREZZO - LA SINDROME “NIMBY” (NOT IN MY BACKYARD, NON NEL MIO CORTILE) COLPISCE ANCHE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: CRESCE LA PROTESTA CONTRO I DATA CENTER PER L'IA CHE CONSUMANO UNA ENORME QUANTITA' DI ENERGIA (FACENDO LIEVITARE IL PREZZO DELLE BOLLETTE) - IL TEMA NEGLI STATI UNITI DIVENTA ANCHE POLITICO: IL 71% DEGLI AMERICANI E' CONTRARIO AI DATA CENTER - E NEL 40% DELLE CAMPAGNE ELETTORALI PER LE ELEZIONI DI NOVEMBRE, L’AI È UNO DEI TEMI PIÙ RILEVANTI - IL DILEMMA E': CHE FARE? LASCIAMO L'IA IN MANO AI CINESI? SI POSSONO TROVARE FORME ALTERNATIVE DI APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO? E QUALI SONO I RISCHI PER I POSTI DI LAVORO?
Estratto dell’articolo di Danilo Taino per il “Corriere della Sera”
Vicino a casa, meglio una centrale nucleare, piuttosto di un data center: sempre più persone la pensano così. Probabilmente era inevitabile: siamo entrati nella fase in cui l’intelligenza artificiale e le strutture che la fanno funzionare incontrano l’ostacolo più formidabile: l’opposizione popolare.
Soprattutto negli Stati Uniti, dove l’AI è ormai la questione centrale nella società, nella comunità scientifica, nell’economia, a Wall Street e nelle campagne per le elezioni di midterm del prossimo novembre. Ma anche in Europa crescono i movimenti contrari.
L’ansia per un imperscrutabile «futuro artificiale» si sta trasformando in mobilitazione: i data center sono la presenza concreta [...] alla quale ci si può opporre. Si tratta di costruzioni che contengono grandi quantità di server in rete per processare e immagazzinare informazioni.
Sempre più grandi: Meta ne sta progettando uno in Louisiana, costo dieci miliardi di dollari, che coprirà una superficie pari a 70 campi di calcio.
Oltre a essere dei tristi parallelepipedi, i data center sono invisi alle comunità locali perché, per funzionare, hanno bisogno di enormi quantità di energia e consumano milioni di litri d’acqua per evitare che i server si surriscaldino.
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I cittadini interessati da questi progetti si organizzano per fermarli: un recente sondaggio Gallup ha rilevato che il 71% degli americani è contrario agli AI data center. [...] Nel 40% delle campagne elettorali americane per le elezioni di novembre, l’AI è uno dei temi più rilevanti.
In Francia, la comunità di Wissous, a Sud di Parigi, si è mobilitata contro un data center di Amazon, attorno a Marsiglia crescono le proteste. In Irlanda, le dimostrazioni riguardano data center che consumano più del 20% delle forniture di elettricità e fanno aumentare i prezzi della bolletta.
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Dietro al rifiuto di questi megascatoloni c’è anche l’ansia per l’AI in generale, per i posti di lavoro che si teme possa distruggere, per il cambiamento di modello sociale in arrivo, per la difficoltà a controllarne i pericoli. In fondo, è come in altre rivoluzioni del passato: la lotta tra la tecnologia che trasforma e chi teme di essere trasformato.
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