pietro zantonini

“DA GIORNI SI LAMENTAVA DEL FREDDO” – UN VIGILANTE DI 55 ANNI MUORE DI FREDDO NEL CANTIERE DELLO STADIO DEL GHIACCIO DI CORTINA, UNO DEGLI IMPIANTI IN COSTRUZIONI PER LE OLIMPIADI INVERNALI: E' STATA APERTA UN’INCHIESTA - I LEGALI DELLA FAMIGLIA: “ERA IMPEGNATO IN UN TURNO NOTTURNO DI 12 ORE, ALL'APERTO IN CONDIZIONI CLIMATICHE PARTICOLARMENTE RIGIDE E LAMENTAVA SPESSO LE CONDIZIONI IN CUI LAVORAVA" 

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Federica Angeli per repubblica.it - Estratti

 

Un decesso improvviso durante un turno di sorveglianza notturna con una temperatura di 16 gradi sotto lo zero, ha acceso i riflettori sulle condizioni di lavoro nei cantieri delle Olimpiadi invernali. A perdere la vita è stato Pietro Zantonini, 55 anni, originario di Brindisi, impiegato come vigilante, per conto di una ditta esterna, in un turno di 12 ore, nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, uno degli impianti in costruzione per Milano-Cortina 2026.

Pietro Zantonini

La richiesta di aiuto

L’uomo è stato colto da un malore nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, intorno alle 2 del mattino, mentre svolgeva il suo servizio di controllo dell’area che doveva effettuare ogni due ore. Dai primi accertamenti emerge che avrebbe contattato telefonicamente alcuni colleghi chiedendo aiuto. A quel punto è partita la chiamata al 118, ma quando i soccorritori sono arrivati sul posto, nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare.

I controlli al freddo

Zantonini lavorava all’interno di un gabbiotto di sorveglianza, dal quale usciva a intervalli regolari — circa ogni due ore — per effettuare i controlli nell’area interna del cantiere. Secondo quanto riferito dai familiari e dal loro legale, l’uomo era impegnato in un turno notturno svolto all’aperto, con una temperatura glaciale

La denuncia e l’autopsia

Pietro Zantonini

La moglie del vigilante ha presentato denuncia ai carabinieri. La procura di Belluno, con il pubblico ministero Claudio Fabris, ha disposto l’autopsia per chiarire le cause esatte del decesso e verificare eventuali responsabilità. In una nota, l’avvocato Francesco Dragone e i familiari di Zantonini sottolineano che il 55enne avrebbe più volte espresso disagio per le condizioni di lavoro, lamentando turni notturni pesanti, in alcuni casi consecutivi, e l’assenza di tutele adeguate. Elementi che, secondo la famiglia, rendono necessario un approfondimento giudiziario e riportano al centro il tema della sicurezza nei cantieri legati ai grandi eventi.

Simico: "Non è nostro cantiere”

"Le più profonde e sentite condoglianze per la morte del vigilante a Cortina d'Ampezzo e commossa vicinanza alla sua famiglia". E' quanto esprime la società Simico che tuttavia, attraverso una nota stampa, precisa che si tratta di un cantiere che non è di propria competenza. Simico, come tutti, attende che gli organi competenti svolgano le necessarie indagini al fine di accertare quanto accaduto.

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