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DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?
DAGOREPORT
Disgregare l’Unione Europea: dal summit di Helsinki del 2018, è l’obiettivo comune di Trump e Putin.
Se oggi l’autocrate russo, alle prese da quattro anni con una guerra che sognava di chiudere in tre settimane, si trova in difficoltà (alla perdita del suo cavallo di Troia nell’UE, l’ungherese Viktor Orban, si aggiunge la fronda dei vertici militari e di tanti oligarchi), il Caligola della Casa Bianca sta attuando ciò che la destra neoconservatrice americana più nazionalista aveva auspicato durante il primo mandato di George W. Bush quando si parlò apertamente di “Eurominaccia”.
Al di là delle varie e avariate indiscrezioni, il piano trumpiano per destabilizzare l’UE viene alla luce con la pubblicazione degli Epstein files. In una mail dell’8 marzo 2018, Steve Bannon, uno dei principali ideologi del movimento sovranista e populista MAGA, scrive al finanziere pedofilo: “Sto andando a Milano adesso per incontrare Salvini. Sembra che stasera Grillo e domani Roma e Berlusconi e 5 Stelle’’.
STEVE BANNON E JEFFREY EPSTEIN
Un messaggio che restituisce l’immagine di una vera e propria missione politica nel nostro Paese, nel pieno delle consultazioni seguite alle elezioni politiche.
Tra le email finite agli atti ce n’è una, risalente alla primavera del 2019, alla vigilia delle elezioni europee, in cui, Bannon risponde a Epstein scrivendo: “Sono concentrato solo sul raccogliere fondi per Le Pen e Salvini in modo che possano candidarsi con liste complete”.
Il nome di Matteo Salvini ricorre più volte nello scambio di messaggi, inserito in quello che appare come un disegno più ampio di costruzione di relazioni con le destre e i movimenti populisti europei, dal britannico Farage allo spagnolo Vox, fino ai nazi-tedeschi Afd.
Tra le mail compare anche un messaggio dell’8 settembre 2018, inviato da una persona di identità non nota, che scrive a Bannon: “Spero che tu sia seduto sulle ginocchia di Salvini”. La risposta dell’ex stratega di Trump, reduce da un incontro con l’allora ministro dell’Interno, è lapidaria: “Viceversa”.
meme pubblicato da donald trump contro giorgia meloni
L’11 maggio 2019 è lo stesso Epstein a suggerire a Bannon una linea strategica: “Suggerisco di concentrarsi sull’Europa. Salvini, Orbán, il movimento”. In seguito Bannon scriverà che Salvini è pronto “a far cadere il governo”. La cosiddetta “crisi del Papeete” risale all’agosto di quell’anno.
Nemmeno il Covid ferma i MAGA di Trump dal portare avanti la destabilizzazione della vecchia Europa, ‘’scroccona’’ e ‘’parassita’’. E’ il 16 settembre 2022 quando Mario Draghi, giunto alla fine del suo ‘’governo di unità nazionale” (con FdI, unico partito all’opposizione), si toglie qualche macigno dalle scarpe e li lancia l'idiota opposizione del M5s di Conte all'inceneritore romano fino alla sfiducia di Lega e Forza Italia, morti di paura dell’ascesa-boom nei sondaggi di Fratelli d’Italia).
giorgia meloni e steve bannon ad atreju - 2018
“La democrazia italiana è forte, non si fa battere dai nemici esterni e dai loro pupazzi prezzolati”, tuona nell’aula il premier in uscita. E aggiunge: “È chiaro che negli ultimi anni la Russia ha effettuato un'opera sistematica di corruzione in tanti settori, dalla politica alla stampa, in Europa e negli Stati Uniti…”.
Con chi ce l’avesse MarioPio, non è mai stato chiarito, ma quella frase, da allora, rimbomba nelle orecchie di tanti che nei Palazzi romani sostengono che al Papeete più che il mojito potè la vodka…
Dalle complottistiche mail tra Epstein e Bannon del 2019 per “alimentare” finanziariamente le forze sovraniste europee, diffondendo le posizioni politiche di Washington, alla Conferenza di Sicurezza di Monaco del 2025 in cui il trumpismo anti-EU esce sfacciatamente allo scoperto con J.D. Vance.
Il vicepresidente degli Stati Uniti, che si divide con Bannon la leadership del movimento MAGA, tiene un discorso con cui accusa i leader dell’UE di “tradire i valori condivisi con gli Stati Uniti”, denunciando la presunta erosione della libertà di espressione e l’incapacità di gestire l’immigrazione.
Pochi giorni dopo, Vance incontra Alice Weidel, leader dell’estrema destra tedesca AfD, legittimandola sulla scena internazionale a pochi giorni dalle elezioni. Elon Musk, allora stretto alleato di Trump, rincara la dose, promuovendo pubblicamente, soprattutto attraverso il suo social X, il partito post-nazi.
Il piano MAGA per disgregare l’ordine europeo si delinea quando il ‘’Financial Times’’ rivela che nel dicembre 2025 la funzionaria del Dipartimento di Stato americano Sarah Rogers atterra a Londra per incontrare Nigel Farage, il Vannacci inglese che guida il partito Reform Uk, finito recentemente indagato per 5 milioni di sterline in criptovalute mai dichiarati e un impero immobiliare acquistato in contanti
‘’Gli sforzi dell'amministrazione Trump hanno nel mirino l'Online Safety Act britannico e il Digital Services Act dell'Unione Europea, due norme diverse ma considerate dalla Casa Bianca come "schemi normativi" che cercano di attaccare la libertà di parola, l'industria americana e l'indipendenza del settore tecnologico”, scrive “FT”.
Il quotidiano economico-finanziario inglese aggiunge che, per diffondere e difendere le posizioni politiche trumpiane nel vecchio continente, Washington non fa mancare il “carburante” ai partiti europei cari alla “rivoluzione” MAGA, attraverso doviziosi dispiegamenti di denaro.
Roberto Vannacci Matteo Salvini
Secondo un'altra fonte citata da “FT”, Sarah Rogers dispone di fondi segreti per finanziare organizzazioni europee per indebolire le politiche governative. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha descritto il finanziamento come un uso "trasparente e legale delle risorse per portare avanti gli interessi e i valori americani all'estero" in vista delle celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti d'America e parlare di un fondo segreto è "completamente falso".
La Rogers in dicembre oltre Londra ha fatto tappa anche a Parigi, Roma e Milano nell'ambito di quello che aveva definito un "tour sulla libertà di parola". Al termine del quale, milioni di donazioni anonime hanno arricchito le casse dell’estrema destra europea con quasi mezzo miliardo di contributi non pubblici di cui non si ha traccia.
All’irresistibile ascesa dell’ultra-destra di Vox in Spagna e di Afd in Germania, l’Italia presieduta a Palazzo Chigi dall’Armata Branca-Meloni delude talmente le aspettative economiche della Starlink di Elon Musk e soprattutto quelle politiche della Casa Bianca, fino al punto di assistere basiti allo sfanculamento coatto tra gli ex amici Trump e Meloni.
Al macero il rapporto con Fratelli d’Italia, sgretolatesi la Lega, entra in campo, carico di munizioni, l’ex vicesegretario di Salvini, il generale Robertino Vannacci.
Passano appena 72 ore da un’intervista di Steve Bannon a ‘’Repubblica’’ in cui dà della traditrice a Meloni, ai suoi occhi “ormai diventata una globalista totale” succube “di Nato e Ue”, e l’ex generale della Folgore lascia il posto di vice-segretario della Lega, su cui era salito forse per scalarlo, sicuramente per farsi eleggere europarlamentare e costruire la sua rete di relazioni e di alleanze internazionali.
Conclude “La Stampa”: “L’Afd alleato con Vannacci è la scommessa di Bannon. I punti nel programma sono gli stessi: remigrazione, fine del sostegno all’Ucraina. Più in generale: implosione dell’Unione europea”.
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN
Futuro Nazionale, il partito creato in quattro e quattr’otto all’inizio dello scorso giugno a Viareggio, non è un fuoco di paglia, fin dall’inizio macina consensi, cresce nei sondaggi e lo fa cavalcando proprio le falle della gestione del centrodestra sulla sicurezza e l'immigrazione.
Ormai i dati dei sondaggi rilevano che ogni 15 giorni Vannacci sale di un punto ed oggi è al 6%, sorpassando il Carroccio di Salvini; e sono tanti che scommettono che nei prossimi mesi arriverà al 10% superando pure Forza Italia.
Nello stesso tempo, comincia a ricicciare la domanda che alla fine degli anni ’60 campeggiò sulla prima pagina dell’”Unità” a proposito dell’esplosione alla sinistra del Pci di gruppi extraparlamentari come Lotta Continua, Potere Operaio, Avanguardia Operaia, etc: “Chi li paga?”.
Naturalmente Vannacci, che è stato addetto militare per la Difesa presso l'ambasciata italiana a Mosca dal 7 febbraio 2021 al 18 maggio 2022, il cui suocero era un militare romeno durante l'era sovietica e la dittatura di Ceausescu, ha smentito categoricamente di ricevere finanziamenti dal Cremlino o da oligarchi russi, rispondendo con ironia e affermando che non possiede "alcuna villa in Crimea" e che i conti di Futuro Nazionale, sono interamente trasparenti e tracciati.
In soli quattro mesi dalla fondazione, il partito ha incassato circa 344.000 euro da una quarantina di sostenitori privati. I documenti ufficiali mostrano contributi da imprese edili e immobiliari, compagnie petrolifere, aziende di trasporti, un commerciante di carciofi romani, produttori vinicoli, un consorzio di imprese specializzato nel Superbonus 110 per cento e persino un noto orologiaio influencer.
In barba a questi quattro spiccioli, la sede romana di Futuro Nazionale è stata inaugurata nella centralissima via in Lucina 17, a pochi passi dalla Camera dei Deputati, in un palazzo che storicamente ospita gli uffici di Forza Italia.
Qualche giorno fa, il ministro della Difesa Guido Crosetto, che già nel 2023, quando uscì il libro “Il mondo al contrario”, voleva cacciare dall’esercito Vannacci ma fu costretto a rinculare dai post-missini di via della Scrofa, in un’intervista se ne esce con questa frase sibillina: “Propongo da sempre un accordo per difendere la democrazia. E penso che andrebbe fatto sottoscrivere a tutti. Vannacci credo che lo firmerebbe. Non mi risulta che ci siano mai state segnalazioni su di lui…”
È notizia di ieri l’indagine autorizzata dal Parlamento europeo contro il gruppo "Europa delle nazioni sovrane" (ESN), di cui fanno parte Futuro Nazionale e Afd, il movimento post-nazista tedesco, che come Vannacci ha una linea pesantemente pro-MAGA, per verificare da dove arrivino le fonti di finanziamento e certificare la conformità del gruppo ai valori dell’Ue.
Un “warning” sul piano in atto di destabilizzazione dell’ordine europeo, un avvertimento che potrebbe non essere l’unico arrivato in queste ore…
elon musk
giorgia meloni e steve bannon ad atreju - 2018
steve bannon alla cpac 2026
STEVE BANNON SALVINI
steve bannon jeffrey epstein
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN
Roberto Vannacci
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