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Tonia Mastrobuoni per “la Stampa”
Le autostrade tedesche sono famose per due motivi: non si paga il pedaggio e su gran parte della rete non c’è limite di velocità. Ma dal 2016, a causa della cocciutaggine dell’ala conservatrice dei cristianodemocratici, le “Autobahnen” che collegano le Alpi ai mari del nord, saranno molto meno popolari. Grazie a una legge approvata dal Bundesrat, gli stranieri che viaggeranno in Germania in auto o in moto dovranno comprare una “vignette” da 10 euro per 10 giorni o da 22 euro per 2 mesi. L’adesivo, un po’ come in Svizzera o in Austria, dovrà essere attaccato sul parabrezza.
Nonostante il tentativo del Renania-Palatinato di chiedere una commissione straordinaria per imporre nella Camera alta una riflessione sulla controversa legge e la contrarietà di molti altri Land, il Bundesrat l’ha approvata venerdì scorso, dopo un anno e mezzo di polemiche. La presidente della Renania-Palatinato, Malu Dreyer, ha riassunto a preoccupazione di molte altre regioni: contraddice le leggi europee e creerà enormi problemi nelle zone di confine, dov’è c’è un ricco turismo giornaliero, e alle superstrade, che saranno scelte in alternativa da molti viaggiatori.
La Csu ha impostato l’intera campagna elettorale del 2013 sulla richiesta di introdurre un pedaggio per stranieri, e ha insistito per metterlo nero su bianco nel contratto di coalizione, nonostante la contrarietà esplicita di una fetta della Spd e i mugugni di molti compagni di partito di Angela Merkel. Stima degli introiti: circa 500 milioni di euro all’anno.
La Commissione europea non nasconde dubbi pesanti sull’operazione, che distingue tra cittadini tedeschi e stranieri, ma per renderla meno discriminatoria il ministro dei Trasporti, Alexander Dobrindt (Csu) si è inventato che la “Infrastrukturabgabe”, la “tassa sulle infrastrutture”, sarà pagata da tutti. Peccato che in virtù di una rimodulazione del bollo sugli autoveicoli, i tedeschi potranno scaricarla interamente dalle tasse.
Al Bundesrat, Dobrindt ha difeso il suo progetto: nel «lungo periodo» contribuirà a migliorare le infrastrutture, ha detto, aggiungendo che la legge risponde agli appelli della Commissione europea di cambiare il sistema di finanziamento delle infrastrutture, spostando l’onere dalle tasse sulle persone a quelle sui consumi. «E’ un progetto europeo«, ha chiosato, senza un briciolo di ironia.
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