curzio malaparte

DANDY, TRASFORMISTA, SFACCIATO: L’ITALIA HA DIMENTICATO CURZIO MALAPARTE – ALDO CAZZULLO: “DA NOI NON È CONSIDERATO UN GRANDISSIMO. IN FRANCIA È MOLTO PIÙ LETTO E AMMIRATO; RICORDO CHE ANDRÉ GLUCKSMANN LO CONSIDERAVA UNO DEI PIÙ GRANDI SCRITTORI DEL NOVECENTO, UNA SORTA DI CÉLINE ITALIANO. MALAPARTE AVEVA FATTO CONFUSIONE SUL PIANO IDEOLOGICO, FU FASCISTA PRIMA E COMUNISTA POI. DIRESSE LA STAMPA MA EBBE LA CATTIVA IDEA DI SEDURRE LA MOGLIE DELL’EDITORE, EDOARDO AGNELLI: IL PADRE DI EDOARDO, IL SENATORE GIOVANNI AGNELLI, LO CACCIÒ. SUSANNA AGNELLI LO RITRAE IN VESTIVAMO ALLA MARINARA COME UN DANDY CHE SI DEPILAVA LE ASCELLE…”

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Dalla rubrica delle lettere del “Corriere della Sera”

 

curzio malaparte

Caro Aldo, non posso pensare a Fallaci e Montanelli senza avere in mente Curzio Malaparte. Fallaci senza questo suo mentore avrebbe seguito lo stesso percorso? E Montanelli senza il suo acerrimo rivale di penna avrebbe perso le più sanguigne dispute?

Essere un po’ dandy e molto trasformista gli consentì di cavarsela discretamente, non evitando però momenti difficili e dolorosi. Forse trovarsi spesso dalla parte sbagliata non ha permesso allo scrittore/giornalista/regista pratese di occupare ancora il posto che merita.

Simone Fattori, Pisa

 

Risposta di Aldo Cazzullo

Caro Simone, qualcuno ha scritto che sul letto di morte Curzio Malaparte maledisse la fine precoce dicendo: «Non posso morire prima di Montanelli, devo andare io al suo funerale». Se è per questo, Montanelli diceva che si va sempre al funerale del nemico. Ma forse sono soltanto bons mots.

 

In effetti, però, Malaparte da noi non è considerato un grandissimo. In Francia ad esempio è molto più letto e ammirato; ricordo che André Glucksmann lo considerava uno dei più grandi scrittori del Novecento, una sorta di Céline italiano.

 

la villa di curzio malaparte

Malaparte aveva fatto confusione sul piano ideologico, fu fascista prima e comunista poi. Diresse La Stampa ma ebbe la cattiva idea di sedurre la moglie dell’editore, Edoardo Agnelli: il padre di Edoardo, il senatore Giovanni Agnelli, lo cacciò. Susanna Agnelli lo ritrae in Vestivamo alla marinara come un dandy che si depilava le ascelle.

 

Gianni Agnelli lo detestava, trovava poco divertenti i suoi giochi di parole, tipo «mi chiamo Malaparte, perderò ad Austerlitz e vincerò a Waterloo». Si chiamava in realtà Kurt Erich Suckert, ed ebbe la malaugurata idea di raccontare sia le malefatte compiute anche dagli italiani in Russia nel suo romanzo Kaputt , sia le bassezze del dopoguerra in La pelle . Ma gli italiani non avevano voglia di ascoltare né le une, né le altre. Sarebbe bello che almeno la splendida villa che si fece costruire da Adalberto Libera su uno scoglio di Capri fosse più facilmente visitabile.

la villa di curzio malaparte 2curzio malaparte oriana fallaci 1954CURZIO MALAPARTE CURZIO MALAPARTE curzio malaparteLA PELLE - CURZIO MALAPARTE