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SUL DDL STUPRO BISOGNA ANDARCI PIANO: LA LEGGE VA SCRITTA BENE - NELLA MAGGIORANZA SI LAVORA A DIVERSIFICARE LE SANZIONI CREANDO NUOVE AGGRAVANTI CONTRO GLI ABUSI SESSUALI E AUMENTANDO LE PENE PER ALTRE FORME DI VIOLENZA CORRELATA, COME LA SOMMINISTRAZIONE DI SOSTANZE CHE ALTERANO LO STATO DELLE VITTIME MANIPOLANDONE IL CONSENSO, A PARTIRE DAL GHB, LA DROGA DELLO STUPRO - LA LEGGE DEVE NON ENTRARE IN CONTRASTO CON LA PRESUNZIONE D'INNOCENZA DELL'ACCUSATO E NON PUO’ LASCIARE SPAZIO ALLA LIBERA INTERPRETAZIONE DEI GIUDICI - UNA PERPLESSITÀ RIGUARDA L'USO, RISPETTO AL CONSENSO, DEL TERMINE "ATTUALE": E’ FUORVIANTE…
Estratto dell’articolo di Viola Giannoli per “la Repubblica”
giulia buongiorno matteo salvini
[…] l'intoppo che ha bloccato la nuova legge sulla violenza sessuale. Quella che, introducendo il concetto di consenso "libero e attuale", avrebbe allineato in fretta l'Italia alla Convenzione di Istanbul e a altri 21 Paesi europei.
La ricostruzione secondo la quale il ministro Matteo Salvini e poi anche palazzo Chigi e una parte delle forze di governo non sapessero nulla del provvedimento non convince chi come Michela Di Biase, relatrice alla Camera della norma, ci aveva messo la faccia: «Sono surreali» […] La presidente del Consiglio però insiste e ripete che «la norma si farà» perché serve, «ma va scritta bene». […]
Si procederà così: entro lunedì a mezzogiorno ogni gruppo parlamentare dovrà proporre un massimo di due nomi per le nuove audizioni. Il Pd vorrebbe che venissero ascoltati i magistrati Paola Di Nicola Travaglini e Fabio Roia. Per smontare, spiegando che toccherà sempre al pm provare se c'è stato stupro, l'obiezione dell'inversione dell'onere della prova.
Martedì cominceranno le audizioni.
La presidente della commissione, Giulia Bongiorno, convinta che sul testo si debba lavorare ma contraria a procedere sine die, conta di chiudere tutto nel giro di una settimana. Prima di approdare in Aula ci sarà la discussione sugli emendamenti.
Si lavora nella maggioranza a diversificare le sanzioni creando nuove aggravanti contro gli abusi sessuali e aumentando le pene per altre forme di violenza correlata, come la somministrazione di sostanze che alterano lo stato delle vittime manipolandone il consenso, a partire dal Ghb, la droga dello stupro.
Altro cavillo sollevato dalla destra è che la legge non entri in contrasto con la presunzione d'innocenza dell'accusato e non lasci spazio alla libera interpretazione dei giudici. Ancora: una perplessità riguarda l'uso, rispetto al consenso, del termine "attuale": per alcuni sarebbe fuorviante.
La legge dovrebbe arrivare in aula a fine gennaio, ma non vedrà la luce prima di febbraio 2026. E nell'attesa proseguono le polemiche. […]
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