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IL PARADOSSO DEL MONDO IPER-CONNESSO: I PISCHELLI NON HANNO NESSUNO CON CUI CONFIDARSI – OLTRE UN QUARTO DEI GIOVANI ITALIANI UTILIZZA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER PARLARE QUANDO SI SENTE GIÙ E QUASI LA METÀ DICHIARA DI AVERE AMICI CHE UTILIZZANO I CHATBOT PER PARLARE DEI PROPRI PROBLEMI PERSONALI – AI RAGAZZI PIACE USARE L’IA PER SFOGARSI PERCHÉ SI HA LA POSSIBILITÀ DI “DIRE TUTTO SENZA PROVARE VERGOGNA” E PERCHÉ I “BOT” NON GIUDICANO…
INTELLIGENZA ARTIFICIALE UTILIZZATA COME PSICOLOGO
(ANSA) - L'Intelligenza Artificiale non è più solo un tutor per i compiti: il 26% dei giovani intervistati, infatti, ammette di usare personalmente l'IA per 'parlare e confidarsi', soprattutto quando si sente giù. E, più in generale, quasi uno su due (47%) dichiara di avere amici che utilizzano i chatbot per parlare dei propri problemi personali.
Cosa spinge un adolescente a preferire un software a un amico in carne ed ossa? La risposta è nella ricerca di una comfort zone emotiva: per il 65%, interagendo con l'IA, si ha la possibilità di "dire tutto senza provare vergogna"; mentre per il 57% il valore aggiunto è "non sentirsi giudicati".
CHATGPT UTILIZZATA COME PSICOLOGO
È questa la fotografia scattata dalla nuova indagine condotta in occasione del Safer Internet Day 2026 da Generazioni Connesse - il Safer Internet Centre Italiano coordinato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito - e curata da Skuola.net, Università degli Studi di Firenze e Sapienza Università di Roma. La ricerca ha coinvolto un campione rappresentativo di 1.630 studenti delle scuole secondarie italiane.
intelligenza artificiale PSICOTERAPIA
I dati, poi, evidenziano una crescita delle richieste di controllo all'interno delle coppie teen: il 18% dei ragazzi ha ricevuto dal partner la richiesta di fornire il codice di sblocco del proprio dispositivo (dato in aumento rispetto al 2025) e il 14% quella di condividere costantemente la propria posizione Gps.
Ma una luce di speranza sembra provenire dalla gestione del tempo speso online: nonostante le opportunità offerte dall'IA, non sta aumentando, anzi risulta allineato ai dati pre-pandemici e quindi in diminuzione dopo il boom causato dalla DAD. Tuttavia, la vita digitale continua ad occupare una buona parte del tempo di veglia degli adolescenti (e forse erode anche quello del sonno): il 38% dichiara di passare online in maniera consapevole oltre 5 ore al giorno, mentre solo il 19% riesce ad attestarsi sotto le due ore.
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