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ECCO CHI HA AMMAZZATO A COLPI DI LUPARA SOUMAILA SACKO - FERMATO ANTONIO PONTORIERO: È IL PRESUNTO ASSASSINO DEL MIGRANTE UCCISO IN CALABRIA - SECONDO I CARABINIERI L’OMICIDIO SAREBBE UNA VENDETTA - LA PROCURA: 'IL QUADRO È EVIDENTE'
Carlo Macrì per www.corriere.it
È stato fermato con l'accusa di omicidio volontario Antonio Pontoriero. È lui l'assassino di Soumaila Sacko, l'immigrato maliano ucciso sabato sera dentro una fabbrica di laterizi, a San Calogero. «Abbiamo trovato prove schiaccianti che lo inchiodano», ha detto il procuratore di Vibo Valentia Bruno Giordano. Determinanti sono state le dichiarazioni dei due connazionali della vittima, Drame Madhheri e Fofana Madoufane, che sabato sera si trovavano con Soumaila all'interno del capannone industriale.
«Una vendetta»
Secondo i carabinieri l'omicidio sarebbe una «vendetta» maturata da Pontoriero, dopo l'ennesimo furto, da parte di migranti subito dentro la fabbrica. L'agricoltore di San Calogero, sempre secondo quanto hanno riferito i carabinieri, pretendeva che nessuno si avvicinasse dentro quell'aria, circa 100 mila metri quadrati, ritenendola ancora di sua proprietà. Antonio Pontoriero, infatti, è parente di uno dei proprietari della fabbrica che un tempo produceva laterizi.
Ad incastrare il killer sono state le dichiarazioni dei due maliani scampati all'agguato che hanno descritto con dovizia di particolari l'abbigliamento, il colore dei pantaloni e della maglietta indossati dall'assassino, il tipo e il colore dell'auto con la quale il cecchino si è allontanato.
La perquisizione nell'abitazione
Addirittura i superstiti hanno indicato ai carabinieri anche le prime due lettere AW della Panda bianca che coincidono con la targa dell'autovettura sequestrata a Pontoriero. Le dichiarazioni dei testimoni hanno condotto i carabinieri ad identificare immediatamente l'uomo che ha sparato a Soumaila. Nel corso della perquisizione nella sua abitazione sono stati ritrovati in lavatrice, ancora sporchi, gli indumenti descritti dai connazionali del maliano. I magistrati di Vibo hanno deciso di accelerare i tempi ed emettere il provvedimento di fermo perchè c'erano fondati timori che Pontoriero potesse fuggire.
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