caccia ai piloti americani dispersi in iran

DIETRO LE LINEE NEMICHE - L'ESERCITO AMERICANO NON HA ANCORA TROVATO IL PILOTA CHE È PRECIPITATO IN IRAN: DECINE DI ELICOTTERI E DI CACCIA SETACCIANO LA REGIONE DI KHUZESTAN. NELLA MISSIONE, CHIAMATA "VENERDÌ SANTO", DUE BLACK HAWK USA SONO STATI COLPITI (MA NON ABBATTUTI) DAI PASDARAN: SI TRATTA DI UNA DELLE OPERAZIONI PIÙ DIFFICILI DELLA STORIA MILITARE AMERICANA - IL PILOTA CHE SI TROVA IN TERRITORIO NEMICO HA CON SÉ SOLO UNA RADIO CRIPTATA, UNA PISTOLA CON TRE CARICATORI, UN KIT MEDICO, POCHE BARRETTE ENERGETICHE, UN PUGNALE E UNA BUSSOLA

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IRAN: TEHERAN, PER USA VENERDÌ NERO, IERI COLPITI 2 ELICOTTERI BLACK HAWK

resti del jet statunitense abbattuto dall iran

(LaPresse/AP) - La Guardia rivoluzionaria iraniana sostiene di aver colpito 2 elicotteri Black Hawk statunitensi ieri. In una conferenza stampa tenutasi oggi, il portavoce del comando militare congiunto iraniano ha dichiarato che ierisono stati colpiti diversi obiettivi nemici, fra cui i 2 elicotteri. AP non ha potuto verificare in modo indipendente queste affermazioni, ma alcuni media Usa hanno riferito che gli elicotteri sono stati colpiti.

 

Il portavoce Ebrahim Zolfaghari ha dichiarato in un comunicato diffuso dai media di Stato che "questo deve essere definito un venerdì nero e umiliante per i nemici americani e sionisti". L'Iran ieri ha rivendicato l'abbattimento di 2 aerei da guerra americani. Oggi l'esercito statunitense sta proseguendo le ricerche di un pilota disperso in una zona isolata nel sud-ovest dell'Iran.

 

TUTTI I RISCHI DI “SANDY”, LA MISSIONE DI RECUPERO DEI PILOTI DELL’F-15 USA SOTTO IL FUOCO NEMICO

Gianluca Di Feo per "la Repubblica"

resti del jet statunitense abbattuto dall iran

 

L’operazione “Venerdì Santo” è una delle più difficili della storia militare americana. Una missione ad alto rischio per soccorrere le due “Pantere” - il soprannome dei piloti dell’F-15E dell’494mo squadrone precipitato nel pieno del territorio nemico - sottraendoli alla folla di miliziani e anche di semplici cittadini che gli danno la caccia per intascare la taglia promessa dagli ayatollah.

 

Il primo è stato portato al sicuro dopo poche ore; per salvare il secondo è stata organizzata una spedizione senza precedenti. E anche se fonti iraniane sostengono di averlo catturato, gli americani non si fermeranno prima di avere certezze. Decine di elicotteri e di caccia setacciano la regione di Khuzestan, soprattutto nei dintorni del fiume Karun: proprio dove alcuni storici collocano il Giardino dell’Eden. Ma per il Pentagono questo è l’inferno: una vasta zona rocciosa al confine con l’Iraq, affacciata sulla cuspide settentrionale del Golfo Persico e che si incunea nel cuore della Repubblica Islamica: Teheran è a 450 chilometri.

resti del jet statunitense abbattuto dall iran

 

 

Dall’epoca del Vietnam queste missioni vengono chiamate Sandy e sono affidate al personale più addestrato. Bisogna anzitutto localizzare l’ufficiale finito a terra: c’è un trasmettitore agganciato al seggiolino eiettabile, che manda impulsi continui per dare un riferimento.

 

Il pilota invece ha una radio criptata, da usare con scrupolo per non rivelare la sua posizione: è l’unica speranza di salvezza. Per il resto può contare solo sulla pistola con tre caricatori di riserva, un kit medico, poche barrette energetiche, un pugnale e una bussola. [...]

 

I Blackhawk fanno rifornimento in volo senza lasciare la zona calda, in modo da mantenere un presidio costante. Restano bassi sul suolo, esposti al tiro nemico: due sarebbero stati crivellati e obbligati ad atterraggi d’emergenza in Iraq (uno è stato filmato mentre si allontanava con una scia di fumo). I quadrimotori Hercules “Combat King” rimangono più in alto, con gli incursori pronti se necessario a paracadutarsi per dare protezione alla “Pantera” braccata.

resti del jet statunitense abbattuto dall iran

 

Il peggioramento della situazione è testimoniato dall’arrivo degli A10 Warthog, gli unici jet dotati di corazze che incassano ogni colpo: la reazione dei Guardiani della Rivoluzione è comunque stata in grado di abbatterne uno. I soccorritori devono permettere a tutti i costi al pilota di superare indenne la notte: se riuscirà a non farsi catturare, all’alba gli “angeli custodi” cercheranno di portarlo via.

OPERAZIONE DI RICERCA DEI PILOTI AMERICANI IN IRAN - 2SEDILE DEL PILOTA AMERICANO DISPERSO IN IRANTRUMP GUERRA USA IN IRANOPERAZIONE DI RICERCA DEI PILOTI AMERICANI IN IRAN - 1