sciopero dei giornalisti

DIGNITÀ PER LA STAMPA ITALIANA – IL PROSSIMO 16 APRILE I GIORNALISTI SCIOPERERANNO DI NUOVO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI LAVORO, ORMAI FERMO DA DIECI ANNI – IL COMUNICATO DELLA FNSI: “L’INFLAZIONE HA EROSO DEL 20% LE RETRIBUZIONI NEGLI ULTIMI 10 ANNI. I NEOASSUNTI GUADAGNANO GIÀ COSÌ POCO CHE IN ALCUNE AREE DEL PAESE NON SI TROVANO PIÙ GIORNALISTI DA ASSUMERE, COME HANNO DIMOSTRATO ALCUNI RECENTI STATI DI CRISI” – RESTA ANCHE IL NODO DELL’EQUO COMPENSO, RIMASTO SOSTANZIALMENTE SULLA CARTA...

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Da www.primaonline.it

 

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“Il 16 aprile le giornaliste e i giornalisti italiani tornano a scioperare per il rinnovo del contratto di lavoro Fnsi-Fieg, ormai fermo da 10 anni”. Lo ricorda in una nota la Federazione nazionale della Stampa.

 

Dopo le astensioni che hanno coinvolto il settore il 27 marzo scorso e prima ancora il 28 novembre, “prosegue la mobilitazione per la dignità dell’informazione che passa attraverso il rinnovo del contratto di lavoro, il recupero salariale e la difesa dei diritti, che non sono privilegi ma il modo con cui i giornalisti italiani stanno sulla scena dell’informazione e possono resistere alle pressioni dei potentati di turno”.

 

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Stipendi bassi ed erosi dall’inflazione

“Oggi gli azionisti di riferimento delle aziende editoriali – spiega Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi – sono i giornalisti che sempre più spesso non vengono pagati per ciò che fanno: negli ultimi 10 anni l’inflazione ha eroso del 20% le retribuzioni. I neoassunti guadagnano già così poco che in alcune aree del Paese non si trovano più giornalisti da assumere, come hanno dimostrato alcuni recenti stati di crisi”.

 

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“In un Paese che si interroga sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale, in due anni di trattativa gli editori Fieg hanno opposto un secco rifiuto alla sua regolamentazione contrattuale. Così come i loro rapporti con gli Over the Top, che utilizzano i contenuti editoriali prodotti dai giornalisti – si legge ancora nella nota della Federazione della stampa – sono nascosti da patti di riservatezza che consentono agli editori di sfuggire alla legge che prevede ricadute economiche sulle redazioni”.

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Il nodo equo compenso

La mobilitazione della Fnsi “riguarda anche i giornalisti lavoratori autonomi e cococo ancora in attesa dell’equo compenso. Impossibile non ricordare che anche su questo fronte le proposte degli editori sono state insufficienti e irricevibili: la Fieg ha ignorato completamente la sentenza con cui nel 2016 il Consiglio di Stato aveva annullato la delibera del Die sull’equo compenso. La dignità dell’informazione riguarda tutti i giornalisti, dipendenti, autonomi e parasubordinati e incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva ai lettori.

 

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Per questo motivo, si ricorda, la Fnsi partecipa anche all’iniziativa organizzata il 9 aprile a Roma dalle 9:45 in via San Nicola De’ Cesarini dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio per sollecitare il governo sul tema dell’equo compenso per gli autonomi e i cococo.

 

“Senza diritti, senza tutele, senza un’equa retribuzione – conclude la nota – non ci può essere libertà di stampa e i primi a soffrirne sono i cittadini”.

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