agente polizia penitenziaria carcere tg5

DIVISA SANZIONATA E... SCAGIONATA - IL TAR DEL PIEMONTE HA ANNULLATO LA SANZIONE NEI CONFRONTI DI UN AGENTE DELLA POLIZIA PENITENZIARIA, SOSPESO DAL SERVIZIO PERCHE’ AVEVA PARAGONATO IL CARCERE DI TORINO A UNA “PIAZZA DI SPACCIO” -NEL 2025 IL POLIZIOTTO ERA STATO INTERVISTATO DA UNA TROUPE DEL “TG5” E AVEVA RACCONTATO ALCUNE PROBLEMATICHE DELL’ISTITUTO PENITENZIARIO - I MAGISTRATI HANNO CERTIFICATO LA VIOLAZIONE DEI CODICI DI CONDOTTA, RITENENDO PERO’ L’ALLONTANAMENTO DI SEI MESI DALLA DIVISA ECCESSIVAMENTE SEVERO - IL DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA POTRA’ VALUTARE SE ESERCITARE NUOVAMENTE IL POTERE DISCIPLINARE...

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Carceri

(ANSA) - Vietato alle divise denunciare con termini troppo aspri le difficili condizioni delle carceri. Un agente scelto di polizia penitenziaria è stato sospeso dal servizio per avere rilasciato a una troupe del Tg5 delle dichiarazioni su alcune problematiche all'interno della casa circondariale di Torino, paragonandola addirittura a una "piazza di spaccio", e il Tar del Piemonte ha annullato la sanzione (sei mesi di stop) solo perché eccessivamente severa: i giudici, infatti, hanno certificato la violazione dei codici di condotta e delle linee guida tale da "minare l'immagine dell'amministrazione" e "ledere il prestigio del Corpo di appartenenza". 

 

Carcere di Torino

Nel 2025 l'agente aveva reso un'intervista nella quale, dopo avere raccontato di una rissa fra detenuti, aveva paragonato il carcere a "una piazza di spaccio" per l'esistenza - disse - di un traffico di sostanze stupefacenti. Il Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) fece scattare i sei mesi di stop. La difesa, nel suo ricorso al Tar, aveva affermato, fra l'altro, che il provvedimento disciplinare fu "una palese ritorsione", facendo presente che la norma sul whistleblowing protegge chi segnala le violazioni.

 

carceri

I giudici sono stati di avviso diverso. Ad entrare in gioco sono stati gli "obblighi di condotta" sanciti da un regolamento del 1990 e le linee guida contenute in una circolare del 2009 sul rilascio di interviste e dichiarazioni.

 

Il Tar ha però dato ragione alla difesa dell'agente sulla severità della punizione. Sei mesi sono il massimo della sanzione prevista (il minimo è un mese) e, per questo episodio, sono "contrari al principio di proporzionalità".

sovraffollamento delle carceri

 

Il Dap, come si ricava dalla sentenza, potrà riesaminare il caso ed esercitare nuovamente il potere disciplinare. Resta comunque il fatto che l'agente, come ammettono gli stessi giudici, rese dichiarazioni di "rilevanza pubblica", dato l'interesse dimostrato dalla stampa sulla situazione del carcere.

 

 

carceri italianesovraffollamento delle carcerisovraffollamento delle carceri