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LA RINASCITA DI “GAZZA” - DOPO ANNI DI DEPRESSIONE E AUTODISTRUZIONE, PAUL GASCOIGNE SEMBRA ESSERE RIUSCITO A DISINTOSSICARSI - HA PUBBLICATO LE FOTO DELLA RESURREZIONE TRA PESCA, CINEMA E GOLF
Claudio Savelli per “Libero quotidiano”
Siccome non ha mai avuto mezze misure, Paul Gascoigne, avrà pensato che, una volta raggiunto l'abisso, non gli rimaneva altro che vivere al contrario di come aveva vissuto fino a quel momento. Da qualche mese, infatti, Gascoigne sembra aver sconfitto il demonio che l' ha posseduto. Sembra aver vinto la lotta con quella parte incontrollabile della propria anima, un' eredità del padre John, violento e alcolizzato. Quel talento sopraffino che ha reso Gascoigne uno dei migliori centrocampisti inglesi di sempre è rimasto così annacquato dai vizi. Dall' alcol e dalla droga.
Il calcio è stato un rifugio per Paul, l' unico luogo in cui poteva esprimersi senza le catene della dannazione. Gascoigne ha sempre saputo che sarebbe diventato un grande giocatore: quando era bambino lo confidò alla sua maestra a scuola. E ha avuto ragione: a 15 anni entrò nel Newcastle, dove i tifosi lo ribattezzeranno "Gazza", perché uno di loro (i Magpies sono appunte le "gazze"), un simbolo, anche se impuro. Dopo tre anni, Gascoigne passò al Tottenham: era sovrappeso ma agile, l' abilità nel dribbling e nel tiro lo rendevano immarcabile e determinante.
La sua carriera è stata una giostra: tra i punti più alti rimangono i Mondiali del '90 con l'Inghilterra, terminati in semifinale, tra quelli più bassi l' entrata su Charles nella finale di Fa Cup del '91 contro il Nottingham, che gli costò la rottura del ginocchio e 16 mesi di stop. Fu un purgatorio prima della Lazio - 6 gol in 47 presenze in tre anni - e del tramonto, vissuto da protagonista a Glasgow e da comparsa tra Middlesbrough, Everton, Burnley e Boston.
Se il calcio era riuscito a disegnare un recinto alla follia, limitandola a goliardie - come il cartellino scivolato, rubato e mostrato all'arbitro Smith -, una volta calato il sipario sulla carriera (nel 2005) il recinto è svanito, e l'alcol e la droga hanno inondato la vita di Gascoigne, rubandone il senso.
Da lì, i 12 trattamenti di disintossicazione, le risse, la notte in prigione per l' aggressione all' ex moglie Sheryl Failes, le giornate in ospedale per l'abuso di alcol e Red Bull (fino a 60 al giorno), le crisi cardio-respiratorie, i tentati suicidi, la depressione, le sparizioni, e lo sperpero del patrimonio da 26 milioni di sterline.
Da un anno, però, la pagina dedicata alle disavventure è intonsa. Gazza è tornato a sorridere, a vivere. Tramite i social documenta le sue nuove passioni: la palestra, la pesca, il golf, e l' amore per le piccole cose della vita, come un bagno nella piscina nel giardino di casa o un film al cinema con la sorella. A 51 anni, Paul sfoggia un fisico lucidato, che non ha mai avuto nemmeno quando era un calciatore. Da poco si è separato dalla fidanzata Sara Lovett e via Twitter ha chiesto ai fan di trovargli una nuova compagna. Un trauma, ma affrontato con il sorriso: il modo migliore per godersi la sua nuova vita.
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