scontri tra polizia e manifestanti al corteo contro le olimpiadi - 1

IL FEBBRAIO "CALDO" NELLE STRADE ITALIANE - DOPO GLI SCONTRI DI TORINO DI DOMENICA SCORSA, IERI A MILANO SI È SCATENATA UNA GUERRIGLIA URBANA TRA POLIZIA E MANIFESTANTI SCESI IN STRADA PER PROTESTARE CONTRO LE OLIMPIADI: TRA I SEI FERMATI CE N'E' UNO CHE FA PARTE DELL'EX CENTRO SOCIALE TORINESE "ASKATASUNA" - TRA I BLAC BLOCK CHE SI SONO MENATI CON GLI AGENTI DI POLIZIA CE NE SONO ALCUNI CHE SONO VENUTI DALLA GERMANIA - AGLI SCONTRI, PERO', NON PARTECIPANO I MARANZA CHE, A CORVETTO, AVEVANO MESSO A FERRO E FUOCO LA CITTA' DOPO LA MORTE DI RAMY, IL 19ENNE CHE HA PERSO LA VITA DOPO UN INSEGUIMENTO CON I CARABINIERI...

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Estratto dell'articolo di Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”

 

scontri tra polizia e manifestanti al corteo contro le olimpiadi 3

Quando il corteo si chiude in viale Brenta sono quasi le otto di sera. Dalla pancia dei 2 mila rimasti fino all’ultimo si leva un coro: «Tutte libere, tutti liberi». L’ultimo atto è il tentativo di un presidio in via Fatebenefratelli in attesa che, a tarda notte, esca anche l’ultimo dei sei fermati dalla questura.

 

Per uno di loro, che arriva da Torino, scatterà il foglio di via. Si tratta di un «appartenente» all’ex centro sociale Askatasuna, al centro della violenta manifestazione di una settimana fa, e miccia della nuova stretta del governo sull’ordine pubblico. Ma secondo la Digos non sarebbe un elemento di primo piano. Erano una decina i «torinesi» in trasferta, ragazzi giovani, arrivati più per «dovere di solidarietà» agli amici milanesi (che erano a Torino sabato scorso) che per una adesione del fronte anarchico.

scontri tra polizia e manifestanti al corteo contro le olimpiadi 1

 

In piazza non c’erano i temuti black bloc. Dei 10 mila in corteo, solo qualche gruppo dall’estero (Germania), ma sempre dell’ala «movimentista». Il «blocco nero» — che trasformò il corteo No Expo del 2015 in una guerriglia —, aveva già declinato da tempo l’invito: eccessivamente «morbida» la linea dei milanesi sui Giochi, troppo appiattita su temi «locali». [...]

 

Così sono stati i giovani a organizzare il contro-canto olimpico: tre giorni di mobilitazione, con l’occupazione dell’ex Palasharp, tensostruttura che inizialmente doveva essere «salvata» proprio come opera legata ai Giochi ma tornata all’abbandono per gli alti costi. Qui i «centri» hanno organizzato le «Utopiadi» per denunciare speculazione e malaffare.

 

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Ieri la svolta al corteo pacifico è arrivata sul finale con il muro di fumogeni, la vestizione con scudi e mascherine e il tentativo di sfondare il blocco verso l’Autostrata. Azione preceduta dal lancio di pietre e bottiglie. Un blitz al quale la polizia ha risposto con gli idranti, una carica di alleggerimento e una selva di lacrimogeni. Ma niente effetto banlieue. [...]

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