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“GAZA” CHIUSA! – DOPO LO STOP AI GIORNALISTI INTERNAZIONALI, ORA ISRAELE FERMA ANCHE LE ONG IMPEGNATE NELLA STRISCIA - SARANNO BOCCIATE TUTTE LE ASSOCIAZIONI ACCUSATE DI “APPELLI AL BOICOTTAGGIO DI ISRAELE", "ANTISEMITISMO" E "SOSTEGNO SCRITTO O ORALE A PROCEDIMENTI LEGALI CONTRO ISRAELIANI" - BASTA CHE UN DIPENDENTE DELLE ONG SIA ACCUSATO DI UNA SOLA DI QUESTE COSE, PER NEGARE L'ACCESSO ALL'INTERA ORGANIZZAZIONE – PERSINO “SAVE THE CHILDREN” E MEDICI SENZA FRONTIERE RISCHIANO DI ESSERE CACCIATE…

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Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per "la Repubblica"

 

benjamin netanyahu 2

La chiusura di Gaza ai giornalisti internazionali non basta: ora Israele serra la Striscia pure alle ong. Lunedì il Ministro della Difesa Israel Katz ha anticipato alla Knesset che il divieto d'ingresso ai reporter stranieri resta in vigore: con buona pace della Corte Suprema israeliana, che accogliendo una richiesta dell'associazione stampa estera di Gerusalemme, dopo varie proroghe aveva chiesto al governo un piano per consentire l'ingresso dei cronisti entro il 4 gennaio.

 

«Troppo pericoloso» entrare nella Striscia — dove in due anni e mezzo sono stati uccisi 260 giornalisti locali — sostiene Katz. […] A non volere la stampa, spiega, sono i militari, «perché l'accordo di cessate il fuoco è imperfetto. Potrebbe essere annullato in qualunque momento».

 

distribuzione aiuti umanitari a gaza 5

[…] Le autorità israeliane hanno posto nuovi limiti anche alle organizzazioni non governative che operano in aree dove, per accedere, serve l'ok delle autorità israeliane: Gaza, appunto, e parti della Cisgiordania. Secondo un bando pubblicato un anno fa in scadenza domani, per ottenere l'accredito bisogna infatti rispondere a nuovi requisiti, squisitamente politici.

 

A decidere l'ammissibilità dei richiedenti è ora un coordinamento interministeriale guidato dal Ministero per gli Affari della Diaspora e Lotta all'Antisemitismo che boccia chi "inciampa" in 13 accuse: compresi "appelli al boicottaggio di Israele"; "negazione di Israele come stato ebraico e democratico"; "supporto al terrorismo"; "delegittimazione di Israele"; "antisemitismo" e pure "sostegno scritto o orale a procedimenti legali contro cittadini israeliani". Basta che un dipendente delle ong sia accusato di una sola di queste cose, per negare l'accesso all'intera organizzazione.

distribuzione aiuti umanitari a gaza 7

 

[…] Il termine per i nuovi accrediti è oggi, 31 dicembre. Ma ad ora, pochi hanno ottenuto risposta: e ancor meno i permessi. «Alcune organizzazioni si sono rifiutate di soddisfare un requisito fondamentale: presentare gli elenchi completi dei propri dipendenti palestinesi per i controlli di sicurezza», accusa il Cogat che controlla le attività civili nella Striscia: «Le ong operano in modo opaco».

 

Ma le cose sembrano essere più complesse. Da domani saranno revocate le licenze di circa 200 no profit grandi e piccole: impossibilitate, dal 1° marzo, a far entrare personale internazionale e pure beni di prima necessità. Perfino Save The Children — che pure da oltre un secolo opera in 116 paesi — è stata esclusa: colpevole di «aver delegittimato Israele». E infatti ora esorta la comunità internazionale a far pressioni sul governo israeliano: «Serve la revisione urgente di quelle norme. Il blocco è una condanna a morte per tanti bambini di Gaza». Per ora, continueranno a operare grazie a 300 dipendenti palestinesi. Ma il futuro è incerto.

medici senza frontiere a gaza

 

Medici Senza Frontiere, che il Cogat accusa di aver avuto «terroristi nel suo staff » (accusa respinta dalla ong) a ieri non aveva ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale da parte delle autorità israeliane: «Potremmo dunque essere anche noi una delle tante ong lasciate fuori dalla Striscia in base alle nuove regole.

 

 Se così fosse, le conseguenze per la popolazione palestinese sarebbero devastanti. Eppure, a Gaza facciamo 3mila consulti medici al giorno, gestiamo il 20% dei posti letto ospedalieri totali, ci occupiamo di un parto su tre». La preoccupazione è tanta: «Siamo impegnati a cercare soluzioni urgenti per continuare a sostenere la popolazione della Striscia e della Cisgiordania».

 

distribuzione aiuti umanitari a gaza 1

Parlando di «restrizioni irragionevoli» e «situazione catastrofica» i ministri degli Esteri di diversi Paesi (compresi Canada, Francia e Regno Unito) hanno firmato ieri una dichiarazione congiunta in cui chiedono a Israele di «consentire a Onu e ong di lavorare in modo sostenibile e continuativo nella Striscia».

CONSENGNA DI AIUTI UMANITARI A GAZACAMION DI AIUTI UMANITARI A GAZA