gianguido bazzoni

DOVE C'È EREDITÀ, C'È UN FURBETTO - GIANGUIDO BAZZONI, EX CONSIGLIERE REGIONALE DELL'EMILIA ROMAGNA, CON UN PASSATO IN FORZA ITALIA (MA NON È PIÙ ISCRITTO AL PARTITO), È STATO CONDANNATO A UN ANNO E QUATTRO MESI PER AVER FALSIFICATO IL TESTAMENTO DI UN SUO AMICO - IL 67ENNE COMMERCIALISTA AVEVA MATURATO UN DEBITO DI 218MILA EURO CON IL DEFUNTO - IL DOCUMENTO-PATACCA INDICAVA L’EX POLITICO COME EREDE CON CUI LA FIGLIA DELL'UOMO DECEDUTO AVREBBE DOVUTO SPARTIRE A METÀ UN PATRIMONIO DI CIRCA 5,8 MILIONI DI EURO. MA C'ERANO DIVERSI ERRORI, COME…

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Gianguido Bazzoni

(ANSA) - Il 67enne ex consigliere regionale di centrodestra dell'Emilia-Romagna ed ex coordinatore provinciale di Forza Italia a Ravenna Gianguido Bazzoni è stato condannato ieri pomeriggio a un anno e quattro di reclusione, con pena sospesa, per la falsificazione del testamento di un funzionario di banca di San Pietro in Vincoli, nel Ravennate, relativamente a un'eredità in totale di circa 5,8 milioni di euro.

 

Gianguido Bazzoni

Bazzoni, di professione commercialista, oggi non riveste più alcun ruolo all'interno del partito. Come riportato dai due quotidiani locali "il Resto del Carlino" e "Corriere Romagna", per l'accusa Bazzoni aveva maturato un debito con il bancario, al tempo suo amico, di 218 mila euro ma si era via via fatto di nebbia. A un paio di mesi dalla morte del funzionario avvenuta nel giugno 2021 a 97 anni, saltò fuori il testamento del quale anche l'unica figlia del defunto era all'oscuro.

 

SILVIO BERLUSCONI Gianguido Bazzoni

Sette in totale i beneficiari - tra cui Bazzoni - ai quali in totale erano stati cancellati debiti per 400 mila euro. All'ex consigliere andavano anche un podere e metà delle liquidità del funzionario. Il documento presentava però diversi errori grossolani: ad esempio il codice fiscale sbagliato e un refuso nel nome del paese di origine, "Cottignola" al posto di Cotignola.

 

Le successive consulenze grafologiche avevano accertato che in effetti quel testamento era falso (in seguito nessuno dei beneficiari lo accettò). Bazzoni ha però sempre negato di essere stato lui l'autore del falso testamento.