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DOVE SONO FINITI I 7 MILIONI DI EURO DEI SERVIZI SPARITI DURANTE L’ERA DEL DEO? E PERCHÉ L’EX VICEDIRETTORE DELL’AISI AVEVA UNA COSÌ AMPIA DISPONIBILITÀ DI DENARO? I RACCONTI DEI SUOI EX COLLABORATORI: “CI DAVA BUSTE CON 500 EURO A TITOLO DI PREMIO. L’AGENZIA NON GRADIVA LO SPERPERO DI DENARO E RISORSE DI DEL DEO. ANCHE SE ERA CAPO REPARTO AVEVA MOLTO POTERE. COMANDAVA E NEGOZIAVA DI FATTO LE CONDIZIONI ECONOMICHE DI ALCUNI RAPPORTI STABILITI DALL’AGENZIA CON I FORNITORI ANCHE SE FORMALMENTE QUESTI CONTRATTI VENIVANO CONCLUSI CON ALTRI” -  “IN UFFICIO SI PARLAVA DEL SUO HAREM…” – LA TELEFONATA DI FINE FEBBRAIO CON ELISABETTA BELLONI, CHE CHIEDE CHIARIMENTI DOPO AVER SCOPERTO DEI COMPENSI MILIONARI ALLA SOCIETÀ SIND PER I LAVORI ALLA SUA CASA IN TOSCANA…

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Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”

 

giuseppe del deo

«Pronto». «Eccomi». Sono da poco scoccate le sei di un pomeriggio di fine febbraio e l’ex numero due dell’Aisi e del Dis Giuseppe Del Deo chiama l’ambasciatrice Elisabetta Belloni.

 

I due non sanno che la loro conversazione telefonica […] è intercettata dai carabinieri del Ros di Roma ed è destinata a finire in un’informativa di quaranta pagine dei pm capitolini che indagano sulla cosiddetta squadra Fiore e sull’opaca gestione dei fondi riservati delle agenzie di intelligence.

 

«Sono stata dall’avvocato», comunica Belloni all’agente segreto in pensione indagato per peculato, «naturalmente adesso valutiamo cosa fare».

 

Il riferimento di Belloni è all’articolo di Domani, che proprio quel 23 febbraio aveva svelato che Sind, l’azienda di cybersicurezza un tempo riconducibile a Carmine Saladino («ex» amico del ministro Guido Crosetto), pure lui indagato, aveva ottenuto compensi milionari dai servizi. Tra i quali rientravano alcuni lavori fatti a casa sua, quando ricopriva ancora il ruolo di direttrice del Dis, l’agenzia che si occupa del coordinamento dei servizi segreti.

 

ELISABETTA BELLONI - FOTO LAPRESSE

Le fatture pagate all’impresa, scriveva Domani, risultavano esose rispetto ai servizi davvero prestati. Il sospetto […] è che le fatture fossero state gonfiate. Una circostanza di cui Belloni (estranea all’inchiesta), all’epoca della telefonata, non è evidentemente a conoscenza.

 

«Dopodiché – continua l’ambasciatrice – ho chiamato Fittipaldi (Emiliano, direttore di questo giornale, ndr). Non sono autorizzati a scrivere falsità del genere, gli ho detto che alludono che mi sarei fatta fare un fortino a casa e lui (Fittipaldi, ndr) ha risposto che è la Sind che lo dice». A quel punto Belloni […] chiede all’ex vertice dei servizi cosa ci sia realmente scritto nella sua fattura.

 

CARMINE SALADINO

[…] È dalle risposte di Del Deo, trascritte negli atti dagli inquirenti, che emergono nuovi elementi inediti. «La fattura è generica, è omnicomprensiva e non è intestata a te e può riguardare anche altri lavori, quindi niente...», risponde l’ex agente provando a tranquillizzare Belloni.

 

Per i pm l’uomo, però, sembrerebbe non riuscire a mascherare la «preoccupazione». E soprattutto […] «conferma ulteriormente i contatti diretti con la Sind». «La Sind – afferma Del Deo – non ha parlato con nessuno, me so’ appurato e tu Elisabè non gli devi dare informazioni a questo qua (Fittipaldi, ndr). L’unica cosa è che speriamo che non fanno seguito (...) speriamo che non vanno oltre».

 

EMILIANO FITTIPALDI

Ma Belloni non ci sta e si chiede su cosa possa vertere la seconda puntata dell’inchiesta di Domani che, in effetti, continuerà a scrivere. «Io vorrei sapere cos’ha in mano questo (Fittipaldi, ndr), come può inventarsi che sono stati fatti lavori?», dice l’ambasciatrice ignara di quanto Del Deo le avrebbe finora tenuto nascosto. Del Deo continua a rasserenarla e alla fine la conversazione si chiude con un «staremo a vedere» da parte di entrambi.

 

In effetti, dopo un paio di mesi, dalla procura di piazzale Clodio sono partite le perquisizioni a carico di Del Deo, ma anche di Saladino e degli ex soci di quest’ultimo, Enrico Fincati e Nicola Franzoso sia per la vicenda di casa Belloni e per tutte le altre questioni relative alla gestione dei fondi riservati dei servizi.

 

giuseppe del deo

Servizi che, secondo la tesi accusatoria, avrebbero affidato appalti e commesse gonfiate a società amiche attive nel campo della cybersicurezza. Tra queste c’è proprio Sind. Agli atti anche dichiarazioni di persone vicine a Del Deo secondo cui Saladino, Fincati e Franzoso avrebbero incontrato varie volte l’ex agente «a piazza Zama e in via Arcione».

 

[…]

 

Ma gli accertamenti dei magistrati non finiscono qui. Non solo il pool di pm guidato dall’aggiunto Stefano Pesci è sulle tracce dei «neri» di Del Deo, cioè di coloro che avrebbero realizzato «attività clandestine di tipo para investigativo, utilizzando, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie necessarie al perseguimento degli scopo istituzionali».

 

I pubblici ministeri di Roma stanno cercando riscontri alle dichiarazioni, intercettate e non, di indagati e testimoni che hanno parlato di un «ammanco di 7-8 milioni di euro» dai servizi e che, stando a quanto emerso, avrebbe a che fare con Del Deo.

 

GIUSEPPE DEL DEO

Dove sono finiti quei soldi? E perché l’ex numero due dell’intelligence, che finora tramite il suo legale ha sottolineato la sua «estraneità ai fatti», ne avrebbe avuto grande disponibilità?

 

Agli atti le parole di alcuni suoi collaboratori. «Ci dava buste con 500 euro a titolo di premio per il lavoro svolto», è una delle testimonianze rese davanti agli inquirenti. «Non so da dove prendesse il denaro – continua il testimone – So solo che l’Agenzia non gradiva lo sperpero di denaro e risorse di Del Deo. Anche se era capo reparto aveva molto potere.

 

Intendo dire che lui comandava anche se il percorso burocratico – si legge ancora nelle carte – portava i fornitori a interloquire con altri, nel senso che Del Deo negoziava di fatto le condizioni economiche di alcuni rapporti stabiliti dall’Agenzia con i fornitori anche se formalmente questi contratti venivano conclusi con altri».

 

bruno valensise in audizione al copasir FOTO LAPRESSE

Del Deo, dunque, al centro di tutto. I pm ai suoi collaboratori chiedono pure di fare i nomi del gruppo di persone a lui vicine. Questo non avviene. «In ufficio si parlava dell’harem di Del Deo. Non ho mai sentito che personale esterno avesse fatto parte del suo gruppo». La famosa «cricca». I famosi «neri». Tutti interni, a quanto sembrerebbe, ai servizi.

 

[…]

 

«Questa volta pare che (i servizi, ndr) non vogliano mettere a tacere niente. Le altre volte hanno cercato, no? Questa volta Valensise (direttore dell’Aisi, non indagato, ndr) proprio no...», dice, sempre nel corso di una conversazione intercettata, un altro degli indagati. Per alcuni di loro ieri a Roma si è tenuta udienza al tribunale del Riesame. […]