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È CACCIA APERTA ALLA BANDA DEL BUCO DI NAPOLI – PER GLI INQUIRENTI L’UNICA CERTEZZA SULLA RAPINA DA FILM DI GIOVEDÌ NELLA FILIALE DEL CREDIT AGRICOLE AL VOMERO È CHE I BANDITI SONO “PROFESSIONISTI, ESPERTI” – IL COLPO ERA PIANIFICATO DA TEMPO: ALMENO TRE UOMINI DALLA PORTA PRINCIPALE E TRE DAL SOTTOSUOLO, UN’AUTO IN SOSTA ALL’ESTERNO CON UNA TARGA DI CARTA, LE MASCHERE CON I VOLTI DEGLI ATTORI DI HOLLYWOOD. E POI I 25 OSTAGGI TENUTI IN SCACCO UN’ORA CON LE ARMI PUNTATE E POI CHIUSI IN UNA STANZETTA COME DIVERSIVO PER LA FUGA – I CARABINIERI CERCANO TRACCE NEL SISTEMA FOGNARIO – NEL CAVEAU NON C’ERANO CONTANTI MA SOLO CASSETTE DI SICUREZZA: L’IPOTESI DELLA TALPA

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Estratto dell’articolo di Gennaro Scala per il “Corriere della Sera”

 

BUCO DA CUI SONO ENTRATI E USCITI I LADRI CHE HANNO MESSO A SEGNO IL FURTO IN BANCA A NAPOLI

Un colpo pianificato da tempo. La doppia incursione, almeno tre uomini dalla porta principale e tre dal sottosuolo. L’auto in sosta all’esterno con una targa di carta. I 25 ostaggi tenuti in scacco un’ora con le armi puntate e poi chiusi in una stanzetta di meno di quindici metri quadrati come diversivo per la fuga.

 

Le maschere in maglia con i volti degli attori di Hollywood, «uno aveva la faccia di Dwayne “The rock” Johnson», racconta un testimone. Sono gli elementi di indagine della rapina da film che si è consumata attorno a mezzogiorno di giovedì nella filiale del Credit Agricole in piazza Medaglie d’Oro a Napoli, nel quartiere Vomero.

 

Una rapina portata a termine da una delle bande di specialisti del «buco» che lavorano nel Napoletano. «Erano esperti, professionisti», riferiscono le forze dell’ordine e per circa sei ore hanno tenuto in scacco la città. Fino all’incursione dei corpi speciali che in banca, però, non hanno trovato nessuno.

 

CASSETTE DI SICUREZZA SVUOTATE DURANTE LA RAPINA A UNA BANCA DI NAPOLI

I carabinieri, insieme agli addetti dell’Abc (l’azienda che gestisce il servizio idrico), dotati di mappe del sottosuolo, stanno lavorando per individuare possibili vie di fuga nel sistema fognario, anche con il supporto della squadra scientifica.

 

[…]  «A volte costruiscono anche dei muri per chiudere i varchi — spiegano gli investigatori — e questo rende le ricerche difficilissime». Si monitora quindi se i percorsi incontrati corrispondano a quelli segnati sulle mappe.

 

In un tombino davanti all’uscita della banca, sono stati recuperati alcuni recipienti utilizzati per il trasporto di materiali di risulta e un piccolo gruppo elettrogeno. Sono dei banditi? […]

 

Sotto la lente ci sono altri punti oscuri. Nel caveau della filiale non c’era denaro contante: solo cassette di sicurezza. Un particolare che difficilmente dovrebbe sfuggire a una banda esperta. Questo lascia pensare che fossero proprio quelle l’obiettivo.

 

E qui l’ipotesi si allaccia a un altro interrogativo. Il contenuto delle cassette è noto solo ai clienti che le noleggiano, non all’istituto di credito. C’è stata una «talpa»? Se sì, potrebbe aver riferito solo che le cassette non avevano una pesante blindatura, ma non indicare cosa contenessero.

 

rapina in banca a napoli 13

Quindi appare più facile che si sia trattato di una razzia condotta colpendo in maniera random. Il secondo elemento da valutare riguarda i tempi dell’azione.

 

«È insolito che siano rimasti all’interno tanto tempo — spiegano i carabinieri —. Di solito queste bande agiscono in pochi minuti». Forse è stato una scelta anche quel tempo dilatato.

 

E qui si apre il capitolo relativo alla gestione degli ostaggi che è stata invece chirurgica. Tutti chiusi in una stanza che si affaccia sulla strada. Tenerli lì, mentre si svolgevano le operazioni di salvataggio, ha fatto guadagnare tempo ai banditi che sono scappati rientrando nel buco.

 

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Sotto Napoli si estende un dedalo di strade sotterranee, cavità e passaggi. Uno studio del Cnr ha acceso i riflettori su come questi spazi vengano utilizzati dalla criminalità. […]

 

Ritornando alle maschere. Si tratta di cappucci leggeri, molto elastici, tanto da adattarsi alla forma della testa e del viso. All’altezza del volto hanno impressa la faccia di un personaggio famoso. Efficaci al punto di rendere irriconoscibile chi le indossa.

Uno stratagemma che i malviventi hanno abbinato a quello di utilizzare abiti da lavoro tutti uguali. Come un piccolo esercito senza volto che vive nel sottosuolo.

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