TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO…
UN ALTRO BUBBONE IN PROCURA – A FINIRE NEL CAOS, QUESTA VOLTA, È LA PROCURA DI BRESCIA DOVE LE DUE PM CLAUDIA MOREGOLA E CHIARA BONFADINI HANNO MOLLATO LE INDAGINI PER CORRUZIONE E PECULATO A CARICO DELL'EX PROCURATORE MARIO VENDITTI: SONO IN DISACCORDO CON LA LINEA DEL PROCURATORE CAPO FRANCESCO PRETE CHE HA INCONTRATO PER UN CAFFÈ IL LEGALE DI VENDITTI (LO STESSO CHE HA SPARATO A ZERO CONTRO I PM DI BRESCIA) – A QUESTO SI AGGIUNGE LA RINUNCIA A REITERARE IL DECRETO DI SEQUESTRO DEI DISPOSITIVI ELETTRONICI DI VENDITTI, ACCUSATO DI AVER INSABBIATO L’INDAGINE SU ANDREA SEMPIO, INDAGATO PER L’OMICIDIO DI CHIARA POGGI…
Estratto dell’articolo di Massimo Pisa per "la Repubblica"
VENDITTI - NOTTE PRIMA DEL RIESAME - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
Ufficiale da ieri sera e ufficiosa da settimane, la rinuncia delle pm bresciane Claudia Moregola e Chiara Bonfadini ai fascicoli collegati al delitto di Garlasco e al "sistema Pavia" squaderna l'impasse che paralizza da quattro mesi le inchieste per corruzione in atti giudiziari e peculato a carico dell'ex procuratore aggiunto Mario Venditti.
E che vedono coinvolto, nell'ipotesi investigativa dell'insabbiamento nel 2017 della prima indagine a carico di Andrea Sempio, anche il papà dell'attuale sospettato ("Gip archivia per 20. 30. €" scriveva nel celebre appunto sequestratogli in casa) per il massacro di Chiara Poggi.
Un passo forte e raro come l'istanza di rinuncia, scritta e depositata dalle due sostitute, racconta qualcosa di più di una «diversità di vedute» col procuratore capo Francesco Prete.
I mormorii, nei corridoi del tribunale di Brescia, erano già diventati boatos a metà novembre, all'indomani del caffè con chiarimento tra Prete, il procuratore generale Guido Rispoli, l'avvocato generale Domenico Chiaro e il difensore di Venditti, Domenico Aiello.
Un passo distensivo inteso come eccessiva concessione verso il legale, che aveva sparato a zero contro l'inchiesta e contro i magistrati di Pavia che indagano sul delitto. E pure la rinuncia a reiterare il decreto di sequestro dei dispositivi elettronici di Venditti (e dei carabinieri Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, principali ausiliari di quell'ambigua indagine su Sempio), dopo la bocciatura del Tribunale del Riesame. Ha prevalso la linea Prete, ricorso in Cassazione e congelamento degli ulteriori atti investigativi.
[…] I fascicoli passano ai colleghi Alessio Bernardi e Donato Greco: quest'ultimo ha portato a processo due magistrati del calibro di Paolo Storari (assolto) e Piercamillo Davigo (condannato in appello) per rivelazione di segreto d'ufficio: l'emorragia di verbali nel caso della loggia Ungheria.
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