famiglia nel bosco catherine birmingham nathan trevallion

È GUERRA APERTA TRA I TREVALLION E GLI ASSISTENTI SOCIALI - GLI AVVOCATI DELLA FAMIGLIA CHE VIVEVA NEI BOSCHI DI CHIETI HA PRESENTATO UN ESPOSTO PER CHIEDERE LA REVOCA DELL’ASSISTENTE SOCIALE BOLLATA COME “PREVENUTA, OSTILE E MANCHEVOLE”: I LEGALI CONTESTANO LA RICOSTRUZIONE DELL’INTOSSICAZIONE DA FUNGHI, LA VIOLAZIONE DEL CODICE DEONTOLOGICO (LA PROFESSIONISTA HA PARLATO CON LA STAMPA) E IL FATTO DI ESSERSI PRESENTATA A CASA DELLA FAMIGLIA CON I CARABINIERI – MA DA DOMANI I TREVALLION AVRANNO PURE ALTRO A CUI PENSARE: INIZIERANNO I TEST PSICOLOGICI DISPOSTI DAL TRIBUNALE SUI DUE GENITORI…

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Estratto dell’articolo di Corrado Zunino per www.repubblica.it

 

catherine birmingham nathan trevallion

"È ostile" e "non ha svolto il proprio incarico con l'imparzialità richiesta dal ruolo". Per queste ragioni, gli avvocati della famiglia del bosco, Marco Femminella e Danila Solinas, hanno presentato un esposto chiedendo la revoca dell'assistente sociale nominata dal Tribunale, Veruska D'Angelo. Una richiesta che arriva alla vigilia dei test psicologici disposti dal Tribunale dei minorenni sui genitori, che prenderanno il via proprio domani.

 

famiglia nel bosco - catherine birmingham nathan trevallion

Nel documento di otto pagine, i legali parlano di un "conflitto personale" e di una gestione "ostile e manchevole" […] Secondo gli avvocati, infatti, D'Angelo si sarebbe opposta non solo alla richiesta di telefonate con nonni e parenti (in Australia e in Inghilterra), ma anche a quella di incontrare alcuni amici. Gli avvocati contestano anche le modalità degli incontri, con la scorta dei carabinieri, avvenuti nel casolare prima della sospensione della responsabilità genitoriale.

 

la famiglia nel bosco catherine birmingham nathan trevallion

Ma criticano anche la ricostruzione dell'intossicazione da funghi che, secondo loro, sarebbe stata fatta passare come un avvelenamento.

La difesa contesta all'assistente sociale la presunta violazione del Codice deontologico professionale.

 

"Il privilegiare ad ogni costo lo sviluppo della sfera emotiva a discapito di quella cognitiva”, scriveva in una relazione dello scorso dicembre, “rappresenta un’adulterazione che deve necessariamente portare alla difesa dei diritti dell'infanzia".

la famiglia nel bosco - Catherine Birmingham Nathan Trevallion e i figli

Per gli avvocati, questa è la prova regina del pregiudizio. L'operatrice si sarebbe eretta a "censore", giudicando "sbagliato" un metodo educativo diverso dal proprio e decidendo di correggerlo con la forza dell'autorità pubblica. E, per la difesa, avrebbe anche violato il "principio di riservatezza", rilasciando dichiarazioni alla stampa.

 

Nella sua relazione finale, il 14 ottobre 2025, l’assistente D’Angelo delineava il conflitto sempre presente nei rapporti con i genitori: “Contattati più volte, hanno manifestato la chiara volontà di non recarsi a colloquio con la scrivente e non è stato possibile concordare una visita a domicilio”.

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Ancora, i coniugi, "in modo particolare la signora Catherine Birmingham, hanno assunto un atteggiamento oppositivo, impedendoci di avvicinarci alla loro dimora". E anche dopo la scorta dei carabinieri, "non è stato possibile parlare con i minori, solo vederli a distanza".

 

Lo dirà anche Nathan Trevallion, il padre: “Abbiano smesso presto di fidarci dell’assistente sociale”. Non solo: “Siamo stati vittime di bullismo, molestie e minacce dal Comune”.

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Domani mattina la psichiatra Simona Ceccoli avvierà la perizia psichiatrica nel suo studio di Villa Letizia, all’Aquila […]

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