antonella di ielsi e sara di vita ricina

È IN ARRIVO UNA SVOLTA SUL GIALLO DI PIETRACATELLA? – CHRISTIAN HERZOG E SYLVIA WORB, DUE DEI MASSIMI ESPERTI IN TEMA DI CONTRASTO AL BIOTERRORISMO, SI OCCUPERANNO DEL CASO DI ANTONELLA DI IELSI E SARA DI VITA, MAMMA E FIGLIA MORTE IN PROVINCIA DI CAMPOBASSO DOPO ESSERE STATE AVVELENATE CON LA RICINA – IL LORO UFFICIO SI È OCCUPATO DI ALCUNI DEI CASI PIÙ CLAMOROSI DI AVVELENAMENTI, COME L’ATTENTATO SVENTATO A COLONIA, NEL 2018, QUANDO FU ARRESTATO UN TUNISINO IN CONTATTO CON L’ISIS CHE STAVA PREPARANDO UNA “BIO-BOMBA” CON 3.150 SEMI DI RICINO E GLI AVVELENAMENTI DEI DISSIDENTI RUSSI NAVALNY E LITVINENKO – I DUE MEDICI POTREBBERO AIUTARE A CAPIRE COME È STATO SOMMINISTRATO IL VELENO E DOVE È STATO SINTETIZZATO…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Alessandro Fulloni per il "Corriere della Sera"

 

la famiglia di vita

Il loro ufficio, specializzato in bioterrorismo, si è occupato dei casi più clamorosi in cui la ricina è stata impiegata come arma chimica, primo fra tutti l’attentato sventato a Colonia — «il più devastante in Europa», si affermò — nel giugno 2018, quando fu arrestato un tunisino in contatto con l’Isis. In casa stava preparando una rudimentale «bio-bomba» servendosi di 3.150 semi di ricino da cui aveva sintetizzato 84 milligrammi della letale proteina.

 

Fatto sta che dal prossimo 29 settembre Christian Herzog e la sua vice Sylvia Worb — medici presso il Robert Koch Institut di Berlino, l’agenzia di governo tedesca specializzata in malattie infettive — aiuteranno ufficialmente la Procura di Larino (Campobasso) nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Vita, 50 anni, e di sua figlia Sara, 15. Un duplice omicidio premeditato che ha visto l’impiego della micidiale ricina. […]

RICINA

 

Herzog — con un ruolo a metà tra il nostro medico legale e il coroner britannico — in particolare dirige lo Zbs, il «Centro per le minacce biologiche» i cui sconfinati archivi contengono dossier dettagliatissimi, guerra batterica, antrace, gli avvelenamenti dei dissidenti russi Navalny e Litvinenko.

 

[…] Forti di «metodiche già utilizzate» in Germania e inedite in Italia, effettueranno rilievi sui reperti biologici delle due vittime e soprattutto parteciperanno ai sopralluoghi a casa dei Di Vita, a Pietracatella, dove avvenne l’avvelenamento nei giorni di Natale.

 

Herzog, che ha proposto il suo aiuto tramite canali diplomatici, ha chiarito di «poter prelevare campioni di alimenti (circa 70 quelli sequestrati) e materiali», mobili e vestiti, per accertare «la presenza della ricina» anche dopo mesi. Arriverebbero risposte decisive: da come è stato somministrato il veleno (assai volatile) a dove è stato sintetizzato, in laboratorio o in modo «fai da te».

 

La Mobile diretta da Marco Graziano ipotizza il delitto maturato nel folto nucleo dei Di Vita. Eventuali «anticorpi» trovati da Herzog nel sangue di Gianni e Alice (marito di Antonella e primogenita) stabilirebbero una contaminazione anche per loro. L’obiettivo? Quello di sterminare genitori e figlie.

antonella di ielsi e sara di vita

 

Si scava su possibili dissidi e prosegue l’analisi dei cellulari, tra cui quello di Antonella. A lei la donna indagata per favoreggiamento, assistita da Mariano Prencipe, avrebbe fornito il nome di un avvocato divorzista, ma questo nel 2018 visto che sul suo telefonino i messaggi con la moglie di Di Vita «si fermano al 2019».

ALICE E GIANNI DI VITAricinaantonella di ielsi antonella di ielsi con il marito gianni di vita e le figlie sara di vitaricinaricina