recep tayyip erdogan in versione sultano

ERDOGAN, IL SOLITO EQUILIBRISTA – LA GUERRA IN IRAN HA RAVVICINATO IL MONDO ISLAMICO E IL “SULTANO” NON RESISTE AL FASCINO DI TEHERAN: ANKARA IMPORTA PETROLIO E GAS DA TEHERAN E IL PRESIDENTE TURCO HA CHIAMATO GLI IRANIANI “NOSTRI FRATELLI CON CUI VIVIAMO IN PACE DAL 1639” (IL PRESIDENTE IRANIANO LO HA RINGRAZIATO CHIAMANDOLO “FRATELLO”)  – NONOSTANTE CIÒ, LA TURCHIA RESTA CANDIDATA ALL'INGRESSO NELLA UE E FA PARTE DELLA NATO, ANCHE SE STA SPOSTANDO LO SGUARDO SEMPRE PIÙ VERSO L’ORIENTE…

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recep tayyip erdogan.

Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per “la Stampa”

 

Mentre Avicenna concludeva la sua parabola con il celebre aforisma «la luce più intensa è quella che dura di meno», da Isfahan, la vera capitale del declinante califfato abbaside, si irradiava una nuova dinastia, i turchi selgiuchidi. In breve, avrebbero riunificato tutte le terre islamiche dall'Uzbekistan, dove lo stesso Avicenna era nato, il Pakistan, l'Iran, fino all'Anatolia, la Siria.

 

[…]  Alla corte selgiuchide […] si pregava in arabo, si usava il persiano per gli affari di Stato e la poesia, il turco era la lingua dell'esercito. Finché non arrivarono le orde mongole a spazzare via tutto.

 

MASOUD PEZESHKIAN - RECEP TAYYIP ERDOGAN

L'eredità è però rimasta. L'inno pachistano è intriso di espressioni poetiche persiane. Cinquanta milioni di cittadini governati da Islamabad sono sciiti, spesso di lingua iranica, che guardano a Teheran, Qom, Najaf. Un iraniano può viaggiare a Kabul o fino in Tagikistan, parlare la sua lingua ed essere capito. I legami politici, militari, economici tra la Turchia e il Pakistan sono sempre più stretti.

 

Hanno cominciato a sviluppare in comune caccia di nuova generazione. Quelli turco-iraniani più sottotraccia. Ankara importa petrolio e gas a volontà. Il presidente Erdogan ha inveito contro Israele e chiamato gli iraniani «nostri fratelli con cui viviamo in pace dal 1639». Il collega iraniano Pezeshkian, di origini turco-azere, l'ha ringraziato e definito «fratello» a sua volta.

 

Ursula von der leyen – Recep Tayyip Erdogan

Finora, l'unica vera ristrutturazione del Medio Oriente ottenuta nel conflitto esploso il 28 febbraio è il riavvicinamento nel mondo islamico turco-persiano che va da Istanbul a Islamabad. Lunedì scorso, in una specie di lapsus, la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen, ha detto al giornale tedesco Die Zeit che «bisogna completare l'integrazione europea in modo da non essere sottoposti all'influenza russa, cinese o turca».

 

La Turchia resta candidata all'ingresso nella Ue, fa parte della Nato, il 7 maggio il vertice dell'Alleanza si terrà ad Ankara. Ma l'attrazione verso l'Asia occidentale, come a Teheran si chiama il Medio Oriente, è sempre più forte.

erdogan