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UNA FALLA NELLA GIUSTIZIA E I BOSS MAFIOSI TORNANO A COMANDARE SUI TERRITORI - LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA E IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA VOGLIONO VEDERCI CHIARO SULLA VICENDA DEI PERMESSI SPECIALI CONCESSI AD ALCUNI DEI KILLER E CAPIMAFIA PIÙ SPIETATI DI COSA NOSTRA, SOTTOPOSTI AL REGIME CARCERARIO DEL 41 BIS - L’USCITA TEMPORANEA DALLE CELLE È UNA GHIOTTA OCCASIONE PER I MAFIOSI, CHE POSSONO RICOSTITUIRE LE COSCHE E TORNARE A GESTIRE I LORO AFFARI - CHI SONO I CRIMINALI CHE HANNO OTTENUTO I PERMESSI SPECIALI: DA CRISTOFORO CANNELLA, FINITO ALL’ERGASTOLO PER LA STRAGE DI VIA D’AMELIO A MARIO CAPIZZI, CONDANNATO PER L’OMICIDO DEL PICCOLO GIUSEPPE DI MATTEO, SCIOLTO NELL’ACIDO…
MA CHE BEL REGALO PER I BOSS DI COSA NOSTRA - ALCUNI DEI CAPI CLAN E KILLER PIÙ SPIETATI DELLA MAFIA SICILIANA, SOTTOPOSTI AL REGIME CARCERARIO DEL 41 BIS, SONO USCITI DALLE CELLE GRAZIE AI PERMESSI SPECIALI - IL CASO DI CRISTOFORO CANNELLA DETTO “FIFETTO”, CONDANNATO PER LA STRAGE DI VIA D’AMELIO IN CUI MORÌ PAOLO BORSELLINO, CHE HA OTTENUTO UN PERMESSO LO SCORSO 10 APRILE - TRA CHI SPERA DI OTTENERE QUALCHE BENEFICIO CI SONO PURE LEOLUCA BAGARELLA, UNO DEI CAPI STORICI DEI CORLEONESI, E I FRATELLI FILIPPO E GIUSEPPE GRAVIANO, TRA I CONDANNATI PER LE STRAGI DI FIRENZE, MILANO E ROMA…
Estratto dall’articolo di Irene Famà per “la Stampa”
Benefici, salvacondotti e licenze di necessità diventano opportunità per i boss detenuti in regime di carcere duro. Occasioni per ricostituire i clan e continuare ad esercitare il potere. Lo svela un'inchiesta de La Stampa e ora a più voci si chiedono chiarimenti. Il Partito democratico vuole che il Guardasigilli Carlo Nordio riferisca in aula, Forza Italia chiamerà il ministro ed altri in commissione giustizia.
Dal Ministero fanno sapere che, dopo aver seguito con attenzione l'inchiesta di questo giornale, la competenza sulla questione appartiene unicamente alla magistratura di sorveglianza, che può adottare una pronuncia favorevole anche in presenza di un parere negativo della Direzione nazionale antimafia.
La faccenda pone numerosi interrogativi sulle norme, sulle interpretazioni giuridiche, sul difficile equilibrio tra sicurezza collettiva e funzione rieducativa della pena. A quanto emerge dall'inchiesta de La Stampa, però, i superboss che lasciano il regime di 41bis, anche solo per breve tempo, tornano a gestire i loro affari e a curare i contatti delle organizzazioni criminali.
Uno scenario definito «impressionante» dai membri dem della commissione Giustizia, che chiedono al ministro Nordio di riferire in Parlamento. Chiedono anche che venga convocata la convocazione della commissione bicamerale per acquisire informazioni complete e svolgere le valutazioni di competenza.
Tra i boss che hanno ottenuto benefici ci sono nomi come quelli di Cristoforo Cannella, finito all'ergastolo per la strage di via D'Amelio, e di Mario Capizzi, condannato per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo sciolto nell'acido. [...]
Le opposizioni incalzano il Guardasigilli. Da Forza Italia, il deputato Enrico Costa invita ai distinguo: «La questione riguarda la magistratura, non il ministero». Gli azzurri in Commissione hanno «chiesto e ottenuto l'avvio di un'indagine conoscitiva sul tema carceri» e ora chiedono che i temi sollevati dall'inchiesta «vengano presi in considerazione.
Verranno auditi il ministro Nordio, i vertici del Dap, rappresentanti della magistratura e tutti i soggetti che possono dare un contributo tecnico. All'esito si potranno valutare correttivi dal punto di vista legislativo». Sulle stragi del '92? «Relazione entro Natale».
Il tema dei boss che sfruttano permessi e salvacondotti per proseguire nei loro affari scuote la politica. Il senatore di FdI Alberto Balboni, sottosegretario alla Giustizia con delega all'amministrazione penitenziaria, non ritiene che la responsabilità ricada sull'esecutivo e sulla maggioranza: «Bisogna capire se il magistrato di sorveglianza ha deciso in base a un margine di discrezionalità o meno. [...]
leoluca bagarella
giuseppe filippo graviano
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