incidente tram deragliato milano

FERMI TUTTI: PIETRO MONTEMURRO, IL CONDUCENTE DEL TRAM DELLA LINEA 9 CHE È DERAGLIATO A MILANO LO SCORSO 27 FEBBRAIO, PROVOCANDO DUE MORTI E UNA CINQUANTINA DI FERITI, ERA AL TELEFONO FINO AD ALMENO 12 SECONDI PRIMA DELLO SCHIANTO – IL TRAMVIERE STAVA PARLANDO CON UN COLLEGA, CHE HA RACCONTATO ALLA POLIZIA DI AVER SALUTATO MONTEMURRO SENZA PERÒ RICEVERE RISPOSTA: IN QUEL MOMENTO IL MACCHINISTA ERA SVENUTO, COME LUI STESSO SOSTIENE...

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Estratto dell’articolo di Rosario Di Raimondo e Carmine R. Guarino per “la Repubblica”

 

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[…] Il macchinista che era alla guida del tram 9, deragliato il 27 febbraio a Milano, era al telefono. E ci è rimasto almeno fino a dodici secondi prima che il suo mezzo bruciasse una fermata, imboccasse a cinquanta all'ora lo scambio direzionato verso sinistra e si schiantasse contro un palazzo.

 

Ed eccolo il primo dei punti a cui trovare una collocazione sulla mappa della tragedia, perché quei dodici secondi — che emergono dagli esami sul cellulare del tranviere — potrebbero essere in realtà di meno.

 

Gli agenti della polizia locale, che indagano coordinati dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara, lavorano per «riallineare» quel tempo con l'orario esatto dell'incidente. Che arriverà soltanto nel momento in cui investigatori e inquirenti apriranno la scatola nera.

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Ma la dashcam di un taxi che si trovava proprio difronte al mezzo impazzito ha già restituito un primo orario: le 16.11 e 25 secondi. Significa che il conducente — Pietro Montemurro, sessant'anni, di cui trentacinque sui tram — avrebbe chiuso la telefonata alle 16.11 e 13. Anche se per la sua difesa (legali Benedetto Tusa e Mirko Mazzali) la comunicazione si sarebbe interrotta almeno un minuto e mezzo prima dello schianto.

 

Quel che è certo, e questo è il terzo riferimento temporale, è che la chiamata è durata 3 minuti e 40 secondi: un lungo periodo durante il quale il macchinista avrebbe parlato con il collega che gli aveva dato il cambio più o meno mezz'ora prima.

 

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Lo stesso con cui, in piazza Oberdan, avrebbe sistemato la pedana per far salire a bordo un disabile, operazione che poi in zona stazione Centrale avrebbe fatto da solo, ferendosi al piede sinistro. A suo dire la causa del malore che mezz'ora dopo gli avrebbe causato la «sincope vasovagale» che gli avrebbe fatto perdere i sensi.

 

Sentito una prima volta dagli agenti, l'uomo che quel giorno sarebbe stato al telefono con Montemurro — poi interrogato di nuovo pochi giorni fa — avrebbe raccontato di aver salutato il collega senza però ricevere risposta. In quel momento il tranviere era effettivamente svenuto e la comunicazione è rimasta aperta per altri secondi fino allo schianto?

 

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I vigili, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, stanno effettuando tutte le verifiche per capirlo, anche perché non è escluso che la distrazione per la telefonata e il malore siano cause collegate tra loro che hanno poi portato al disastro, costato la vita a due uomini mentre altri cinquantaquattro passeggeri sono rimasti feriti. […]

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