leonardo caffo

MA DOBBIAMO RIEDUCARE O DISTRUGGERE? – IL FILOSOFO, LEONARDO CAFFO, È STATO LICENZIATO DALLA “NUOVA ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI” DI MILANO, DOVE INSEGNAVA ESTETICA, PER “MOTIVI DISCIPLINARI”, DOPO LA SUA CONDANNA PER MALTRATTAMENTI E VIOLENZE NEI CONFRONTI DELLA EX COMPAGNA – IL 37ENNE ANNUNCIA RICORSO E CONSIDERA LA DECISIONE DELL’ATENEO “SPROPORZIONATA E CONTRARIA AI PRINCIPI DELL’ARTICOLO 27 DELLA COSTITUZIONE CHE IMPONE CHE LA PENA SIA RIEDUCATIVA E NON VENDICATIVA” – CAFFO LO SCORSO DICEMBRE HA RAGGIUNTO UN ACCORDO CON LA PROCURA, VEDENDOSI DIMEZZATA LA PENA DA QUATTRO A DUE ANNI: HA RINUNCIATO ALL’APPELLO E SI È IMPEGNATO A SEGUIRE UN CORSO DI RECUPERO COMPORTAMENTALE: “SI PREFERISCE LA GOGNA MEDIATICA E LA PUNIZIONE PERPETUA...”

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Estratto dell’articolo di Giuseppe Guastella per il “Corriere della Sera”

 

LEONARDO CAFFO

I conti con la giustizia li ha chiusi a dicembre ammettendo i suoi errori e accettando di seguire un percorso di recupero comportamentale in cambio del dimezzamento della pena, da quattro a due anni di reclusione, per i maltrattamenti e le violenze nei confronti della ex compagna. Ma la sospensione e la non menzione della condanna non hanno evitato al filosofo Leonardo Caffo il licenziamento deciso dalla Nuova accademia delle belle arti di Milano dove insegna Estetica.

 

Dopo essere stato condannato nel 2024, il 18 dicembre scorso Caffo ha raggiunto un accordo con la Procura generale di Milano: rinuncia all’appello, assoluzione dall’accusa di lesioni (per la frattura di un dito di una mano causata alla ex compagna durante una lite), impegno a seguire un corso di recupero per uomini maltrattanti e sconto di pena e tutti i benefici di legge.

 

LEONARDO CAFFO

Sembrava che la vicenda dolorosa si fosse definitivamente chiusa, invece la Naba, l’università privata riconosciuta dal Miur dove insegna dopo aver vinto un concorso pubblico nazionale, ieri lo ha licenziato in tronco.

 

Una doccia fredda che il 37enne filosofo siciliano ha accolto con «stupore ed amarezza». Lo considera «un provvedimento sproporzionato e contrario ai principi dell’articolo 27 della Costituzione che impone che la pena sia rieducativa e non vendicativa», che diventa «una sanzione ulteriore per fatti già definiti in sede penale» e «distrugge chi ha sbagliato invece di favorire il suo reinserimento» nella società.

 

LEONARDO CAFFO

«Ho chiesto scusa come e dove ho potuto e mi sono impegnato a cambiare e migliorare» ma, «nonostante la presenza di una fedina penale pulita, si preferisce la gogna mediatica e la punizione perpetua alla possibilità che una persona continui a contribuire alla società», aggiunge sforzandosi di dare l’impressione di restare calmo.

 

[...]  farà ricorso contro il licenziamento che, spiega, è basato su motivi disciplinari.

Come purtroppo accade, spesso nelle rotture dei rapporti tra due persone ci vanno di mezzo i figli. In questo caso c’è una bambina di poco meno di sei anni. Caffo teme che, se fosse costretto ad accettare le proposte di lavorare all’estero che dice di aver ricevuto, la sua assenza vanificherebbe «anni di sforzi per ricostruire un rapporto essenziale» con la figlia.

 

LEONARDO CAFFO

«Come potrei spiegare, un giorno, a lei o agli studenti che mi chiedono di tornare in aula, che la società premia il giudizio affrettato e non la riparazione? Come può un’istituzione universitaria prestigiosa non comprendere il valore delle differenze, del perdono, della capacità di non punire doppiamente qualcuno?» si domanda chiedendo «sommessamente» di dare «spazio a chi ha sbagliato, ha pagato e sta cercando di riscattarsi. Non per pietà, e ben al di là dei diritti chiaramente violati: ma per coerenza con i valori di una Repubblica che si dice civile e rieducativa.

LEONARDO CAFFO

 

E se non lo si fa per “paura” del giudizio altrui, o per qualche rumore di sottofondo sui social, allora forse ognuna di queste istituzioni ha perso ogni forma di rilevanza, importanza, e natura». [..]